GUALDO TADINO, SGARBI PRESENZIERA’ “I GIOCHI DE LE PORTE”

Sgarbi
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(umbriajournal.com) GUALDO TADINO – Si muovono al vento le bandiere colorate dei rioni di San Facondino, San Benedetto, San Martino e San Donato, ed aumenta la trepidante attesa che vedrà la disputa delle quattro porte sotto le ali protettrici di San Michele Arcangelo. “Ad omaggiare il Palio 2013“, spiega il Presidente dell’Ente Giochi Antonio Pieretti, ” il noto crito d’arte Vittorio Sgarbi, che presenzierà I Giochi De Le porte ed avrà l’occasione di trovare  l’intera cittadina risvegliata dall’atmosfera ineguagliabile della grande festa medievale”. “Ogni anno, ogni abitante, lascia il proprio quotidiano”, racconta il Priore Responsabile della Commissione artistica Roberto Cambiotti, ” per calarsi nell’interpretazione di se stesso in una recuperata spettacolare dimensione, il ritorno alle origini di un tempo straordinario che, per incanto, risorge inalterato”.

 

Sfide, tornei, giochi, musica, luci, profumi, sapori, abiti e colori di questo evento potranno essere apprezzati da Vittorio Sgarbi, che non ha mai fatto mistero di amare i tesori nascosti dei piccoli centri, le tradizioni e la magia che realtà come Gualdo Tadino sanno presentare. “E questa magia”, aggiunge il Gonfaloniere Fabio Pasquarelli, “si ripete, ogni volta, con sempre più forza espressiva, contaminando di entusiasmo un ampio territorio sospeso tra arte, storia, modernità, dove il fattore distintivo rimane il rispetto per la tradizione unito alle esigenze di un mercato in continua ricerca di luoghi “esclusivi” da conoscere, praticare e vivere”. La presenza di Vittorio Sgarbi, ha anche lo scopo di omaggiare il giovane artista Jacopo Scassellati, l’autore del Palio 2013. Un’opera corale e appassionata , che Catia Monacelli, curatore d’arte, ha così descritto nella disamina critica per la rivista “Il Bussolo”, a cura dell’Ente Giochi de le porte: “E bolle il sangue: è la disputa finale.

Silenzio intorno.San Michele Arcangelo dispiega le ali e le sue mani benedicenti avvolgono la scena. Troneggiano in alto i simboli della città: il rosone della cattedrale di San Benedetto e la Rocca Flea.  È forte l’odore della terra, nel petto i battiti rimbombano. Ecco, è il momento: i somari sono allineati e l’ultima sfida si sta per consumare.La bocca digrignata degli equidi, maschere i volti dei fantini, ormai trasfigurati, in movimento e proiettati nel caleidoscopio di tensioni: il corpo dei cavalieri, i nervi, i muscoli, le braccia si schiacciano, si fondono, diventano un tutt’uno con l’animale. Uno squillo di luce taglia a metà la scena e ne illumina i volti: dal fondo nero tutto intorno emergono paesaggi di latte, pietra, nebbia e colline”.

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