L’Itts Volta ha ospitato il primo ‘International learning event’

Domizio Baldini, Gertjan Kleinpaste, Rita Coccia, Beth Holland
Un momento del primo ‘International Learning event’ all’Itts Volta di Perugia

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Integrare nuove tecnologie nella didattica del ventunesimo secolo. È stato questo il tema del primo ‘International learning event’ ospitato, lunedì 26 ottobre, dall’Istituto tecnico tecnologico statale Alessandro Volta di Perugia e organizzato in collaborazione con ‘Med Store’. Un corso di formazione rivolto ai docenti e promosso da una rete di scuole umbre di cui l’Itts Volta è capofila. Tre formatori ed esperti internazionali, Beth Holland, Gertjan Kleinpaste e Domizio Baldini, si sono alternati in sessioni plenarie e workshop dedicati al tema. “Obiettivo dell’incontro – ha spiegato Rita Coccia, dirigente dell’Itts Volta – è stato quello di ampliare le competenze del corpo docente, relativamente a nuovi metodi di insegnamento che utilizzino la tecnologia. A questa prima giornata hanno aderito insegnanti da tutto il centro Italia. L’evento proseguirà anche martedì 27 ottobre, ma sarà rivolto a una rete di scuole umbre”.

‘Cambiare il paradigma in materia di istruzione. Insegnare e apprendere in un ambiente 1:1’. Questo il focus discusso da Beth Holland, ricercatrice e formatrice internazionale, proveniente da Boston, che lavora per EdTechTeacer, uno dei siti più conosciuti in ambito di tecnologie educative. “Dobbiamo fare in modo che gli studenti abbiano più voce in capitolo nel loro apprendimento – ha dichiarato Holland – e che adoperino la tecnologia per fare cose in modo nuovo”. ‘Abbracciare la sfida di apprendimento personalizzato attraverso le tecnologie’. È stato, invece, il tema del contributo di Gertjan Kleinpaste, ex docente e formatore olandese, che ha diretto la Steve Jobs school di Breda e che lavora in tutta Europa come consulente ed esperto di cambiamento dei sistemi educativi, con particolare riferimento alla personalizzazione dell’apprendimento. “C’è necessità di cambiare la metodologia d’insegnamento – ha specificato Kleinpaste – per far in modo che i ragazzi siano artefici del proprio apprendimento, concetto già espresso da Maria Montessori. Ad esempio non dobbiamo dare immediatamente tutte le informazioni ai ragazzi, ma lasciare che siano loro a trovarle. Tale approccio produce un apprendimento più significativo”.

‘iPad, curriculum e creatività. Come l’iPad può migliorare l’apprendimento nelle discipline umanistiche’. Questo il titolo della discussione tenuta da Domizio Baldini, docente con una lunga esperienza di insegnamento anche all’estero. È stato pioniere di nuove tecnologie per la didattica in Italia e responsabile di progetti di formazione per docenti su alfabetizzazione digitale, lavagna interattiva multimediale (Lim) e progetto Cl@sse 2.0. Esperto di ambienti 1:1 con iPad, Baldini è diventato anche Apple distinguished educator. “L’iPad ha cambiato il modo di insegnare e di apprendere – ha commentato –. Studi recenti dimostrano che l’interattività, il fatto cioè che gli studenti possano avere a disposizione più canali di comunicazione sia in entrata che in uscita, aumenti le loro potenzialità. L’iPad è uno strumento che aiuta in maniera determinante sia i ragazzi che necessitano di un insegnamento personalizzato sia quelli eccellenti”.

Cristina Biondi

 

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