A COLLE UMBERTO PRESENTATO IL VOLUME “LA TENUTA COLLE DEL CARDINALE”

Da sinistra, Alessandro Bianch, Manuel Vaquero Piñeiro,Mario Squadroni, Antonio Marinelli, Giulio Cesare Morlunghi
Da sinistra, Alessandro Bianch, Manuel Vaquero Piñeiro,Mario Squadroni, Antonio Marinelli, Giulio Cesare Morlunghi
Da sinistra, Alessandro Bianch, Manuel Vaquero Piñeiro,Mario Squadroni, Antonio Marinelli, Giulio Cesare Morlunghi

(umbriajournal.com) – by Avi News PERUGIA – “Far conoscere nel territorio la storia, la gestione aziendale e il grande patrimonio di questo bene umbro”. Con queste parole Antonio Marinelli, presidente della Banca di Mantignana e di Perugia credito cooperativo umbro, ha spiegato la finalità del sostegno dell’istituto alla pubblicazione de “La Tenuta Colle del Cardinale. La storia, l’archivio, la cartografia”.  Un volume, che ricostruisce la storia del podere, oggi sede della Società agricola Col. Car., in località Badia di Colle Umberto, a Perugia, che è stato presentato, proprio nella proprietà perugina, oltre che dal presidente dell’istituto di credito cooperativo umbro, anche da Alessandro Bianchi, curatore del libro, Giulio Cesare Morlunghi, attuale presidente dell’azienda che insiste sul terreno al centro dello studio, e Mario Squadroni, soprintendente archivistico per l’Umbria. Lo hanno fatto nel corso di un incontro arricchito dagli interventi tecnici di Luciano Giacchè, storico e antropologo, e Manuel Vaquero Piñeiro, docente di Storia economica dell’Università degli Studi di Perugia.
L’approfondimento e l’archiviazione dei tanti documenti relativi alla storia dei 2.000 ettari di proprietà, estesi in 4 comuni dell’Umbria (Umbertide, Magione, Perugia e Corciano), ha prodotto uno studio di 350 pagine costituito da 7 capitoli sulla storia patrimoniale della tenuta, dal 1893 al 1972, le mappe dei poderi, l’archivio dell’azienda agraria, i rilievi del territorio per la rotazione delle colture, la situazione attuale, la cartografia storica e il riscontro, attraverso le mappe, fra il passato e il presente. “All’interno della vecchia casa del fattore principale – ha spiegato Squadroni –, su sollecitazione del cavalier Marinelli, abbiamo raccolto una documentazione storica molto interessante. I documenti più antichi risalgono alla fine dell’800,  con cartografie ancora precedenti, e riguardano la storia di questa azienda che inizia con gli Oddi Baglioni, prosegue con la famiglia Cesaroni e poi con i Parodi di Lapio. Fino all’attuale presidente, Morlunghi. Le carte, attraverso i registri contabili, ci raccontano aspetti importanti in merito ad agricoltura e a allevamento del tempo. Dalla bachicoltura a quella della barbabietola da zucchero, introdotta da Fernando Cesaroni, fino allevamento della razza chianina, con tanto di genealogia della specie e del singolo animale, a cui veniva attribuito un nome, spesso esotico, e la ricostruzione, per la protezione e la selezione della razza, dell’albero genealogico per almeno tre generazioni”.

La ricerca, inoltre, ha suscitato l’interesse del Ministero per i beni culturali che, attraverso l’intervento della Direzione regionale dell’Umbria per i beni culturali, presieduta da Francesco Scoppola, ha messo a disposizione 35mila euro e finalizzato l’assunzione di tre esperti. “Abbiamo messo, inoltre, in appendice tanti documenti interessanti – ha continuato Squadroni –, come il testamento di Ferdinando Cesaroni, un personaggio interessante che tutti gli umbri dovrebbero conoscere. Interessante è anche la cartografia storica. Vi sono mappe, opportunamente ricostruite, addirittura del catasto gregoriano. Alcune ci raccontano, in particolare, la rotazione agraria, un merito di Cesaroni, che non piantava lo stesso prodotto sullo stesso territorio, ma procedeva ad una rotazione quinquennale quando non decennale. Tutta la cartografia è stata, infine, digitalizzata e adesso è visitabile sul web. È stato un lungo lavoro e il risultato ci rende molto orgogliosi”.

 

Maria Cristina Costanza

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