Alla scuola ‘Bellocchio’ di Perugia realizzato ‘L’Albero della vita’

Un dettaglio dell' Albero della vita
Un dettaglio dell' Albero della vita

Percorso sensoriale per 90 bambini della scuola primaria alla scoperta delle loro emozioni – Presentati i lavori del  progetto di ceramica e arteterapia ‘Toccare per vedere ciò che sento’

(umbriajournal by Avi News) – Perugia, 8 giu. – D’ora in poi, nell’androne della scuola primaria ‘Bellocchio’ secondo circolo didattico di Perugia, campeggerà ‘l’Albero della vita’, un mosaico in ceramica realizzato da tutti gli alunni dell’istituto che da febbraio a maggio 2016 si sono dedicati al progetto ‘Toccare per vedere ciò che sento’ pensato e condotto da Monica Grelli, ceramista e arteterapeuta.

Un’opera collettiva alla quale hanno contribuito 90 piccoli artisti, dai sei ai dieci anni, che hanno presentato questa e le altre loro realizzazioni, martedì 7 giugno, nella sede di via Pievaiola, alla presenza del dirigente scolastico Jacopo Tofanetti, dei genitori e dei docenti.

“L’opera collettiva – ha dichiarato Grelli – nasce da un processo di trasformazione che distrugge allo scopo di creare. Un esempio di come la forza e l’aggressività umana possono diventare una risorsa evolutiva se opportunamente gestite. I bambini, infatti, sono stati invitati a portare da casa oggetti di ceramica in disuso che abbiamo provveduto a rompere in totale sicurezza. Ciò ha permesso loro di vivere, osservare e conoscere da vicino la propria aggressività. I frammenti colorati sono andati quindi a comporre l’Albero della vita. Lo scopo è stato di insegnare a controllare la propria natura aggressiva per evitare che questa diventi un pericolo per sé e per gli altri. I bambini, inoltre, sono stati guidati attraverso un percorso sensoriale nel quale ciascuno è entrato in contatto non solo con la rabbia, ma anche con la felicità, la paura, la tristezza, la calma e l’amore”.

mattonelle in ceramica realizzate con tecnica cuerda secaSono derivati anche altri lavori come le tavole tattili, create con materiali di recupero nel laboratorio di arteterapia ‘Tra’ di via Baglioni a Perugia, gli oggetti in ceramica realizzati con la tecnica arabo-spagnola della ‘cuerda seca’ e quelli realizzati con la tecnica della cottura Raku. Inoltre, i bambini si sono cimentati nella modellazione dell’argilla.

“Alcune creazioni – ha aggiunto Grelli – torneranno in possesso di chi le ha realizzate, cioè di ciascun alunno, mentre altre rimarranno alla scuola. Per tutti resterà il ricordo di questo progetto di ceramica e arteterapia che si è configurato come uno spazio prezioso per i bambini. È ormai dimostrato scientificamente che l’attività espressivo-creativa aiuta e sostiene la parte logico-analitica e quindi razionale del cervello. Attraverso l’arteterapia molti studenti hanno migliorato la loro autostima e, di conseguenza, anche il loro rendimento scolastico”.

“Questo progetto – ha commentato Tofanetti – ha avuto un duplice valore: stimolare le menti degli studenti con risultati davvero notevoli e portare avanti un’idea di scuola lontana da quella di stampo gentiliano in cui a prevalere erano le regole e gli schemi predefiniti. Bisogna dare spazio alle emozioni e alla creatività”.

Rossana Furfaro

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