Testo unico del commercio, arriva il sì dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria

17 voti favorevoli (Pd, Ser, Rp, FI, FdI) e 4 contrari (M5S, LN)

Testo unico del commercio, arriva il sì dell'Assemblea Legislativa dell'Umbria

Testo unico del commercio, arriva il sì dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria. Con 17 voti favorevoli (Pd, Ser, Rp, FI, FdI) e 4 contrari (M5S, LN) l’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato il disegno di legge della Giunta regionale che prevede ‘modificazioni e integrazioni alla legge regionale ’13/2014’ (Testo unico in materia di commercio) come emendato dalla Seconda Commissione. In particolare il dibattito in Aula si è sviluppato in merito al superamento del limite massimo delle grandi superfici, che era invece fissato a 15mila mq per le strutture alimentari e 20mila per quelle miste. Limite che verrà comunque definito ed organizzato all’interno del regolamento attuativo che verrà posto all’attenzione e all’analisi della stessa Commissione consiliare e quindi dell’Aula. Prevista la conferenza di servizi per le strutture di maggiori dimensioni. Abrogato l’Osservatorio regionale del commercio.

Sul superamento dei limiti di superficie per l’insediamento di grandi centri commerciali sono stati respinti due emendamenti dei consiglieri della Lega Nord, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini che ne chiedevano il mantenimento. Prima del voto finale sull’atto, l’Aula ha approvato con 17 voti a favore (PD, SeR, FdI, FI, Ricci presidente) e 4 astensioni (LN e M5S) l’ordine del giorno proposto dalla maggioranza (PD e SeR) e illustrato dal primo firmatario, Giacomo Leonelli del PD.

L’atto “alla luce della rilevanza degli aspetti legati alla disciplina dell’apertura di nuovi insediamenti commerciali di grandi dimensioni” impegna la Giunta regionale ad approvare il regolamento previsto dai commi 5 e 6 del testo legislativo entro il 28 febbraio 2017 (anziché 31 dicembre come proposto nel disegno di legge di modifica). Si indicano come temi prioritari cui destinare “particolare attenzione” a: aspetti urbanistici, “ivi compreso la limitazione del consumo del territorio”; ambientali, “con particolare riferimento alla mitigazione delle emissioni e dei rifiuti”; tutela del paesaggio e dei beni culturali. Leonelli ha spiegato poi che in un primo momento aveva avuto dei “dubbi” sul contenuto dell’articolo 18 che abrogava i limite massimo di volumi per i grandi centri commerciali, dubbi poi sciolti avendo poi verificato il vincolo posto dalle normative sopraordinate (europea e nazionale) e, soprattutto, dopo l’introduzione nel disegno di legge della Conferenza di servizi per l’autorizzazione alla costruzione di spazi commerciali di grande volumetria approvato dalla Seconda Commissione, “un modo questo” – a suo giudizio – “per contemperare le esigenze degli operatori e dei cittadini, andando a trovare un’occasione di confronto tra di esse”.

RELAZIONI:

EROS BREGA (Presidente Seconda Commissione – relatore di maggioranza): “La legge regionale n. ’10/2014′ ha raccolto in un unico corpo normativo le disposizioni regionali che disciplinano la materia del commercio. L’articolato è stato oggetto di esame da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha segnalato la presenza di criticità in ordine alla coerenza del testo di alcune disposizioni con il quadro normativo nazionale di riferimento, soprattutto riguardo i riferimenti al codice dei beni culturali. La Giunta regionale ha quindi proceduto ad adeguare il testo normativo alle osservazioni del Governo approvando le relative modifiche (deliberazione n. 1604/2015). Con tale atto si è proceduto anche a specificare la disposizione concernente le modalità di indicazione dei prezzi con particolare riguardo alle vendite promozionali. La Seconda Commissione ha dunque espletato l’esame del testo contenente le modifiche alla legge regionale n. 10/2014′ dando luogo ad un confronto partecipativo con il quale sono state acquisite le osservazioni da parte dei soggetti portatori di interesse ed in particolare da parte di ANCI Umbria, dell’Associazione di categoria Confcommercio Umbria e del Consiglio delle Autonomie Locali. Ricordo anche che il voto sull’atto ha visto 6 voti dei commissari di maggioranza oltre a quello del consigliere Ricci, un astenuto (Fiorini-Ln) e un contrario (Liberati-M5S). La Commissione ha lavorato di concerto tra l’Assemblea e la Giunta regionale aprendo confronti con le associazioni di categoria, Cal, Anci, recependo diverse indicazioni. C’è stato un confronto apertissimo per il bene dell’Umbria e per il suo futuro.

