Charles Lloyd ad Umbria Jazz 2015: “Ondate di energia sonora post-coltraniana”

Charles Lloyd
Charles Lloyd

da Ruggero Fornari
PERUGIA – Umbria Jazz parte al teatro Morlacchi con una brillante esibizione di Charles Lloyd, alla guida di un nuovo, interessante quartetto. Charles Lloyd è una delle figure più singolari della storia del jazz. Nato a Memphis negli anni Trenta, una delle capitali del blues, vanta collaborazioni variegate: Cannonball Adderley, Eric Dolphy e Ornette Coleman, ma anche e i Doors, i Beach Boys e Howlin’ Wolf. Fin da giovane è stato attratto dalla musica classica contemporanea e la sua opera ha spaziato negli anni dal gospel all’avanguardia jazzistica, senza tralasciare una certa fascinazione per l’esotismo nella scelta della strumentazione e dei timbri.
Ieri sera Lloyd ha presentato una musica emotivamente densa, in forma di flusso ininterrotto, alternando per più di un’ora ondate di energia sonora post-coltraniana a delicati monologhi di ognuno dei componenti del gruppo, non meno entusiasmanti. Abbiamo avuto così modo di apprezzare le variopinte orchestrazioni pianistiche di Gerald Clayton, una toccante vena melodica nel solo con l’archetto di Joe Sanders (al contrabbasso) e l’esplosività coloristica del batterista Kendrick Scott. Lloyd concepisce il sassofono come estensione della vocalità umana e il suo canto è un centro di gravità per il gruppo, di grande impatto lirico. Lloyd è anche noto per aver lanciato le carriere di molteplici pianisti (basti citare in questa sede Keith Jarrett e Michel Petrucciani), pertanto il ruolo di Clayton assume una particolare valenza storica. Il giovane pianista (classe ’81) dimostra una solida ecletticità, a suo agio nell’esposizione di fioriture ispirate ai compositori francesi del primo ‘900 come nel viscerale accompagnamento in stile McCoyTyner; il tutto amalgamato da un tocco limpido e idee avventurose. Il finale del concerto ci riporta alle radici del sassofonista con due brani gospel, un congedo solare per un set eterogeneo ed emozionante, in perfetto stile Charles Lloyd.

Ruggero Fornari

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