“Aria del Nord” di nuovo in scena a Pila

La Pro Pila in collaborazione con il gruppo teatrale “Luna” ripropone per sabato 11 (ore 21) e domenica 12 aprile (ore 17.30) la commedia “Aria del Nord” di Tano Giuliano, liberamente tratta da “L’aria del Continente”. Un evento culturale che si terrà nuovamente al teatro paesano dell’Olletta e che verrà riproposto dopo il successo registrato nel week-end del 28 e 29 marzo. L’appuntamento teatrale, oltre ad essere diventato ormai un riferimento per gli appassionati, sarà l’occasione per ricavare dei fondi da destinare ad urgenti lavori di manutenzione del già citato teatro dell’Olletta. L’amore che il paese ha per il teatro e il suo ruolo di “appoggio e rifugio” anche per eventi non di carattere culturale, hanno spinto la Pro Pila a trovare una soluzione per salvarlo dalle usure del tempo e renderlo ancora più splendente ed accogliente.

NOTIZIE SULLA COMMEDIA – In “Aria del Nord” il regista ambienta l’azione in un piccolo paesino umbro. Nicola Scialappa e’ di ritorno dalla Svizzera con una bella signorina elvetica Ulla Luthy von Schnitzer. Nicola vive in una grande casa con i suoi due fratelli, Betta e Michele ed il cognato Luigi Scatizzone. Tutti lavorano nell’ azienda “Formaggi e Latticini Scialappa”. Nicola e’ da più’ di venti anni fidanzato con Marta. Altri personaggi arricchiscono la commedia: Due carabinieri : Gustavo Schimizzi e Adelmo Umbrìco. L’amica toscana di Ulla : Donata Zareschi-Fenzi. L’anziana signorina Zenobia. Baldino: Un tipografo.

NOTIZIE SULL’AUTORE – L’autore siciliano ( 1870/1921) scrisse la commedia nel suo dialetto. Il teatro dialettale è spesso disprezzato e considerato di livello inferiore rispetto al teatro in lingua. Desideriamo ricordare che Goldoni faceva dialogare i suoi personaggi in dialetto veneziano, Scarpetta e De Filippo..in napoletano, Dante scriveva ” in dialetto”, nel senso che il volgare toscano, era di fatto una lingua parlata, la lingua del popolo. Il dialetto fiorentino ” colto” fu anche il punto di riferimento di Manzoni, per i Promessi Sposi. Molti poeti, dal milanese Porta ai romani Belli, Trilussa, Giusti, hanno creato capolavori in dialetto..e non dimentichiamo Pasolini, Gadda, Pavese ,Camilleri . Da sempre l’utilizzo del dialetto da’ una maggiore spontaneità e vivacità ai dialoghi; Pirandello considerava il vernacolo (etimologicamente: la lingua dei servi) un linguaggio “emozionale” prismaticamente rilucente di toni, variazioni, sottintesi, richiami….legati alle più’ profonde radici del sangue di chi lo usa e lo ascolta. E’ un “unico” insostituibile per rinforzare e colorire. Il dialetto esprime il sentimento delle cose, mentre la lingua ne esprime il concetto. In ” L’Aria del Continente” Martoglio ironizza sul vezzo di alcuni siciliani, che dopo una esperienza al Nord, in Continente, ritornano “continentalizzati” e guardano con commiserazione i propri concittadini preda di passioni…come la gelosia. La storia narra di un uomo di mezza età, Nicola, scapolo e benestante, che ritorna da Roma, ostentando accento e modo di pensare ” continentale” con una donna, Milla Milord, romana doc

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*