Al Music fest Perugia per la prima volta c’è il pianista Paul Badura-Skoda

Paul Badura Skoda

“La musica è il linguaggio del cuore che permette di superare le sofferenze del mondo” – Il maestro, alla 15esima edizione del festival, dice ai giovani: “Studiate 26 ore al giorno”

(umbriajournal.com by AVInews) – PERUGIA È uno tra più grandi pianisti viventi Paul Badura-Skoda e alla soglia dei novant’anni è venuto per la prima volta a suonare per il pubblico del Music fest Perugia. Dopo la masterclass di sabato 5 agosto, nella quale gli studenti hanno potuto beneficiare del talento del maestro, è giunto il momento dell’atteso concerto, lunedì 7 agosto alle 20 nella Sala dei Notari.

Il grande ospite “È un grande Festival – ha dichiarato Badura-Skoda – nel quale si respira un’aria internazionale grazie a Peter (ndr Hermes, direttore esecutivo) e Ilana (ndr Vered, direttrice artistica) che hanno fatto un ottimo lavoro portandolo anche in giro per il mondo con i Satellites”.I ricordi legati a Perugia “È bellissimo tornare dopo tanti anni a Perugia – ha raccontato ancora –. Ci sono stato 45 anni fa ospite di Alba Buitoni, una leggenda, una mecenate e una grande amica che mi invitò a suonare proprio nella sala dove tra poco mi esibirò. Perugia è sempre grande e impressionante ma purtroppo dopo così tanto tempo non è rimasto più nessuno dei miei amici in questa città. Ricordo Giuseppe, un eccellente pianista, che tante volte mi venne a trovare a Vienna e aveva sempre una scatola di cioccolatini ‘perugini’ per me”.

La carriera In settant’anni di carriera Paul Badura-Skoda ha lavorato con i più grandi musicisti e direttori d’orchestra in tutto il mondo. “Ho sempre avuto la passione e un certo talento per la musica – ha spiegato – ma anche per le invenzioni. Mio padre, morto quando ero ancora bambino, era un ingegnere e anche io pensavo di diventarlo. Ancora oggi mi diverto a creare. Ad esempio ora sto lavorando a una particolare cintura di sicurezza per le automobili, ma questa è un’altra storia. Studiando ho capito che la musica è il linguaggio del cuore, che permette di superare le sofferenze del mondo.
Io ho vissuto tutta la guerra, per fortuna ero troppo giovane per farla, ma ho vissuto tutta la sofferenza e la profonda ingiustizia nel vedere morire tanti giovani per niente. Non parliamo della Shoah poi. Allora ho capito che la musica è il rimedio e che ci dà la speranza che il mondo sarà migliore. La musica può salvare il mondo, così son diventato musicista. Ho avuto la fortuna di avere come maestro, tra gli altri, Edwin Fischer, un genio che mi ha dato l’ispirazione. Per Fischer la musica era un tutt’uno con la vita ed è questo quello che anch’io ho cercato di comunicare con la mia”.

Bisogna studiare Infine, un pensiero rivolto ai giovani: “La musica è piacere ma anche un lavoro – ha spiegato Badura-Skoda –. Dovete studiare ed esercitarvi sempre. C’è chi mi chiede quanto occorre studiare. La mia risposta è 26 ore al giorno”.

Il programma del Mfp Il Music fest Perugia proseguirà fino al 16 agosto. Martedì 8 dalle 10 alle 13, concerto First play alla Sala dei Notari diretto da Uri Segal. Nella stesa location, alle 13.45 e alle 18 Marathon recital mentre dalle 20 alle 23 concerto First play. Mercoledì 9 dalle 10 alle 13, mattinata di prove con l’orchestra diretta ancora da Uri Segal che terrà, poi, il concerto alle 21. Alle 13.45 ci sarà il Marathon recital e alle 18 il Master recital con il pianista maestro John Owing, il tutto alla Sala dei Notari. Infine, giovedì 10, appuntamento all’Hotel Brufani, alle 13.45 con il Marathon recital nella sala del Perugino e alle 18 con il Master recital delle coreane Hyesoo Juan e Jinha Park nella sala Raffaello. Chiuderà la giornata il Marathon recital nella sala Raffaello alle 21.

Rossana Furfaro
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