“Arte e Dintorni”,regista Pappi Corsicato ospite a Postignano

Pappi CORSICATOGIOVEDÌ 11 LUGLIO 2013, ALLE ORE 18, ALLA PRESENZA DEL REGISTA PAPPI CORSICATO, la Chiesa della SS. Annunziata del borgo di Postignano ospiterà la proiezione di suoi 8 video, nell’ambito di “Arte e Dintorni”, eventi e rassegna di film documentari sull’arte contemporanea a cura di Laura Trisorio.

Il regista, nei suoi video, interpreta le installazioni degli artisti realizzate a Piazza del Plebiscito a Napoli e in altri luoghi d’Italia. I titoli e gli artisti sono:

“I colori della città celeste” Mario Merz – “Around” Richard Serra – “Le stelle del Canyon” Gilberto Zorio – “Not Sensitive” Luciano Fabro – “The illustreted Girl” Sol LeWitt – “Le heaume enchantè” Mimmo Paladino – “Offertorio” Jannis Kounellis – “Capo Dio Monte” Luigi Ontani.

Pappi Corsicato negli anni ’80 seguì corsi di danza e coreografia a New York presso l’Alvin Alley Dance School, recitazione all’Accademia di Arte Drammatica.
Nel 1990 lavora come assistente di Pedro Almodovar durante le riprese del film Légami! ; nel 1991 realizza il cortometraggio “Libera” con Iaia Forte, che diventerà un episodio del lungometraggio omonimo presentato al Festival di Berlino nel 1993. Il film vince il Nastro d’Argento come migliore opera prima, la Grolla d’Oro, il Globo d’oro della Stampa Estera e il Ciak d’oro.
Nel 1995 dirige I buchi neri, con Iaia Forte, Vincenzo Peluso e Manuela Arcuri, che partecipa al festival di Venezia nella sezione Notti Veneziane. Nello stesso anno è il regista del videoclip del brano Nun te scurdà degli Almamegretta. Nel 1997 gira l’episodio “La stirpe di Iana” del film collettivo I vesuviani, con Iaia Forte e Anna Bonaiuto. Nel 2000 mette in scena al Teatro San Carlo di Napoli l’opera lirica Carmen. Nel 2001 dirige Chimera. Dopo sette anni torna alla regia con il film Il seme della discordia, con Caterina Murino e Alessandro Gassman. Nel 2009 gira un documentario sul pubblicitario Armando Testa, Armando Testa – Povero ma moderno, invitato come evento speciale al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti, dove vince il premio Pasinetti del sindacato giornalisti cinematografici.
Dal 1994 ad oggi ha realizzato 28 documentari sull’arte contemporanea. I suoi lavori sono stati invitati al Modern Tate Museum di Londra, al Centre Pompidou di Parigi ed altri musei e festival nazionali ed internazionali.
Come attore ha prestato il suo volto al documentario di Laura Betti Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno.
Vive e lavora tra Napoli e Roma. È stato direttore artistico della Fondazione “La Colombaia di Luchino Visconti”. Rappresenta un genere cinematografico poco praticato nel cinema italiano, quale quello surrealista – simbolista, distinguendosi per l’originalità e l’innovatività delle sue opere.

SEMPRE L’11 LUGLIO, ALLE ORE 19.15 sarà la volta della visione di “Heavenly Mud” di Ton van der Lee, documentario di architettura che prende la forma di un viaggio lungo il fiume Niger, in Mali. Si passeranno in rassegna le antiche moschee e i palazzi millenari di città leggendarie come Timbuktu e Djenne, costruiti in fango secondo lo stile tradizionale

12 LUGLIO, SARANNO PROIETTATI I SEGUENTI VIDEO:
Ore 18,00 – arte
Niki de Saint Phalle et Jean Tinguely: les Bonnie & Clyde de l’art, di Louise Faure, Anne Julien (55’)
Ore 19,15 – arte
Roxy in the box – Schiaffilife di Massimo Andrei (17’)
Ore 19,45 – architettura
Renzo Piano – Un concerto per Paul Klee, di Maria Teresa de Vito (26’)

A proposito dell’iniziativa “Arte e Dintorni”, eventi e rassegna di film documentari sull’arte contemporanea, la curatrice Laura Trisorio afferma: “Ho accettato con gioia la proposta di presentare a Postignano una selezione tra i migliori documentari dal Festival Artecinema perché mi piace pensare che un po’ dell’energia straordinaria che il Festival riesce a convogliare da diciotto anni nella città di Napoli possa arrivare in questo piccolo borgo nel cuore d’Italia, nell’augurio che diventi un centro propulsore e vitale per l’arte contemporanea.

“Arte e Dintorni”, è una delle sezioni della manifestazione “Un Castello all’orizzonte” iniziative estive a Postignano, con il Patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e del Comune di Sellano.

Per chi vuole restare a Postignano per vivere un’esperienza enogastronomica rilassante e piena di emozioni, c’è l’opportunità di mangiare alla trattoria del borgo “LA CASA ROSA”. Si può anche prenotare al numero 0743 788005 o 334 1876830.

Postignano è una frazione del Comune di Sellano (PG) che fu abbandonato negli anni ’60 ed è tornato a vivere grazie ad una attenta opera di restauro durata molti anni, a cura di due imprenditori napoletani, gli architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella.

Il Castello di Postignano offre un’esperienza di turismo e di vita sostenibili, fatti di sostanza e di emozioni: sessanta case perfettamente restaurate nel rispetto dell’impianto medievale delle architetture, ma caratterizzate da tutte le risorse di una vivibilità moderna – una decina di botteghe, un piccolo albergo/ristorante, una sala conferenze, un centro servizi, l’antica chiesa, oggi luogo di eventi culturali, artistici e di intrattenimento. Qui i restauri hanno svelato affreschi di antica bellezza, tra i quali una Crocifissione del XV secolo apparsa dietro una parete crollata.

Alla fine degli anni ’60, l’architetto americano Norman F. Carver definì il Castello di Postignano come l’archetipo dei borghi collinari italiani, tanto da riprodurre le imponenti case-torri del borgo, aggettanti l’una sull’altra, nella copertina del suo libro fotografico “Italian Hilltowns”.

Il borgo di Postignano (esempio meglio conservato tra i villaggi fortificati della Valnerina) ha forma di triangolo, con torre di avvistamento in alto e mura che circondano le abitazioni costruite sul declivio di una collina.
Il Castello fu conteso da Foligno e Spoleto e prese parte alle guerre tra guelfi e ghibellini. Soprattutto tra il XIV e il XV secolo, il borgo ebbe una fiorente economia basata su agricoltura, attività forestali, artigianato del ferro e canapa.
A partire dal XVI secolo la sua popolazione cominciò a diminuire; nel corso
del ’900 vi fu una consistente emigrazione. Nel 1966, a seguito di un piccolo cedimento del terreno, le famiglie furono evacuate. L’abbandono provocò il deterioramento del borgo, aggravato dal sisma del 1997.
Nel 2004 il borgo è stato inserito nell’elenco dei monumenti di interesse storico artistico dal Ministero dei Beni Culturali.
Nel 2007 la Mirto srl, che aveva acquistato il borgo prima del sisma, iniziò il restauro degli edifici e degli affreschi, con il contributo della Regione Umbria e il sostegno dell’ Amministrazione di Sellano.

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