Brillano all’Urban le stelle fisse degli Aucan

Brillano all’Urban le stelle fisse degli Aucan

da Marco Zuccaccia – L’Urban club di Perugia ha ospitato l’ennesimo live show di alto livello. Il via alle danze in occasione della serata di sabato è stato dato da una performance targata da una delle band underground italiane più esterofile in assoluto: gli Aucan, da Brescia.

La potenza sonora che ha investito il pubblico in pista è stata disarmante e lo spettacolo offerto è stato scuro e trascinante, con i presenti coesi nel farsi trasportare dalla forza dei pezzi, come lo stile Aucan negli anni ha abituati.

Un contorno di art-work alle spalle dei musicisti ha ricordato che questo concerto fa parte del tour promozionale del nuovo disco intitolato Stelle Fisse in uscita il 20 novembre per l’etichetta Kowloon Records.

Da qualche settimana, l’album è stato anticipato dall’uscita del singolo Disto.

L’ attesissima anteprima di quello che sarà il nuovo album e lo spettacolo con cui gli Aucan gireranno l’Europa nei prossimi mesi non ha deluso quanti accorsi.

L’obiettivo di questo live, chiaro fin da subito, era quello di stupire grazie a un impatto forte e inaspettato sia nel suono che nell’atmosfera respirata.

L’ambiente era oscuro, quasi buio, come i grandi club d’Oltralpe di musica techno e hardcore hanno abituato, ma gradevole, non caustico e dall’atmosfera emozionante dove gli Aucan si sono mossi e hanno potuto offrire un’esecuzione dal vivo, specialmente a livello ritmico, veramente notevole.

L’alto livello dello spettacolo proposto ha mantenuto fede alle aspettative permettendo anche di sviluppare ulteriori attese su quello che sarà il nuovo disco in studio che, a questo punto, appare una riconferma delle capacità degli Aucan, già pienamente dimostrate dai lavori precedenti e che probabilmente, come già accaduto, vivrà il pieno successo fuori dai confini nazionali.

La resa dal vivo della musica degli Aucan è da sempre qualcosa di esplosivo e spettacolare: impianto tenuto sempre a volumi altissimi, con un set strutturato in maniera da stendere l’ascoltatore fin da subito. Fra i pezzi della nuova produzione in arrivo, emerge il singolo Disto, dal pubblico già conosciuto e fatto proprio, eseguito con una potenza di bassi micidiale.

Gli Aucan: Jo Ferliga alla voce, chitarra elettrica, sintetizzatori e tastiere, Francesco D’Abbraccio ai sintetizzatori, chitarra elettrica ed effetti e Dario Dassenno alle percussioni, dimostrano la grande coesione nel produrre piccoli capolavori in musica.

La grande precisione del batterista Dassenno è l’elemento che fornisce l’impressione migliore del live, grazie alla sua potenza ben dosata e sempre in linea con il sound degli altri elementi della band.

Le chitarre elettriche hanno anch’esse un ruolo importante nel ricondurre a elementi più rock come avveniva per gli esordi di questa formazione.

Il nutrito pubblico presente all’Urban, abituatosi con il passare dei minuti all’oscurità del palco e alle sue nuove forme, ha potuto godere appieno di questo spettacolo.

Il disegno delineato dai synth, dalla batteria e dall’arrivo inaspettato e lancinante della voce di Giovanni Ferliga, hanno permesso anche ai nuovi fan di catapultarsi in breve tempo nel mondo Aucan.

L’alchimia fra pubblico e artisti è sembrata scattare da subito, con i momenti più coinvolgenti del live set che hanno fatto abbandonare all’estasi collettiva. Il passaggio del pezzo Grime 3, uno dei singoli cardine del nuovo album, con i bpm giusti per potersi lasciare andare alle danze, dal vivo rende molto bene l’idea delle nuove sonorità cercate dalla band.

Il pezzo è stato poi sul finale lasciato galleggiare nell’aria in maniera quasi eterea per poi essere strozzato dai potenti suoni bassi di Disto, eseguito a seguire.

Ciò che ha stupito maggiormente di questa performance live è stato il collante utilizzato per legare fra loro i pezzi, talmente efficace nel chiudere gli spazi che molte canzoni potrebbero apparire non episodi a sé, ma un unico, lungo, visionario e trascinante spettacolo.

Aucan

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