Una lettera, sincera, dell’assessore Bertinelli ai perugini

Cristina Bertinelli

da Cristina Bertinelli (Assessore al bilancio del Comune di Perugia)
Le notizie apparse in questi giorni sui mezzi di informazione, in merito alle difficoltà economiche/finanziarie del Comune di Perugia, richiedono una serie di precisazioni per dovere di chiarezza e trasparenza. Come già nell’ottobre scorso sottolineai, rispondendo alle accuse che venivano mosse alla nuova Giunta per aver deliberato aliquote Tasi e Imu ai massimi livelli, la situazione ereditata dalla precedente Giunta Boccali evidenziava criticità e precarietà piuttosto preoccupanti.

L’anticipazione di tesoreria a dicembre 2013 (che in pratica sarebbe lo scoperto del conto) presentava un saldo negativo di oltre 22 milioni di euro fino ad arrivare, nel mese di giugno 2014 all’atto delle consegne fra il Sindaco Boccali e il Sindaco Romizi, a oltre 36 milioni di euro. Il problema principale dell’uso permanente delle anticipazioni, comunque contenute nei limiti consentiti dalla legge, è quello di generare interessi passivi, stimati nel bilancio di previsione 2014 in oltre un milione di euro: il dato sta ad indicare la mancanza di mezzi liquidi a disposizione del Comune per far fronte alle spese correnti e la conseguente necessità di ricorrere all’indebitamento.
Il rendiconto 2013, esponeva un preoccupante divario fra i residui attivi incerti (che sono una sorta di crediti vantati a vario titolo dal Comune) calcolati in oltre 43 milioni ed il fondo crediti di dubbia esigibilità (strumento contabile e finanziario previsto dalle norme contabili al fine di svalutare i crediti non sicuri nella loro possibilità di riscossione) appostato per circa 8 milioni di euro, con una differenza dunque di 35 milioni di euro.
Già questi valori forniti basterebbero per fornire un quadro sintetico ma complessivo della situazione.
Le restanti notizie costituiscono comunque un corollario importante per avere evidenza di come i denari pagati dai contribuenti a titolo di imposte locali e altri tipi di entrate siano stati spesi dalla precedente amministrazione.

Il ciclo finanziario di un ente locale è alla stregua di quello che ciascuna famiglia o impresa può effettuare: le entrate conseguite a vario titolo (ad esempio Imu, Tasi, addizionali comunali, trasferimenti statali e regionali) vengono spese per i servizi di diversa natura da fornire alla collettività (ad esempio scuole, servizi sociali, trasporti, personale dipendente, rimborso dei mutui). Il meccanismo si inceppa, però, se le entrate previste non vengono interamente incassate né viene costituito un adeguato fondo crediti di dubbia esigibilità per le entrate il cui incasso effettivo presenta margini di incertezza (come ad esempio il cittadino che per difficoltà finanziarie non può più pagare l’Imu, la Tasi e l’addizionale comunale o l’impresa in crisi che non provvede più ad assolvere con regolarità alle proprie obbligazioni tributarie). In tali casi la corrispondente spesa corrente sostenuta dal Comune risulta priva di copertura finanziaria e l’ente, come detto, è costretto a ricorrere all’indebitamento. In definitiva si può affermare che dalle risultanze del rendiconto 2013 e dalla situazione presa in consegna a giugno 2014 emergeva un accumulo di spesa corrente superiore alle reali possibilità finanziarie del Comune per oltre 36 milioni di euro.
Il grande sforzo che l’attuale esecutivo fin da subito si è trovato a dover affrontare è stato compiutamente descritto anche nella relazione redatta pochi giorni fa dall’Assessore Calabrese, a conclusione dei lavori svolti dalla commissione da lui presieduta e durati diversi mesi. Chi avrà la pazienza di leggerla potrà comprendere la situazione precaria e delicata in cui versa il Comune di Perugia. Inoltre, nella stessa vengono effettuate una serie di analisi sulla spesa corrente del Comune, sulle incongruenze (per tutti si può far riferimento agli affitti per i servizi comunali….) e su quella che potrebbe essere la via da seguire per riportare in equilibrio i conti del nostro ente.
L’attuale Sindaco sta lavorando alacremente per rendere efficiente la macchina comunale con una riduzione della spesa che possa con il tempo anche portare ad una riduzione delle imposte a carico della collettività.
La strada è stata intrapresa anche se presenta ancora molte incertezze sia per i tempi di attuazione, dato che non tutte le spese possono essere contratte con effetto istantaneo (si pensi ad esempio ai contratti in corso che non possono essere immediatamente rivisti anche per non creare rilevanti disservizi alla cittadinanza), sia per la pesante riduzione applicata dal governo sui trasferimenti statali che dal 2011 ad oggi registra una diminuzione di oltre 20 milioni di euro. Sappiamo anche che se il Governo Renzi non dovesse decidere di rivedere in tempi ravvicinati gli stanziamenti statali a favore degli enti locali, molti Comuni italiani si troverebbero nel corso del 2015 a dover dichiarare il proprio dissesto; e la Giunta perugina sta lavorando per allontanarne anche solo lo spettro. In un quest’ottica prudenziale va inserito il provvedimento recentemente diramato dagli uffici finanziari del Comune di Perugia con cui si richiede a tutta la struttura di contenere le spese allo stretto necessario.
Come si può constatare – pur non essendo il quadro rassicurante- il Sindaco Romizi e la sua Giunta stanno ponendo in essere tutte le azioni idonee a riportare in equilibrio i conti del Comune, ma soprattutto stanno operando per ridare speranza e fiducia alla città, attraverso politiche trasparenti, rivolte ad evitare gli sprechi, a rendere efficiente il sistema e ad affermare la sicurezza dei cittadini. Il tutto anche con un convinto e deciso processo di coinvolgimento della cittadinanza a tutti i livelli , nuovo rispetto alle tradizionali logiche politiche.

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