Metti un sabato con Don Chisciotte a Perugia

Una giornata di approfondimento e riflessione, con studiosi ed esperti di fama internazionale, dedicata ad uno dei libri più importanti della letteratura universale, il Don Quijote de la Mancha. Sabato 20 febbraio, nell’ambito delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Miguel de Cervantes, la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Perugia proporrà nella sua sede di Case Bruciate un convegno di alta formazione sul monumentale capolavoro dello scrittore spagnolo, l’opera letteraria principale del cosiddetto “Siglo de Oro” e il più celebrato romanzo della letteratura iberica. Un testo che a distanza di più di 400 anni dalla sua pubblicazione continua ad affascinare lettori e studiosi di tutto il mondo e che, nel corso di questi 4 secoli, è stato tradotto in molte lingue, trasportato in altre culture, letto da diversi punti di vista, interpretato secondo i periodi storici e secondo le varie metodologie traduttive. L’iniziativa di sabato, promossa e ideata dalla professoressa Thais Fernández, docente di traduzione spagnola presso l’Istituto perugino, si avvia verso un prevedibile tutto esaurito: in cattedra, dalle 9 alle 18, si alterneranno docenti italiani (dell’Università di Macerata, dell’Università di Roma 3, della Casa delle Traduzioni di Roma e della stessa Scuola Superiore per Mediatori Linguistici che proprio quest’anno festeggia i primi 40 anni di attività) e spagnoli (dell’Universidad Autónoma di Madrid e dell’Universidad Pontificia Comillas di Madrid). Nei vari momenti di approfondimento (al termine della giornata verrà rilasciato un certificato di partecipazione) si parlerà delle “Cosciotte di Chisciotte” e dei “dolori di un traduttore”, per orientare alla professione di traduttore letterari; del successo internazionale del Quijote e di come il libro arrivò a New York; dell’indimenticabile e umile scudiero Sancho Panza – altro immortale protagonista, insieme al cavaliere errante, del romanzo di Cervantes; e, infine, dell’irresistibile attrazione che ancora oggi esercita in tutto il mondo il “sogno donchisciottesco”.

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