GRANDE SUCCESSO PER IL CONCERTO INAUGURALE GUBBIO SUMMER FESTIVAL

gsf2012-00-sanpietro-chiostro-dsc_0276b-ms1000(umbriajournal.com) GUBBIO – È stato un concerto inaugurale senza precedenti quello che sabato 20 luglio scorso ha visto come protagonisti assoluti il violinista O. Semchuk ed il pianista A. Tardino: in una prestigiosa cornice culturale come quella del complesso S. Pietro, i due musicisti hanno dato vita ad una serata musicale unica, stupendo il numeroso pubblico di eugubini, stranieri e studenti che, riconoscendo il sommo talento dei due musicisti, ha loro tributato addirittura una standing ovation finale, reclamando a gran richiesta vari bis. Meraviglioso è stato proprio il programma eseguito dai due maestri, che hanno proposto pezzi di Schubert, Ravel, S. Saëns e Bazzini: in particolare, di Schubert si è potuto ascoltare il Gran duo op. 162, brano caratterizzato da un notevole tecnicismo strumentale intervallato da momenti di lirismo musicale dolcissimo, che il violinista ha saputo rendere alla perfezione con il suo tocco magistrale. Esibendo sempre doti di “giganti” della musica, i due musicisti hanno incantato il pubblico anche con la Sonata n°2 op. 77 di Ravel e con l’Introduzione e Rondò capriccioso op. 28 di S. Saëns: capolavori di espressività e raffinatezza straordinarie, che Semchuk e Tardino hanno saputo rendere al massimo della loro bellezza.

Sono proprio l’immensa padronanza tecnica e l’innato talento musicale che hanno permesso ai due concertisti di eseguire uno dei numerosi bis richiesti a gran voce dal pubblico presente, ovvero La ridda dei folletti di A. Bazzini: compositore e violinista italiano, Bazzini ha subito molto l’influenza di Paganini durante tutto il suo percorso musicale ed è proprio in questo scherzo fantastico per violino che si riscontra un’incredibile difficoltà tecnica che rende questo brano impossibile da affrontare alla maggior parte dei violinisti; per certi versi più insidioso addirittura di alcuni Capricci di Paganini, La ridda dei folletti ha messo in evidenza tutta la maestria virtuosistica del violinista O. Semchuk, dotato di un arco deciso e flessibile allo stesso tempo, capace di adattarsi ad ogni peripezia tecnica presente nel pezzo: dal canto suo, il pianista A. Tardino è riuscito a captare l’attenzione di tutti con il suo tocco preciso ed elegante, impassibile nella sua straordinaria bravura fino alla fine.

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