Umbria Jazz, polemica Pagnotta, il pensiero di Michele Guaitini

Guaitini: "I 50 mila euro del Comune nel bilancio di UJ sono noccioline"

Umbria Jazz, polemica Pagnotta, il pensiero di Michele Guaitini

Umbria Jazz, polemica Pagnotta, il pensiero di Michele Guaitini. Da Michele Guaitini (Perugia Ieri Oggi e Domani) Il mio pensiero sulla polemica sollevata da Pagnotta nei confronti del Comune di Perugia.

il modo: Pagnotta si conferma persona come possiamo dire, dallo scarso garbo istituzionale. Penso che ormai abbiamo, chi più chi meno, imparato a conoscerlo.

l’opportunità: Pagnotta è direttore artistico della manifestazione e dovrebbe preoccuparsi di più del lato artistico della manifestazione. Eventuali rimostranze possono riferirsi alle strutture destinate all’evento (e la polemica sul Pavone da questo punto di vista ci sta tutta). Altri discorsi invece su come il Comune impiega fondi e risorse non gli competono se non come cittadino contribuente ma non durante la conferenza stampa di chiusura di UJ. Eventualmente possono essere sollevate dai membri del Cda.

guerra interna: UJ non è una manifestazione organizzata da “privati”. C’è una fondazione di cui il Comune di Perugia è uno dei soci ed esprime un componente del Cda per cui il Comune è a tutti gli effetti uno dei “committenti” di Pagnotta. Certe questioni potrebbero anche sbrigarsele per conto loro.

ma dove vuoi andare? “UJ è all’asta, non deve per forza svolgersi a Perugia o Orvieto”. Benissimo e dove vorresti farla? Vorresti farci credere che se un altro comune, che so Gubbio o Assisi o Foligno offrissero 100 o 150 mila euro la vai a fare lì? Prego, accomodati. Poi vediamo dove fai i concerti sia a pagamento che gratuiti e quanto appeal riscuoterebbe una manifestazione del genere in un altra città e in un altro contesto, perché, diciamocelo, del jazz importa solo a una nicchia minoritaria.

E nel punto successivo vedremo come queste cifre avrebbero uno scarsissimo impatto.

Ma soprattutto: sei il direttore artistico. UJ anche se l’hai creata e ricopri quel ruolo da 43 anni oggi non è proprietà tua, tu hai ricevuto un incarico professionale per una buona riuscita artistica della manifestazione. Ripeto, queste considerazioni le dovrebbe fare eventualmente il Cda e l’assemblea dei soci.

polemica pretestuosa: i 50 mila euro del Comune nel bilancio di UJ sono noccioline. Il bilancio dello scorso anno era di circa 3,1 milioni di euro. Di questi: 1,3 circa di ricavi da biglietteria, 100 mila di merchandising, 660 mila di sponsor privati, quasi 1 milione di contributi pubblici di cui 650 mila dalla regione, 50 mila dal Comune, qualcosa meno dal Comune di Orvieto e 215 mila euro dal Ministero dei Beni Culturali.
Con questi numeri cosa cambierebbe a UJ se il Comune aumentasse a 100 o 150 mila euro la sua quota? Praticamente nulla. Così come se la azzerasse del tutto.

nel merito: e allora forse Pagnotta non punta tanto ai soldi quanto ad altro. Probabilmente ci troviamo difronte a una polemica che si fonda più su scaramucce personali, sul prestigio personale e della manifestazione, su ruoli da primadonna che si vorrebbe veder riconosciuti (personali e della manifestazione).
Magari Pagnotta vorrebbe avere maggiore voce in capitolo quando si parla di futuro di spazi come Turreno e Pavone, vorrebbe forse che l’assessorato alla cultura e turismo di Perugia considerasse UJ come manifestazione principale dell’anno. Cose di questo tipo. E magari avere se non dei contributi maggiori, facilitazioni e servizi più consistenti.

Probabilmente è rimasto infastidito che a ogni richiesta fatta dal comune si sente rispondere che non ci sono soldi o risorse e poi vede che i maggiori sforzi profusi dall’assessorato, economici e non, sono diretti verso una manifestazione che non condivide e non apprezza.

Probabilmente si sente snobbato dal Comune che in conferenza stampa di chiusura gli manda l’assessore al bilancio anziché il sindaco o l’assessore alla cultura. Probabilmente è rimasto infastidito che un consigliere comunale neppure 24 ore prima aveva criticato (senza che nessun’altra figura istituzionale cittadina abbia sentito il bisogno di rispondergli) l’organizzazione di UJ accusando lei di curare poco l’immagine della manifestazione all’interno della città.

in conclusione: baruffa che finirà nel giro di 24/48 ore.

Tolta la pregiudiziale che non dovrebbe essere la sua figura a sollevare certe questioni, perlomeno non in quella sede, forse la verità sta un po’ nel mezzo. UJ non potrebbe fare a meno di Perugia e Perugia non potrebbe fare a meno di UJ. Ed entrambi si sono un po’ “rilassati” su una manifestazione che va avanti bene da sola quando, forse da un lato la manifestazione avrebbe bisogno di una “rinfrescata” e dall’altro la città dovrebbe cercare di rinnovargli un certo risalto anche come promozione turistica.

Se poi la sfuriata di Pagnotta poi può essere lo spunto per un dibattito generale sul ruolo della cultura e delle manifestazioni nella nostra città, benissimo. Ma non credo sia stato questo il suo scopo.

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