L’Umbria che spacca, presentata l’edizione 2016

Il festival nasce con l’intento di fare da vetrina ai numerosi e validi artisti locali

L’Umbria che spacca, presentata l’edizione 2016

E’ giunta alla quarta edizione “L’Umbria che Spacca”, il festival organizzato dal Roghers Staff, in collaborazione con la Regione Umbria, il Comune di Perugia, l’Adisu, il Forum Regionale Giovani Umbria e Star Shop s.r.l. Il festival fa parte del programma di Perugia 2016 Capitale Italiana dei Giovani e partecipa alla candidatura di Perugia capitale Europea dei Giovani 2019 (European Youth Capital 2019 Candidate City) per la quale la città è in finale insieme a: Amiens (Francia), Derry & Strabane (Irlanda del nord); Manchester (Gran Bretagna), Novi Sad (Serbia). L’Umbria Che Spacca” è un progetto culturale incentrato sulla produzione di concerti, workshop d’approfondimento musicale e mostre mercato artistiche (fumetti, video giochi, street art, liuteria). Il festival nasce con l’intento di fare da vetrina ai numerosi e validi artisti locali per creare intorno ad essi e per essi un evento di riferimento, gratuito, nel cuore del centro storico di Perugia. Dopo tre edizioni passate che hanno visto il coinvolgimento di quasi 35.000 persone e di oltre 40 band provenienti da tutta la regione, lo staff Roghers ripropone il quarto capitolo del festival e lo rinnova con l’obiettivo di riuscire a creare un vero e proprio villaggio musicale su modello europeo: si passa dal singolo al doppio palco (main e second stage), da un solo headliner di risonanza nazionale a ben tre, uno per giorno.

I grandi nomi annunciati suoneranno sul palco dei Giardini del Frontone nei giorni 1-2-3 Luglio: ad aprire le danze i Punkreas, storica band italiana punk con all’attivo più di 10 album pubblicati ed un riscontro di pubblico che abbraccia più generazioni. Il 2 Luglio si passa per i Ministri, una delle realtà musicali più consolidate del panorama indipendente italiano ed infine, per chiudere questa quarta importante edizione del festival, il 3 luglio, salirà sul palco Calcutta, cantautore rivelazione dell’anno consacrato grazie al suo ultimo album “Mainstream”.

Oltre agli headliners sul palco si alterneranno nell’arco dei tre giorni 32 band umbre, la vera linfa vitale del festival. Queste sono state scelte grazie al contest online scaduto il 9 giugno (circa 100 le candidature). Tutte le informazioni si trovano sul sito ufficiale del festival: www.umbriachespacca.it. Il coordinatore di Roghers Staff Aimone Romizi ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile l’evento, partendo dal Comune di Perugia che ha sposato l’idea fin dall’inizio, consentendo all’organizzazione di poter portare avanti l’ambizioso progetto. Quest’anno, inoltre, per la prima volta è stato concesso il patrocinio da parte della Regione dell’Umbria, a conferma che il festival è in crescita.

Ed infatti, con l’obiettivo di spingere l’eccellenza artistica e musicale dell’Umbria, sono molteplici le novità dell’edizione 2016: la location innanzitutto visto che si passa da San Francesco al Prato ai Giardini del Frontone. Inoltre la presenza dei due palchi invece dell’unico del 2015. Poi i tre workshop, ossia “The pills – la strada per l’insuccesso” (collettivo di autori comici romani), “Luca Benni (To lose la track) – do it yourself” e Matteo Rufini “Pimp my guitar”. Ed ancora “The dark side of Umbria che spacca”, cioè uno spazio (il T-Train) interamente dedicato alla musica più “pesante”. Infine “la scuola che spacca”, un festival nel festival aperto alle band scolastiche.

Alla presentazione di oggi ha partecipato l’assessore Dramane Wagué. Nel portare il saluto del sindaco, Wagué ha confermato che l’Amministrazione sarà sempre a disposizione degli organizzatori per aiutarli a realizzare e promuovere un’iniziativa di questo spessore. Non a caso il Comune, fin dall’inizio, ha cercato di coadiuvare lo staff de “l’Umbria che spacca” in ogni modo possibile, con l’obiettivo di superare tutti gli ostacoli. Ciò perché la città e la regione hanno bisogno dei giovani. L’assessore ha confermato altresì che questo festival rappresenta un modo per attivare ulteriormente la gioventù in vista della finale per il titolo di Capitale europea dei giovani 2019. “E’, in sostanza, un progetto in cui crediamo molto perché ha dimostrato la capacità dei giovani di fare rete, aggregando così tante persone; dunque un grande successo per tutti”. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti  della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, di Adisu e del Forum regionale dei giovani.

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