FOLIGNO, 70ESIMO ANNIVERSARIO RESISTENZA E UCCISIONE DI FRANCO CIRI

Ciri e gruppo partigiano
Ciri e gruppo partigiano
Ciri e gruppo partigiano

(umbriajournal.com) FOLIGNO – Il 70° anniversario della Resistenza e dell’uccisione del primo partigiano folignate, Franco Ciri (1921-1943) sarà ricordato a Foligno sabato 26 ottobre con alcune iniziative, promosse da Comune di Foligno e Anpi, sezione di Foligno, finalizzate a tenere vivo il valore della memoria storica condivisa.

Alle 10, nel chiostro dell’Istituto comprensivo Giuseppe Piermarini, in via Arti e Mestieri, sarà inaugurata una mostra fotografica e documentaria sulla vita di Franco Ciri. Alle 10,30, nell’aula magna dell’istituto si svolgerà la commemorazione del 70° anniversario della Resistenza e della morte del giovane partigiano folignate. Interverranno il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, l’assessore alla memoria Rita Zampolini, i rappresentanti dell’Anpi a livello locale e provinciale, Manlio Marini e Francesco Innamorati, la dirigente scolastica Simona Lazzari. Alle 11,30 tutti i partecipanti si recheranno in via Franco Ciri dove sarà deposta una corona d’alloro davanti alla targa a lui intitolata.

Al termine verrà letta una lettera di Olga Caputo, madre di Franco Ciri, scritta al figlio nel 1944, un anno dopo la sua uccisione. Il 26 ottobre ricorre il settantesimo anniversario della morte di Franco Ciri, primo partigiano folignate ucciso dai fascisti all’altezza del ponte di Porta Firenze. Giovane di buona famiglia, Franco Ciri, aveva da ragazzo frequentato il collegio “Lucarini” dei Padri Salesiani di Trevi e poi il Liceo Scientifico “Alessi” a Perugia. Iscrittosi alla facoltà di Ingegneria a Pisa, nonostante la giovane età, frequentava già il quarto anno. Durante la seconda guerra mondiale, combatté come soldato dell’esercito italiano in Africa, da dove tornò disilluso dalle promesse di un regime ormai avviato al declino.

Alla caduta del fascismo (25 luglio 1943), insieme a tanti altri giovani folignati, Franco Ciri fece la scelta della guerra partigiana, combattendo la lotta di Resistenza sulle montagne del folignate nelle fila della Brigata Garibaldi. Tornato clandestinamente a casa per salutare la mamma Olga e le sorelle Graziella e Lolita, la sera del 26 ottobre 1943, mentre cercava di riprendere la via della montagna fu fermato dai fascisti all’altezza del ponte di Porta Firenze ed ucciso con colpi di arma da fuoco, proprio di fronte a quella via, che dalla Liberazione della città (16 giugno 1944) porterà il suo nome: via Franco Ciri.

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