Expo Emergenze a Bastia, fino a domenica a Umbriafiere

Una rassegna ricca e completa, che dedica la giusta importanza ad ogni singolo aspetto del vasto e variegato mondo delle Emergenze

Expo Emergenze a Bastia, fino a domenica a Umbriafiere

C’era anche Kreol, Bovaro del bernese vigile del fuoco a quattro zampe di cinque anni specializzato in ricerche di persone sotto le macerie, ad Expoemegenze a Bastia Umbra. La biennale, nazionale, è dedicata ai professionisti del sistema emergenza in Italia, ed è allestita presso Umbriafiere. Il centro fieristico regionale, fino a domani, torna sede privilegiata del progetto pluritematico dedicato a prevenzione, intervento e ripristino degli stadi emergenziali. Un punto di incontro formativo e informativo per tutte le associazioni, organizzazioni, aziende ed enti che operano, a vario titolo, nel mondo dell’emergenza. Forte anche quest’anno la partecipazione degli ordini professionali: architetti, ingegneri, geologi, geometri e geometri laureati. A pieno regime le aree dimostrative, interne ed esterne: dalle 15 alle 18 il Corso Colonna Mobile, riservato ai volontari di Protezione Civile della Regione Umbria abilitati dal Servizio Organizzazione e Sviluppo del Sistema di Protezione Civile.

Stesso orario per le demo continuative del Modulo Sanitario Regionale all’interno del padiglione 9, mentre nell’area macerie allestita all’esterno dei padiglioni la demo delle unità Cinofile di Soccorso della Guardia di Finanza regionale, l’occasione ideale per vedere all’opera professionisti a 4 zampe. Un’edizione dinamica, quindi, per  un evento da non perdere, non solo per i professionisti del mondo della sicurezza nazionale, ma anche per famiglie e bambini, con attività strutturate e ideate per trasmettere loro principi di resilienza individuale e collettiva, attraverso gioco e divertimento.

Una rassegna ricca e completa, che dedica la giusta importanza ad ogni singolo aspetto del vasto e variegato mondo delle Emergenze. Padiglioni espositivi, area convegni e area demo compongono l’offerta studiata su misura per offrire al visitatore un’esperienza completa ed appagante per un evento multitematico, completo e aperto al confronto. Una vetrina espositiva dove la sicurezza è la risposta ad ogni emergenza in materia di: Primo soccorso sanitario, Disabilità, Protezione Civile, Antincendio, Sicurezza sul Lavoro e Protezione. La presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, ci ha anticipato il disegno di legge che chiude formalmente la ricostruzione e recupera risorse ancora non utilizzate. “L’idea della Giunta regionale, sulla quale stiamo già lavorando, è quella di definire una legge regionale che se per un verso possa formalmente dichiarare chiusa in Umbria la straordinaria e imponente opera di ricostruzione post sisma 1997, per l’altro verso possa permettere di risolvere criticità, soprattutto di ordine burocratico che ancora bloccano alcuni interventi, e recuperare così risorse per circa 200 milioni di euro da mettere a disposizione sia dei cittadini che dei  Comuni per finanziare un nuovo piano di interventi per il completamento della ricostruzione, dando oltretutto una significativa opportunità al nostro sistema delle imprese”.

È quanto ha annunciato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, illustrando a Bastia Umbra, nell’ambito di Expo Emergenze 2016, i principi del disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale “che vorremmo – ha aggiunto Marini – sia il più partecipato possibile con i cittadini, le amministrazioni comunali, le imprese ed i professionisti”. All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, il direttore regionale all’urbanistica e assetto del territorio, Diego Zurli, e i dirigenti regionali Alfiero Moretti e Filippo Battoni. La presidente, quanto alla tempistica della nuova legge, ha affermato che presto la Giunta regionale esaminerà e pre-adotterà un bozza “che vorremmo già trasmettere alla Commissione consiliare competente affinché anche l’Assemblea regionale possa dare il suo utile contributo”.

L’adozione dell’atto da parte della Giunta potrebbe poi avvenire entro il prossimo mese per poterlo quindi definitivamente trasmettere all’Assemblea legislativa per il suo iter di approvazione che dovrebbe avvenire auspicabilmente prima della pausa estiva. Nello specifico, ha spiegato la presidente, il disegno di legge si pone l’obiettivo di disciplinare tutte quelle controversie che ancora impediscono la conclusione di un numero residuale di interventi, quali il mancato inizio dei lavori, fine dei lavori oltre i termini stabiliti, revoche di contributi, assenza di un interesse da parte di soggetti privati o pubblici a realizzare l’opera ammessa a finanziamento, controlli avviati ma non conclusi dei quali, in alcuni casi, nemmeno il soggetto titolare del finanziamento ne ha una precisa cognizione. Dunque, le nuove norme dovrebbero prevedere una serie di soluzioni per quelle controversie che di fatto hanno bloccato l’avvio o la conclusione dei lavori o, addirittura, pur essendo stati effettuati i lavori non vi è stata la totale liquidazione degli stessi per impedimenti di carattere burocratico. “Serve un grande lavoro di squadra – ha proseguito la presidente – che coinvolga non soltanto le istituzioni, ma anche i privati e le imprese assieme ai progettisti. Insieme possiamo lavorare ad una legge che aiuti il definitivo completamento della ricostruzione, penso alle seconde case, o a quei progetti di animazione economica che ancora potrebbero dare un positivo contributo allo sviluppo economico, e ci consenta quindi di recuperare risorse preziose”. La presidente, quanto allo specifico tema delle seconde case, ha annunciato che “si potrebbe proporre al Governo per il finanziamento degli interventi in Umbria lo stesso meccanismo finanziario già praticato in Italia dopo gli eventi sismici del 2012, autorizzando il ricorso al credito di imposta garantito dalla Cassa depositi e prestiti”. Infine la presidente ha affrontato il tema dei “precari del terremoto”, che riguarda 32 lavoratori: “stiamo lavorando da tempo affinché siano individuate quelle norme necessarie a porre fine a questa condizione di precarietà che dura da troppo tempo, e poter quindi offrire loro una condizione lavorativa stabile ed a tempo indeterminato”.

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