Valnestore, Squarta: “Nessun allarmismo, vogliamo verità”

Vogliamo capire chiaramente cosa c'è sotto queste terre

Inquinamento Valnestore, Regione sapeva presenza sostanze inquinanti?

Valnestore, Squarta: “Nessun allarmismo, vogliamo verità”

“Il sopralluogo compiuto oggi con gli altri colleghi della Terza Commissione e insieme ai sindaci di Piegaro e Panicale è stato particolarmente importante perché ci ha dato l’opportunità di toccare con mano una questione che sta creando grande preoccupazione. Noi non vogliamo alimentare nessun allarmismo, chiediamo soltanto di sapere la verità”. Così il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Marco Squarta che spiega come la sua preoccupazione sia legata alle “continue segnalazioni che mi arrivano da parte degli abitanti della zona, in larga parte con casi di tumori in famiglia”. Per Squarta, “il dovere della politica, quando arrivano richieste di aiuto di questo tipo, che riguardano la salute dei cittadini, spesso alle prese con gravissime patologie, è quello di muoversi con la massima celerità, chiamando ad intervenire in merito tutti i soggetti che, per competenza, possono dare risposte ed indicazioni, quali l’Arpa e la Asl affinché mettano in atto i necessari controlli per far emergere la verità.

Tutto questo alla luce di segnalazioni specifiche rispetto alle grandi quantità di materiale scaricato da camion, per decine di anni, nel territorio in questione”. “Sappiamo bene che è in corso una indagine della Procura, per questo, confidando come sempre nel buon operato della magistratura, rimaniamo in attesa dei risultati delle verifiche messe in atto nella zona. Vogliamo capire chiaramente cosa c’è sotto queste terre. Ma intanto, come abbiamo già fatto in Commissione, continuiamo a chiedere alla Regione i dati riguardanti i malati di tumore in Umbria e l’incidenza rispetto alla popolazione, questo per capire i numeri e le percentuali legati a questa zona specifica. Dati, questi – conclude Squarta – che i cittadini ci chiedono con forza, preoccupati per la loro salute e per il loro futuro”.

“La Commissione ha voluto fare una verifica sul terreno per rendersi meglio conto di cosa si parla, dato che c’è un’indagine in corso e sono usciti articoli di stampa che hanno destato un certo allarme. In questo momento non si possono tirare conclusioni azzardate, non prima di una attenta verifica scientifica. Necessario indagare sulle ceneri di lignite versate per decenni in quantità enormi, anche in epoche in cui non esisteva la legislazione attuale e i relativi controlli.

L’Arpa analizzerà tutte le possibili sedi di inquinamento, dai terreni alle acque. Siamo qui anche per tutelare un territorio importante per le attrattive turistiche, le imprese agricole, le attività legate alla pesca, per non parlare del museo paleontologico”: lo ha detto stamani il presidente della Terza Commissione consiliare, Attilio Solinas, durante il sopralluogo nei siti adiacenti le centrali Enel della Valnestore.

I sindaci di Piegaro e Panicale, Roberto Ferricelli e Giulio Cherubini, hanno condotto i consiglieri regionali (oltre a Solinas erano presenti Leonelli e Casciari-Pd, Liberati e Carbonari-M5s, Rometti-SeR, Ricci e De Vincenzi-Rp, Squarta-Fd’I) nella zona industriale “La Potassa”, dove si trovano le strutture delle centrali, e nei siti oggetto d’indagine per la presenza di discariche.

Indagini avviate da un esposto di un privato cittadino che ha denunciato la presenza di materiali provenienti da La Spezia, conferimenti autorizzati molti anni fa, su cui non vi sono le certezze della lignite proveniente invece dalla ex centrale umbra, le cui ceneri sono state utilizzate per realizzare riporti di terreno in aree produttive, spazi per lo sport, come il campo sportivo adiacente le piscine di Tavernelle, da dove è cominciato il sopralluogo odierno, e in numerose altre zone.

L’Arpa ha già intrapreso analisi sul territorio che interesseranno anche le colture e i pesci dei laghetti presenti nella zona, per escludere la possibilità che composti con attività radioattiva possano essere migrati nelle falde.

Valnestore

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