Abbracciamo le mura, presentato l’evento del 20 maggio

Una manifestazione che vedrà coinvolti oltre 2mila ragazzi

Abbracciamo le mura, presentato l'evento del 20 maggio

Abbracciamo le mura, presentato l’evento del 20 maggio

E’ stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, l’evento “Abbracciamo le mura”, in programma a Perugia il prossimo 20 maggio. Iniziativa organizzata dall’associazione Radici di Pietra con il patrocinio di Comune di Perugia, Unicef e Asl (Piedibus). Si tratta di una straordinaria manifestazione che vedrà coinvolti oltre 2mila ragazzi di ogni età provenienti da tantissime (circa 30) scuole della città. Non solo idealmente, ma anche fisicamente i bambini, gli studenti, gli accompagnatori, ma anche i semplici cittadini abbracceranno le mura etrusche di Perugia che si estendono per circa tre chilometri. Poi i cinque cortei, uno per ciascun rione, confluiranno in piazza IV novembre intorno alla Fontana Maggiore.

L’evento, organizzato da Radici di Pietra, è per celebrare la “nascita” della città e prendere in carico la propria peruginità. L’eccezionale valore simbolico dei grandi che consegnano ai propri figli la custodia dei valori più intimi e formanti della città esprime certamente, attraverso il tracciato delle sue mura più antiche, il momento di sintesi più alto. Poche cose – sottolineano gli organizzatori – danno il senso di una sana appartenenza a una comunità come la famiglia su cui poter contare, le bellezze della propria città di cui essere fieri e, magari, la squadra del cuore con la quale sognare.

Ebbene l’abbraccio delle mura è una sintesi felice di tutto questo, specie se questo abbraccio si sviluppa intorno alle mura più antiche della città, quelle etrusche, che, per tanti secoli, hanno rappresentato sentimenti condivisi di custodia e motivo diffuso d’orgoglio per le innumerevoli generazioni dei bambini che, proprio dentro il recinto di quelle mura, sono cresciute e si sono proficuamente sviluppate.

Chiamare i bambini ad abbracciarsi tra loro ed a riflettere, anche giocando, su tutto questo è un modo alto di far loro sapere quanto sono fortunati. E’ un modo discreto di dirgli che anche altri bambini, meno fortunati di loro, hanno tutto il diritto di sentirsi orgogliosi del proprio passato, perché è da lì che vengono. E che anche per loro, magari attraverso un piccolo aiuto ed un sorriso, c’è e sempre ci sarà un muro della memoria da costruire ed abbracciare, l’unico in grado di abbattere quello dell’odio e dell’indifferenza.

“Quando Radici di Pietra ci ha presentato l’idea – ha riferito l’assessore Dramane Wagué – c’è piaciuta subito ed abbiamo di conseguenza deciso convintamente di appoggiarla”. E’ stato possibile realizzare l’evento – precisa Wagué – grazie alla collaborazione tra vari assessorati (associazionismo e scuola, cultura, mobilità); uno sforzo che è stato compiuto volentieri perché l’iniziativa si pone l’obiettivo di riscoprire le nostre radici, abbracciando la nostra storia e, dunque, le mura etrusche. Saranno coinvolte, all’uopo, le scuole di ogni ordine e grado (elementari, medie, superiori) oltre a tantissime associazioni in un percorso che si ricollega idealmente alla candidatura di Perugia a capitale europea dei giovani.

Nel contempo – ha continuato Wagué – “abbracciamo le mura” anticipa in qualche modo la rievocazione storica “Perugia 1416” che si terrà l’11 e 12 giugno, perché si basa su un forte senso di identità. “L’organizzazione non è stata facile, ma questo enorme sforzo ci consentirà di dare un segnale forte ai nostri giovani”. Come accennato l’evento è a cura di Radici di Pietra, il cui presidente Michele Bilancia ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno reso possibile, partendo dal Comune di Perugia, con cui il feeling è stato immediato.