Le modifiche apportate al testo legislativo originario riguardano principalmente i seguenti aspetti: SOPPRESSIONE DELL’OSSERVATORIO REGIONALE del commercio (abrogazione art. 14); ricognizione delle disposizioni contrastanti con il principio generale dell’ordinamento nazionale circa la libertà di APERTURA DI NUOVI ESERCIZI COMMERCIALI sul territorio senza contingenti limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali e conseguente abrogazione delle disposizioni che fissavano LIMITI MASSIMI DIMENSIONALI PER LE GRANDI STRUTTURE DI VENDITA e che individuavano nel centro commerciale sola la tipologia attraverso cui realizzarla; semplificazione delle procedure previste per la MODIFICA DEL SETTORE MERCEOLOGICO PER ESERCIZI DI VICINATO E MEDIE STRUTTURE INFERIORI M1 ATTRAVERSO LA SOSTITUZIONE DELL’AUTORIZZAZIONE CON LA SCIA; esplicitazione delle disposizioni concernenti la procedura di autorizzazione e modifica delle medie strutture superiori M3 e delle grandi strutture di vendita, l’elenco delle sanzioni amministrative e delle ipotesi di decadenza; DEFINIZIONE DELLA ‘FIERA PROMOZIONALE’ quale manifestazione destinata ad operatori del commercio su aree pubbliche al fine di PROMUOVERE I CENTRI STORICI e specifiche aree urbane le cui concessioni di posteggio hanno durata annuale ovvero per la sola durata dell’evento; RIDEFINIZIONE DELLA DURATA DELLA SOSTA degli operatori del commercio in forma itinerante portandola da 60 minuti a 120 minuti con obbligo di spostarsi in altro luogo distante almeno 500 metri; previsione della DECADENZA DELLA CONCESSIONE NEL CASO DI SUBAFFITTO DEL POSTEGGIO; modifica del riparto di competenze tra regione e comuni circa il rilascio di autorizzazione per lo svolgimento di FIERE, MOSTRE-MERCATO ED ESPOSIZIONI con mantenimento in capo alla prima delle sole manifestazioni di rilevanza ‘internazionale’ e in capo ai Comuni le manifestazioni di rilevanza’“locale, regionale e nazionale; previsione della realizzazione di un UNICO CALENDARIO REGIONALE DELLE MANIFESTAZIONI FIERISTICHE; SEMPLIFICAZIONE della procedura prevista per la messa in esercizio e modifica degli IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DEI CARBURANTI AD USO PRIVATO; previsione di specifica norma generale volta a disciplinare la possibilità di procedere alla DELOCALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ COMMERCIALI INTERESSATE DA EVENTI DI PARTICOLARE GRAVITÀ ED ECCEZIONALITÀ (es. terremoti, alluvioni, calamità naturali) e ciò al fine di consentire un tempestivo intervento”.

CLAUDIO RICCI (Ricci presidente – relatore di minoranza): “TUTTI GLI STRUMENTI DI PROGRAMMAZIONE E DI INDIRIZZO RIMARRANNO IN CARICO ALL’ASSEMBLEA LEGISLATIVA”. Nella discussione in Commissione si è partiti dalla maggiore flessibilità prevista sugli sconti e ribassi (Vendite promozionali) che potranno effettuarsi in tutti i periodi dell’anno. Una flessibilità importante che rappresenta un adeguamento del quadro normativo a quello europeo ed internazionale. Non significa dare prevalenza alle grandi superfici intese come poli o unici poli commerciali, ma significa semmai dare anche un’ampia possibilità che siano le piccole o medie attività commerciali a sommarsi interpretando un altro elemento importante, quello della riqualificazione urbanistica e anche di archeologie industriali che con maggiore flessibilità potranno determinarsi come poli attrattivi di nuove opportunità socio-commerciali. Va sottolineato comunque che per le grandi superfici sarà l’Assemblea legislativa a stabilire criteri e linee guida. Da un lato c’è quindi l’opportunità per l’insediamento di realtà sociali ed economiche, dall’altro la previsione della localizzazione che tiene conto dell’accessibilità viaria e non solo. In tempi brevi sarà quindi questa Assemblea a dettare linee guida di localizzazione per grandi superfici commerciali. Una legge che punta alla valorizzazione del piccolo commercio nei centri storici. Azioni svolte attraverso il sistema dei Puc (Piani urbani complessi) che negli anni passati hanno creato importanti ed ampie prospettive. I centri storici possono essere concorrenti a centri commerciali anche grandi. Non vanno messi in contrapposizione con il commercio dei centri storici. In questo testo legislativo viene dato spazio ad un chiarimento sui limiti temporali. Se una media struttura non esercita per sei mesi può vedere revocata la licenza. Per i commercianti itineranti è prevista una sosta massima di 120 minuti fuori dal posto fisso. Per partecipare alle manifestazioni fieristiche è necessario fare richiesta entro il 30 novembre di ogni anno. I commercianti itineranti, inoltre, non potranno sub affittare il proprio posto. Altre importanti novità riguardano gli esercizi di vicinato e medie superfici del settore alimentare per le quali sarà ammesso il consumo in loco. E questo è importante per i ‘piccoli’ dei centri storici. Importante anche che i distributori self service possano essere localizzati ovunque. Questo testo legislativo va nella logica di essere il più flessibile possibile. Più si è accessibili, più si è attrattivi. Viene anche prevista una maggiore facilità nei cambi di destinazione d’uso. Importantissimo, in conclusione, è che tutti gli strumenti di programmazione e di indirizzo rimarranno in carico all’Assemblea legislativa”.

