FOLIGNO, “BARBANERA DEI CIBI FELICI”: MASSIMO MONTANARI E ISABELLA DALLA RAGIONE

Isabella Dalla Ragione
Isabella Dalla Ragione
Isabella Dalla Ragione

(umbriajournal.com) FOLIGNO – Viaggiando nel tempo del cibo tra passato presente e futuro, la suggestiva e sorprendente mostra “Barbanera dei cibi felici. Le ortaglie, i campi, il tempo, la luna negli almanacchi” curata da Fondazione Barbanera 1762 per il Villaggio delle Zuppe e delle Tipicità locali nell’ambito della kermesse Primi d’Italia, propone sabato e domenica con due straordinari “saggi” del nostro tempo.

Dopo un’apertura davvero entusiasmante, oltre seicento i visitatori del primo giorno – in realtà poche ore – dell’evento espositivo, primo appuntamento da non perdere sabato 28 settembre, ore 18, palazzo Brunetti-Candiotti. La sala del Camino (2° piano) accoglierà il prof. Massimo Montanari, tra i più illustri storici dell’alimentazione al mondo, docente di storia medievale e Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna. Sarà lui a parlare de “I tempi del cibo”, occasione davvero unica per ascoltare il prof. Montanari, illustre studioso dall’oratoria colta e brillante, con all’attivo pubblicazioni tradotte in varie lingue pietre miliari dello studio dell’alimentazione nel tempo, intesa come storia a tutto campo che coinvolge i piani dell’economia, delle istituzioni e della cultura.

Seguirà domenica 29, ore 17, nello stesso palazzo Brunetti Candiotti, Isabella Dalla Ragione, altra straordinaria presenza che per la Fondazione Barbanera parlerà dell’importanza del recupero dei frutti antichi. Di rilievo internazionale anche la sua figura, per aver colto, in anticipo sui tempi, l’importanza del recupero e della salvaguardia delle varietà in estinzione. parlerà su “Archeologia Arborea. Antichi frutti ritrovati tra cibo, paesaggio e arte”. Agronoma, ha fondato nel 1985 con il padre Livio “Archeologia Arborea” con cui svolge attività di ricerca e di conservazione oltre che coltivazione di fruttiferi locali a Città di Castello.

Al piacere dell’ascolto si unirà in entrambi i casi quello del palato, con degustazioni dedicate nel primo caso alla tradizione e nel secondo proprio ai frutti in estinzione, curate dall’Università dei Sapori

 

 

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