Al centro diurno Alzheimer “Il Girasole” l’ultimo atto della “Scatola dei Ricordi”

Si è concluso venerdì 27 marzo, al centro diurno Alzheimer “Il Girasole” di San Mariano, il progetto la “Scatola dei Ricordi”. Un’iniziativa targata Consorzio Auriga, che ha visto interagire, attraverso una serie di incontri, alcuni alunni “speciali”dell’istituto ITTS “Alessandro Volta” di Perugia e gli anziani ospiti del centro di accoglienza. Sotto l’attenta guida di Silvia Rosati, coordinatrice dell’attività di animazione de “Il Girasole”, coadiuvata dai docenti dell’istituto “Volta”, Gerardina D’Amato e Simone Casucci, con la consulenza esterna della professoressa Silvana Lentini, i ragazzi hanno guidato i “nonni” nel cosiddetto percorso dei “ricordi”, in cui la scatola è diventato il simbolo dove riportarli alla luce e conservali. “E’ il secondo anno che diamo vinta a questo progetto – ci tiene a precisare il Presidente del Consorzio Auriga, Liana Cicchi – convinti dei risultati che si ottengono unendo la freschezza dei giovani all’esperienza degli anziani. Lavorare sui ricordi è fondamentale nell’attività di recupero e sostegno che viene svolta con i malati di Alzheimer. Averli visti sorridere, insieme ai ragazzi, è un premio per loro ma anche per chi, come noi, li sostiene nella quotidianità”. Alla giornata conclusiva, che ha visto protagonista un altro progetto legato al rapporto studenti-anziani, “Incontriamoci”, hanno partecipato gli alunni della classe 3^ AE, animando la giornata degli ospiti, attraverso delle performance abilmente ideate e guidate da “Dudi”, esperto in clownterapia. Presente anche la Dr. Rita Antonini, Responsabile Sanitario dell’USL Umbria 1, che ha la titolarità del centro e l’intero staff degli operatori socio sanitari, con in testa la responsabile Monica Rossini e la coordinatrice dell’attività di animazione Silvia Rosati. “Abbiamo messo a confronto due generazioni – dichiara la stessa Rosati – in un lungo percorso che ha riportato alla luce i ricordi degli anziani. C’è stata un’importante interazione tra le due generazioni, per mezzo di diverse attività. A partire dall’arte terapia che ha consentito, facendo utilizzo delle mani, la costruzione della cosiddetta scatola dei ricordi”. Davvero dei momenti emozionati, per i protagonisti e non solo. Alla fine, un gustoso pranzo per tutti e la promessa di rivedersi presto, magari per trascorrere ancora un po’ di tempo in compagnia e continuare a ricordare.

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