Beth-ona o Vetumna, le pergamene di Bettona, per leggere il passato guardano il futuro

Bettona Foto Zingales PANORAMIO

Da Donatella Porzi
BETTONA – Anche l’amministrazione statale dei beni culturali sta andando incontro a momenti di riorganizzazione – a livello locale – che impongono sacrifici e rinunce con lo scopo di mettere a migliore frutto i tesori d’arte e di conoscenza del passato che sono depositati nei musei e negli archivi. Le amministrazioni comunali, anch’esse invischiate in mille problemi quotidiani, possono, tuttavia, venire incontro a queste difficoltà aprendo i loro scrigni di memorie al flusso dei turisti, delle scuole, dei residenti stessi, in definitiva, che sono sempre alla ricerca delle loro radici. L’associazione “Civium” ha dato un saggio eloquente, sabato scorso a Bettona, di come un Comune possa dimostrare attenzione al patrimonio di documentazione conservato negli archivi e nei musei locali, trovando in ciò l’attenzione piena degli Archivi di Stato e delle Soprintendenze archivistiche. Tutto è partito dal lavoro per una tesi di laurea in Beni culturali di Angela Burla, che ha portato alla scoperta di un cospicuo numero di pergamene – secoli dal XIV al XVIII – finite non si sa da quando in un grosso scatolone nell’ex Convento di Santa Caterina. Per “Civium” si è trattato di cogliere un segnale, proveniente dal territorio, e di farne risaltare tutta la portata, sia in termini di resoconto su quanto è fortuitamente accaduto, sia, soprattutto, in termini di investimento culturale sulla fonte documentale riemersa dalla polvere di un ex Convento in ristrutturazione.

PORZI
Donatella Porzi

Trovata l’ampia collaborazione del Comune di Bettona, ci siamo ritrovati sabato scorso, con un parterre di addetti ai lavori di tutto rispetto (Squadroni, Bartoli-Langeli, Monacchia e Angelucci) a illustrare al pubblico convenuto le intenzioni sul patrimonio riemerso. Prima di tutto, esso è stato messo in mostra e, in questi casi, il contatto con i documenti, ben protetti dietro i loro vetri, è sempre motivo di emozione e funziona come potente richiamo della memoria verso le tracce che, molto prima di noi, ha voluto redigere perché arrivassero a qualcuno come noi, oggi. Poi verranno gli approfondimenti di ogni natura che la ricerca storica potrà promuovere nell’interesse dell’approfondimento della vita a Bettona nei secoli passati. In un caso e nell’altro, si avvera la mission con la quale, su un tronco del Progetto Legalità, “Civium” è sorta. Dagli anni del progetto “Lo Stato siamo stati noi” – condotto con l’Archivio di Stato di Perugia e il protagonismo delle scuole intorno alla documentazione della vita post unitaria in Umbria – siamo passati a un ampliamento del raggio d’azione dell’interesse per i documenti del passato proprio perché la nostra contemporaneità ha sempre più bisogno di ritrovarsi nelle tracce del suo passato, anche quello remoto. A giudicare dalla prova riuscitissima di Bettona, e in attesa di portare a compimento il tour dei musei locali all’interno del Progetto “Adotta il tuo Museo”, “Civium” non può che dichiararsi soddisfatta del lavoro svolto e delle prospettive che si aprono rileggendo il passato con lo sguardo ben piantato sul futuro politico, sociale e culturale di questa regione.

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