Umbria Jazz evento spento? Una proposta di spessore del consigliere Camicia [VIDEO]

Riaccendiamo il grande evento musicale e cambiamo il nome alla manifestazione chiamandola "Perugia Umbria Jazz"

Umbria Jazz evento spento? Una proposta di spessore del consigliere Camicia

Umbria Jazz evento spento? Una proposta di spessore del consigliere Camicia. PERUGIA – Umbria Jazz evento spento, riaccendiamo il grande evento musicale e cambiamo il nome alla manifestazione chiamandola “Perugia Umbria Jazz”. E’ un ordine del giorno proposto al Comune di Perugia dal Consigliere Carmine Camicia del gruppo Conservatori e riformisti. Lo stesso è stato presentato nel mese di luglio, subito dopo aver constatato che quest’anno la manifestazione a dire di Camicia «risulterebbe spenta».

Nell’ordine del giorno, infatti, è evidenziato: «Premesso che quest’anno la manifestazione Umbria Jazz, inspiegabilmente risulterebbe spenta; Considerato che gli organizzatori, le varie associazioni del commercio e l’amministrazione comunale, hanno estraniato la città dall’evento internazionale…verificato che…»

Un post pubblico su Facebook ha ottenuto tante visualizzazioni e giù a criticare l’ordine del giorno del consigliere Camicia. Chi ride, chi inserisce strane emoticons. La cosa non è passata inosservata, al punto tale che qualcuno scrive «siamo alle comiche» oppure «È tornato!!! #MaronnRoCARMINE (con tanto di hashtag ndr)»

L’ordine del giorno di Camicia prosegue dicendo che il programma di Umbria Jazz si svolge in «un centro storico (Perugia ndr), apparentemente estraneo all’evento, poiché manca ogni tipo di informazione, al centro solo qualche manifesto sul programma……».

In pratica il consigliere Camicia invita il Sindaco e la sua giunta di «pretendere dalla Fondazione Umbria Jazz, un impegno maggiore sull’organizzazione dell’evento…cercando di rendere Umbria Jazz un grande evento» e, quindi per fare questo, si invita la fondazione «a cambiare nome da Umbria Jazz a Perugia Umbria Jazz».

Qualcuno su Facebook ha scritto: «Non mi pronuncio in merito alle velleità artistiche del consigliere Camicia, poiché mi pare scontato che una manifestazione non meriti queste strumentalizzazioni, dettate da possessivi provincialismi. Piuttosto per ragionare in termini futuri sarebbe utile che il comune investisse su eventi di questa portata, invece che su imbarazzanti feste in maschera. Evidentemente a questa amministrazione non interessa che Perugia giochi un ruolo da protagonista, in questo campo come in tanti altri. A rimetterci purtroppo siamo tutti. A rimetterci è Perugia».


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Un altro poi: «Io poi scinderei ulteriormente a seconda delle location : “Villa Pitignano Perugia Umbria Jazz”, “Ponte Pattoli Perugia Umbria Jazz” e la più inquietante “Case Bruciate Perugia Umbria Jazz” che tradotta in inglese tratterrà in patria gli artisti habitué della manifestazione».

E poi ancora: «Forse se il comune desse qualche euro in più invece che cambiare nome…sopratutto aiutasse le attività collaterali a organizzare eventi invece che tartassarle…»

Per non parlare di «Umbria Jazz 1416». C’è di tutto in quel post pubblicato dal consigliere Tommaso Bori.

Sarebbe interessante conoscere il pensiero di Carlo Pagnotta, il patron di Umbria Jazz, l’ideatore, l’inventore, colui che ha portato l’evento in Cina, negli Stati Uniti e in tutto il Mondo, colui che ha inventato anche un’edizione invernale a Orvieto con Umbria Jazz Winter (allora quest’ultimo dovremmo chiamarlo O.U.J.W.? ndr).

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