Primi d'Italia

A Coloriamo i Cieli presentazione del Centro Lipu

Coloriamo i Cieli è la manifestazione che rappresenta meglio l’idea del volo, sotto ogni forma, e della libertà. Questa grande festa di primavera ha la sua naturale collocazione nel grande ex aeroporto militare Eleuteri che da anni è un cantiere in costante evoluzione. «L’elemento che più di tutti, negli anni, ha contribuito ad arricchire la cornice dell’evento – ha spiegato l’assessore alla cultura di Castiglione Ivana Bricca – è stato la graduale ricostruzione degli edifici che costituivano l’aeroporto originale e che lentamente stanno riprendendo vita con destinazioni nuove legate alle attività delle associazioni, grazie alla concessione a titolo gratuito fatta dal Demanio dello Stato al Comune di Castiglione del Lago. Il risultato che abbiamo ottenuto è una significativa opportunità e una grande potenzialità da sviluppare nel futuro».

Non poteva essere scelta un luogo migliore per realizzare il nuovo “Centro Lipu“, gestito dall’associazione per la conservazione della natura, la tutela della biodiversità, la promozione della cultura ecologica che opera dal 1965. Con 30.000 sostenitori, quasi 100 sezioni locali, oltre 600 volontari attivi, decine di operatori, tecnici, educatori, la Lipu è un punto di riferimento per la difesa della natura in Italia: ogni anno vengono curati più di 15.000 animali selvatici in difficoltà in numerosi Centri Recupero o di Primo Soccorso in varie parti d’Italia.

Per ora sarà il “Centro Lipu”, dicono i responsabili locali «per pensare al nome c’è tempo». Lunedì primo maggio viene presentato al pubblico all’interno di Coloriamo i Cieli nella struttura nuovissima realizzata sulle ceneri di una “rovina” risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Alla presenza del sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino, di Tiziana Brusconi referente Lipu del Trasimeno e responsabile del nuovo centro, del delegato regionale Lipu Alfiero Pepponi e di Alessandro Polidori consigliere nazionale dell’associazione. Prevista anche la presenza di Francesca Manzia, responsabile del Centro di recupero di Roma e volto noto per le sue numerose partecipazioni alla trasmissione televisiva Geo.

Questo è il programma di lunedì primo maggio. Dalle ore 10 animazione e teatro con i più piccoli; a seguire “Progetta e crea il tuo aquilone… con le ali“. Alle ore 11 “Presentazione del Centro Lipu del Trasimeno“; poi alle 12 liberazione rapace. Nel pomeriggio dalle ore 15 in poi “Bio-watching“.

«Il Centro Lipu – ha spiegato Tiziana Brusconi – andrà a costituire un punto di riferimento, unico in materia di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile per la cittadinanza, per scuole, enti locali, aziende, agenzie, realizzando percorsi educativi, soggiorni didattici, iniziative di formazione, documentazione e ricerca, comunicazione e informazione per l’intera comunità. Le attività saranno rivolte a tutti avendo come obiettivo fondante quello di promuovere e gestire spazi di progettazione partecipata e condivisa, condizione questa, essenziale e di primaria importanza. La creazione del Centro Lipu si presenta come un momento importante e imprescindibile al fine di una rivitalizzazione della “ricerca naturalistica sul campo” con lo scopo di formare nuove competenze nei campi della botanica applicata e della zoologia, contribuendo così ad evitare non solo l’estinzione delle specie ma anche quella degli specialisti». Occasione utile anche per la creazione di figure professionali indispensabili all’attività di conservazione e gestione delle Aree Protette che potrà essere realizzata da rapporti di condivisione delle conoscenze e sinergie con l’università.

Di fronte alla struttura sarà a breve realizzato un giardino sensoriale, collocato sopra una piattaforma di cemento armato, ultimo residuo di un grande hangar militare, rivolto a tutti ma in particolare ai disabili (ad esempio non vedenti e non udenti) che troveranno un luogo utile alla stimolazione dei sensi. Altre attività, che partiranno a breve, saranno un centro per la salvaguardia del germoplasma minacciato da erosione genetica e la realizzazione di una banca dati del germoplasma acquisito, il monitoraggio della biodiversità con riferimento alle diverse scale: comunità biotiche, dinamica di popolazione, variazioni genetiche di “specie guida”, la conservazione e divulgazione di un patrimonio culturale legato alla storia delle diverse piante e animali che hanno accompagnato l’uomo nel suo corso evolutivo in un determinato ambiente.

«Fa parte dell’intero progetto – ha sottolineato Brusconi – anche la creazione di un “centro di educazione ambientale” del sistema regionale Cridea, la realizzazione di strutture qualificate per la messa a punto di percorsi didattici, di conoscenza, di informazione e studio a livello locale. La sensibilizzazione e la promozione nella comunità, a partire da quella scolastica, sui temi del riconoscimento del valore del patrimonio naturale locale, come elemento caratterizzante la propria identità, è il fondamento di ogni attività. I progetti finanziati contribuiranno ad incrementare la conoscenza delle specie degli habitat tutelati con lo scopo della divulgazione delle conoscenze relative ai SIC, ai siti NATURA 2000 e alla promozione degli stessi. Queste risorse naturalistiche se adeguatamente protette e mantenute, possiedono un valore aggiunto in grado di dare una spinta alla competitività del territorio e per vivere l’area non come un vincolo ma come una preziosa opportunità per l’economia e per l’ambiente. Parte che riveste un’importanza fondamentale sarà il centro di recupero per l’avifauna selvatica. Animali rinvenuti in difficoltà, feriti o caduti dai nidi che al Centro Lipu potranno essere curati al fine di poter essere reinseriti in natura».

Il centro si avvarrà di un veterinario, esperto in fauna e avifauna selvatica quale direttore sanitario, di figure che opereranno nella gestione del recupero dei volatili e di volontari adeguatamente preparati con corsi mirati. All’interno della struttura, stanze per il ricovero e sala infermieristica. All’esterno voliere di riabilitazione dove gli animali una volta guariti, potranno esercitarsi nei voli per ripristinare la massa muscolare persa durante la degenza. Una volta riacquistata una perfetta forma fisica, ci sarà il momento della liberazione.

«Quell’istante magico in cui il volatile lascia il centro di recupero per tornare, libero, a volare è un momento al quale non ci si abitua mai: ogni volta abbiamo tutti forti sentimenti di emozione e di commozione» ha concluso Tiziana Brusconi.

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