Il messaggio che Radici ha proposto è stato colto appieno: trasmettere identità e peruginità ai giovani, abbracciando il simbolo della città, ossia le mura etrusche. L’evento si connota per un forte senso simbolico, un abbraccio fisico reale che si svilupperà in due momenti: la catena di bambini, dapprima guarderà verso le mura per riscoprire la propria città; successivamente i bambini si gireranno dalla parte opposta per aprirsi al mondo. Il ringraziamento di Bilancia è stata rivolto anche alle altre associazioni che hanno patrocinato l’evento, come Unicef e Piedibus, solo per citarne alcune, ma anche Università per stranieri, Fai, Famiglia Perugina, Cittadinanzattiva. Presente all’incontro di oggi anche il vice sindaco Urbano Barelli che ha parlato di un’avventura straordinaria e di un’ambizione “sconosciuta” per la città di Perugia.

“Dobbiamo essere ambiziosi – ha detto – partendo dal passato per costruire un futuro saggio. Abbiamo il compito di recuperare l’identità per non soccombere di fronte al panorama globale. Ciò potrà avvenire costruendo e recuperando luoghi che fanno parte della nostra storia, esaltando le eccellenze della città”. Barelli ha riferito che questo è il senso anche di Perugia 1416, una rievocazione che ha già ottenuto due grandi successi: aver fatto riavvicinare centro storico e periferie, da un lato, e aver permesso di parlare della storia della città, come prima mai era avvenuto, dall’altro.

Un approfondimento che ha consentito di riscoprire una fase storica, il 1416, in cui vi era la grande ambizione di porre Perugia in evidenza nell’ambito del centro Italia. Un’ambizione che, idealmente, oggi si può riprendere nella prospettiva della creazione delle macroregioni. Dunque essere ambiziosi, accettando le sfide: questo lo slogan lanciato da Barelli.

“Le città smart, ossia intelligenti, sono quelle che sanno recuperare l’identità, valorizzando le eccellenze che sono in grado di fare la differenza. Vogliamo, quindi, far capire a tutti che il futuro di una città sono i bambini, scomparsi dal centro storico in cui, invece, vogliamo riportarli”.

Tecnicamente l’evento è stato “costruito” suddividendo le scuole, in base alla loro posizione geografica, per rione, cui sono stati attribuiti colori identificativi specifici (Porta San Pietro=giallo; Porta Sole=bianco; Porta Sant’Angelo=rosso; Porta Santa Susanna=azzurro; Porta Eburnea=verde). Ad ogni rione è stato attribuito un tratto di mura di pertinenza.

I ragazzi dei vari rioni confluiranno nei cinque punti di incontro (San Francesco al Prato, Piazza del Drago, piazza del Circo, piazza Matteotti e piazza Grimana) per poi essere dislocati lungo i 3 km delle mura. Al segnale convenuto ci sarà l’abbraccio. Al termine la catena si scioglierà ed i ragazzi confluiranno verso la propria porta di appartenenza (arco Etrusco, arco dei Gigli, Porta Cornea, Arco della Mandorla e porta Trasimena) ove inizieranno i cortei lungo le vie regali. I gruppi alla fine confluiranno in piazza IV Novembre dove saranno accolti dalle ballerine del Corpo di ballo del Morlacchi. Qui i nastri colorati consentiranno di delimitare i cinque rioni formando una corona circolare, intorno alla fontana.

Al termine sono previsti i giochi davanti alle scalette della sala dei Notari: per ogni singolo rione sarà formata una squadra di cinque studenti. I ragazzi dovranno tirare un pallone all’interno di un “canestro” ritagliato su un pannello fotografico che riproduce la sagoma dell’arco Etrusco. Al rione vincitore verrà assegnato il palio realizzato dall’artista Maria Elisa Leboroni.

Abbracciamo le mura

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1 Commento su Abbracciamo le mura, presentato l’evento del 20 maggio

  1. splendido. Io ho 50 anni. Quando avevo l’eta di questi ragazzi giocavo con i bambini del vicinato sll’ombra del tratto di mura etrusco di via della Cupa ed avrei fatto salti di gioia per partecipare a qualcosa del genere! Sono bambini fortunati i protagonisti di questa splendida iniziativa attorno alle mura etrusche

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