INVASIONI DIGITALI A MONTE MALBE DI PERUGIA

MANOconMAUSE(UJ.com3.0) PERUGIA – #invasionidigitali sono un evento nazionale che dal 20 al 28 aprile coinvolgerà musei e luoghi d’arte, sparsi in tutta Italia, con l’obiettivo di promuovere e difendere il nostro patrimonio culturale. In Umbria, gli invasori digitali sono pronti ad Invadere il Fuseum di Brajo Fuso di Perugia! MERCOLEDI 24 aprile, l’ingresso sarà libero per visitare il parco museale del visionario artista perugino e condividere l’esperienza sui canali social! L’ingresso, aperto a tutti dalle ore 11:00 alle ore 18:00, comprende: visita al Parco d’arte, costellato di opere, alla Galleria espositiva ed alla Brajta, la casa museo dell’artista.

Per partecipare basta inviare il proprio nominativo a: http://fuseum.eventbrite.it/ Nota biografica Brajo Fuso nasce a Perugia il 21 febbraio 1899. Dopo la laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Roma, e la specializzazione, ricoprirà la cattedra di Stomatologia all’Università di Perugia esercitando al contempo la professione di dentista. Quale capitano medico durante la seconda guerra mondiale fu ferito in Albania.

Tornato convalescente a Perugia, su incoraggiamento della moglie, la pittrice Elisabetta Rampielli, inizia a dipingere da autodidatta su tavolette di legno che esporrà nel 1946 a Roma alla Galleria “Il Cortile” presentato da Leonardo Sinisgalli, Nicola Ciarletta e Libero De Libero. Dopo questo esordio come pittore figurativo, sente il bisogno di nuove sperimentazioni.

Nel 1945-46 si avventura nell’impiego del colore colato sulla tela direttamente dal tubetto, spalmato con le dita o applicato con l’ausilio di uno stecco. Inizia così quel processo di astrazione che ha il suo punto di arrivo nelle Straticromie cui seguiranno le Cromoscolature, anticipando i risultati a cui perviene il maestro statunitense dell’Action painting, Jackson Pollock. La ricerca artistica di Brajo continuerà a dare nuovi frutti con l’inserimento di materiale povero e di scarto che assembla nelle sue innumerevoli opere materiche. E’ stato uno dei padri iniziatori dell’Arte Povera. Il suo eclettico lavoro ha interessato la critica più qualificata: risale al 1976 la prima importante monografia a lui dedicata con saggi critici di Giulio Carlo Argan, Italo Tomassoni e André Verdet.

Il MIBAC lo considera ufficialmente “un artista che con la sua creatività ha dato vita a nuovi modi di espressione artistica e la cui sperimentazione ha anticipato idee e stili successivamente proposti da altri importanti artisti di livello internazionale. Pur se meno noto è sicuramente da accostare a due altri grandi personaggi come Gerardo Dottori e Alberto Burri con i quali forma una triade di artisti umbri assolutamente d’eccezione e di livello mondiale.”

Brajo è anche autore di romanzi inediti e commedie. Una raccolta di sue poesie, Le zavorre, viene pubblicata nel 1990 dalle edizioni Guerra di Perugia. Agli anni Trenta risalgono fantastici racconti per ragazzi con illustrazioni dell’artista: Occhiopino, Storia di un ragazzo di gomma, Il Chinchibatte, L’uovo rosso.

Muore a Perugia il 30 dicembre 1980.

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