Tombini chiusi a Ponte San Giovanni, c’è qualcuno che controlla?

I residenti si chiedono di chi sia il compito di ripulirli stagionalmente

Da Gino Goti – Se ne potrebbe fare una mostra fotografica dei vari tombini chiusi da terra, erbacce, arbusti, carta. In un rapido giro per le strade del paese ne sono stati fotografati 12 tutti, ovviamente, impossibilitati  a ricevere  acqua di scorrimento e a permetterne una facile evacuazione in un sistema di drenaggio.

Qualcuno sembra una fioriera, altri sembrano dei semenzai con erbacce rigogliose che spuntano tra la griglia di superficie a livello di marciapiedi e piazzole. Soltanto alcuni sono aperti e puliti, forse per merito di qualche volontario preoccupato che il travaso dell’acqua possa invadere la propria abitazione o il proprio negozio.

Clienti di un negozio di acconciature maschili della centralissima via Manzoni non ricordano di aver visto personale del comune intento alla ripulitura di questi indispensabili pozzetti di raccolta di acque a scorrimento superficiale. Se poi ci si mette anche il tempo con vento e grandine ad “arricchire” l’acqua con foglie, rami e aghi di pino l’intasamento e il relativo pericolo sono garantiti.

“Ho detto operai del comune – precisa il signor Antonio C. – ma non so se il compito di ripulire i chiusini sia della Gesenu o di Umbria Acque. Mi piacerebbe saperlo, perché magari paghiamo la stessa tassa a tre Enti diversi e nessuno dei tre interviene.” E’ una bella considerazione che “giriamo” a chi di dovere per una risposta.

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