ANDREA LIBERATI (M5S – relatore di minoranza): “SUI GRANDI CENTRI COMMERCIALI FATTA UNA MANOVRA ALL’ESTERNO DI QUESTA ASSEMBLEA LEGISLATIVA. OGGI TRIONFA MELASSA TRA SINISTRA E DESTRA. Viene soppresso un altro articolo 18, in questo caso la cancellazione dei limiti di superficie. Una decisione dopo due anni dal precedente testo che arriva per sopravvenuti grandi interessi, che sono al di fuori della politica, ma talvolta anche nel suo seno e questi interessi economici fanno premio su tutto, sono i grandi interessi economici. È stata fatta una manovra all’esterno di questa Assemblea legislativa, portata avanti dal Sindaco di Perugia, perché alcuni altri non si compromettessero nel presentarla. Eppure già dal momento in cui l’attuale normativa prevede fino a 15 mila e 20 mila metri quadri per le grandi superfici commerciali, questo è più che sufficiente. Com’è noto, in Italia il massimo di una grande piastra commerciale è attorno ai 25 mila metri quadri e si trova al nord. L’Umbria è seconda in Italia per grandi superfici commerciali. E questo lo rileva anche Confcommercio, contraria a questa scelta. Nonostante questo la melassa tra sinistra e destra oggi trionfa sugli scheletri di ciò che resta del commercio in Umbria. Stiamo votando su questo aggiornamento legislativo ad occhi chiusi, sulla fiducia. Si sta in pratica inseguendo un ciclo che sta fallendo negli Stati Uniti. Siamo di fronte ad un tessuto commerciale in chiara sofferenza e si decide di agire in maniera illogica. Invece di credere nei centri commerciali naturali, si fa l’inverso. Noi siamo lontani da questa logica che continua a premiare i distributori e non i produttori. Si tratta di un sistema economico malato che ha creato danni alle famiglie. Non si possono mettere sullo stesso piano i ‘grandi’ e i ‘piccoli’.Abbiamo il dovere morale di impedire la desertificazione e lo svuotamento dei centri storici e difendere i nostri lavoratori. Quello che state perseguendo è un modello logoro. La Commissione si doveva fermare su questo punto. Dispiace vedere che c’è una manovra che ci passa sopra, indicata da un terzo. Non è giusto correre per Ikea e non farlo per tutti quei cittadini rimasti indietro. È una girandola di cortesie per la Grande distribuzione organizzata. Nel voto sull’atto, in quest’Aula, ci sono soggetti in chiaro conflitto di interessi che dovrebbero astenersi dal voto, a partire dalla presidente della Giunta regionale e non solo. Diciamo un forte no sul merito e sul metodo”.

