Cannara, Festa della cipolla all’insegna dell’alta cucina e solidarietà

Da sinistra Elisabetta Galletti, Fabrizio Gareggia, Donatella Porzi, Roberto Damaschi

I consueti piatti ma anche pasta all’amatriciana il cui ricavato andrà alle aree terremotate – Da mercoledì 31 agosto a domenica 11 settembre con pausa lunedì 5 settembre

(Avi News) – Perugia, 26 ago. – Che sia nelle sue varietà rossa, dorata o borettana, è sicuramente la cipolla il prodotto al quale Cannara deve la sua notorietà tra i buongustai di tutta Italia. Ma c’è un altro elemento, forse meno conosciuto, che caratterizza la cittadina umbra ed è quello legato al forte senso di comunità e al grande spirito di solidarietà che pervade i suoi abitanti.

Nella conferenza di presentazione della 36esima Festa della cipolla di Cannara, che si è tenuta a Perugia venerdì 26 agosto, queste le due peculiarità che si sono volute evidenziare e che, messe sullo stesso piano, andranno ‘a braccetto’ negli undici giorni della manifestazione, da mercoledì 31 agosto a domenica 11 settembre, con pausa lunedì 5 settembre.

Solidarietà alle popolazioni terremotate. Al tradizionale format, che tanto successo riscuote tra il pubblico e che vede centrale una cucina di altissimo livello, quest’anno, alla luce del dramma che ha investito le popolazioni del centro Italia colpite dal sisma, la Festa della cipolla affiancherà un’attenzione ancora maggiore a sostegno delle persone in difficoltà. Nel già ricco menù che viene proposto nei sei stand cittadini, gli avventori troveranno, al costo di 5 euro, anche lo spaghetto all’amatriciana il cui intero ricavato verrà devoluto, in forme ancora da definire, ai territori interessati dal terremoto.

Contemporaneamente, con la già sperimentata formula ‘aggiungi un euro al tuo menù’, si potrà donare questa cifra per la stessa causa o, così come avveniva negli anni passati, all’Associazione umbra per la lotta contro il cancro. Questo è quanto hanno voluto fortemente sottolineare Roberto Damaschi, neopresidente dell’Ente Festa della cipolla, la cannarese doc Donatella Porzi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Fabrizio Gareggia ed Elisabetta Galletti, rispettivamente sindaco e vicesindaco di Cannara.

Lo spirito della Festa della cipolla. “Innanzitutto – ha sottolineato Damaschi – non chiamiamola sagra poiché il nostro è un vero e proprio festival dedicato al simbolo di Cannara. La cipolla è, infatti, sì la regina della tavola ma anche dell’agricoltura e dell’economia locale. Se ne parla già in documenti del XV secolo e, fino agli anni ’80, qui veniva prodotta la stragrande maggioranza delle cipolle che venivano consumate in Umbria. Tutt’oggi, durante la festa utilizziamo esclusivamente cipolle del nostro territorio”.

“La cipolla è un prodotto povero – ha aggiunto Porzi – ma di cui siamo orgogliosi coltivatori e non solo. Negli anni, infatti, abbiamo dimostrato, con grande professionalità, di saperlo trasformare in maniera creativa, in tantissime declinazioni”. Sarà possibile degustare la grande varietà di piatti negli stand allestiti nel borgo cittadino e, novità, in uno stand a ridosso del centro città.

Eventi collaterali. Ricco anche il programma degli eventi collaterali con musica e spettacoli ogni sera, in piazza San Matteo e piazza Corte Vecchia. In cartellone, domenica 4 settembre, anche un motoraduno e la passeggiata ‘Cipolla walking’ nelle campagne cannaresi. Domenica 11 settembre prevista poi una gara cinofila e un’esibizione di quad. Sei le associazioni coinvolte e oltre 500 i volontari impegnati, per un evento che attira ogni anno almeno 150mila persone e un numero di pasti serviti che si aggira su 70mila.

I segreti del successo. “Tra gli elementi che rendono la nostra festa unica – ha ricordato Gareggia – c’è il grande impegno dei cittadini che si protrae tutto l’anno e l’alta qualità dei piatti, su cui non si è mai lesinato, realizzati scegliendo gli ingredienti migliori, con ricette molto saporite che vengono dalla nostra tradizione.”. “Questo – ha concluso Porzi – è un momento di socializzazione importante che aiuta a rafforzare il nostro essere comunità, con un occhio attento anche a ciò che succede intorno”.

Nicola Torrini

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