FABIO PAPARELLI (assessore regionale): “LE AUTORIZZAZIONI LE RILASCIANO I COMUNI. A NOI SPETTERÀ L’INDIVIDUAZIONE DEI CRITERI, CON IL REGOLAMENTO – Non ho alcun tipo di conflitto di interesse. Sono stupito da illazioni senza fondamento. Da gennaio ad agosto si sono svolte una serie di partecipazioni, con istituzioni e forze socio economiche, da cui sono uscite una serie di proposte. Non stiamo discutendo di Ikea ma di leggi che valgono per l’intero territorio regionale. La Regione non autorizza progetti ma fissa regole generali in linea con le direttive comunitarie. Le autorizzazioni le rilasciano i Comuni. A noi spetterà l’individuazione dei criteri, con il regolamento, relativi a viabilità, ambiente e altro. Con queste modifiche non viene meno il limite massimo per le grandi superfici, questa è una bugia. Su richiesta del Cal è stato previsto che chi realizza una superficie commerciale non deve necessariamente farlo nella forma del centro commerciale. Ci saranno delle modifiche per la semplificazione, con una serie di conseguenti risparmi. È prevista la soppressione dell’osservatorio regionale del commercio; la ricognizione delle disposizioni contrastanti col principio generale dell’ordinamento nazionale rispetto all’apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio. Abbiamo introdotto un adeguamento alla direttiva servizi, in base alla quale l’apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio non può essere subordinata alla previsione di contingenti limiti territoriali o vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute dei lavoratori dell’ambiente incluso l’ambiente urbano e dei beni culturali. Non vengono eliminate le previsioni di norme regolamentari e non viene eliminata neanche la procedura della conferenza dei servizi. Il tema delle botteghe artigiane non c’entra nulla e la Giunta regionale ieri ha stanziato ulteriori 398 mila euro per gli esercizi di vicinato nei piccoli centri e borghi della regione per i centri commerciali naturali, per metterli nelle condizioni di poter competere in maniera e in forma innovativa. Sono stupito dal consigliere Liberati, che è nato liberale ed ora assume posizioni politiche estreme”.

ILLUSTRAZIONE E VOTO EMENDAMENTI L’Aula ha respinto con 16 voti contrari e 4 favorevoli (Fiorini e Mancini-Ln, Liberati e Carbonari-M5S) l’emendamento presentato dai consiglieri Fiorini e Mancni (Lega nord) che chiede di eliminare l’articolo 4 del testo, che prevede la soppressione della parte dell’articolo 18 della legge regionale ’10/2014′ con le parole “fino ad un massimo di 15mila metri quadrati nel settore alimentare per le grandi strutture di tipologia G2 categoria A e di 20mila mq per quelle di tipologia G2 categoria E”. È stato discusso questo emendamento perché presentato prima di un emendamento uguale dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. Fiorini (Ln), illustrando l’emendamento, ha spiegato che l’intenzione è quella di “evitare che le multinazionali estere possano entrare nel tessuto umbro e tutelare gli artigiani della nostra Regione”. Liberati (M5S), favorevole all’emendamento, ha detto che “mantenere lo status quo non fa male all’Umbria e il limite di 20mila mq sono sufficienti a chiunque voglia investire in Umbria”. Per Ricci (Rp), contrario all’emendamento, “l’Umbria deve aprirsi per attrarre le maggiori opportunità possibili”. Mancini (Ln) ha detto che “votiamo no alla legge perché, dopo il Governo Berlusconi, in Italia hanno chiuso ben 138mila attività commerciali, anche perché non si è stati in grado di rispondere alla crisi con leggi adeguate”. L’Aula ha poi respinto con 17 voti contrari e 4 favorevoli (Fiorini e Mancini-Ln, Liberai e Carbonari-M5S) un secondo emendamento presentato dai consiglieri Fiorinie Mancini (Ln) per chiedere di sopprimere il comma 1 dell’articolo 5 nella parte in cui viene abrogato il comma 1 dell’articolo 20 della legge regionale ’10/2014′. Per Fiorini “con il nostro emendamento vogliamo tutelare gli imprenditori umbri, che verrebbero messi in meno considerazione rispetto ai grandi investitori internazionali che potrebbero creare più danni che opportunità”.

INTERVENTI PER DICHIARAZIONE DI VOTO GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Pd): “Votiamo convintamente questa legge. Il dibattito ha fatto emergere contrapposizioni tra città che avrebbero diverse vocazioni. La Camera, in settembre, ha approvato un provvedimento sui centri storici, che ci chiama ad affrontare il tema delle città a più dimensioni, in cui convivano centri storici e centri commerciali. L’Ikea in Umbria si può fare già oggi, anche senza approvare questa legge. Ogni insediamento dovrà sottostare alle idee guida individuate dalla Regione”.

VALERIO MANCINI (Lega nord): “Ci asterremo su questo ordine del giorno dato che indica alcune priorità interessanti di cui spero che la Giunta terrà conto nello stilare il regolamento. Resta il parere negativo della Lega sulla legge”.

FABIO PAPARELLI (assessore): “Un ordine del giorno molto opportuno. Abbiamo iniziato l’iter di modifica in base ad alcune osservazioni del Governo, la Commissione ha poi svolto un lavoro approfondito e partecipato. Ci poniamo così nelle condizioni di avere un testo che non venga impugnato. Ci impegniamo ad elaborare presto il regolamento”.

EROS BREGA (presidente II Commissione): “Ringrazio il capogruppo del Pd che ha permesso di svolgere questa discussione in Aula e non solo in Commissione. Ringrazio l’assessore per la collaborazione che c’è stata e che spero si ripeta anche per altri atti”.

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