Terremoto, Ricci, le casette in legno del 1997 non sono spostabili

Bisogna installare quelle nuove e più confortevoli

Terremoto, Ricci, le casette in legno del 1997 non sono spostabili

Terremoto, Ricci, le casette in legno del 1997 non sono spostabili. “Le casette del terremoto 1997 non sono spostabili, bisogna installare quelle nuove e più confortevoli. Ora serve unità d’intenti per vincere la vera sfida: risorse certe e semplificare per ricostruire velocemente”. È quanto dichiara il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente).

“Le casette in legno del sisma del 1997 – spiega Ricci – non sono riutilizzabili, in quanto sono realizzate con tecniche di circa 20 anni fa. Inoltre il costo di un eventuale spostamento sarebbe più alto di un modulo abitativo nuovo. Nel centro Italia e in Umbria occorre, in tempi rapidi, realizzare aree con casette nuove e molto confortevoli, visti i tempi della ricostruzione e il clima delle zone terremotate. In questa fase è necessario sollecitare la autonoma sistemazione o luoghi alternativi, come alberghi, anche se per brevi periodi. Il terremoto è un fatto molto grave e serio e mi auguro che in Assemblea legislativa si lavori tutti insieme per fare il miglior servizio possibile a persone, attività e comunità.

Le polemiche televisive non servono: adesso si combatte insieme una guerra diversa come facemmo nel 1997 per la politica ci sarà tempo”. Per Ricci “la vera sfida inizia ora, soprattutto per ottenere dal Governo e dall’Unione Europea tutte le risorse necessarie, che saranno molte sommando i danni di ben quattro regioni italiane. Soprattutto la parola chiave sarà semplificazione e autocertificazione di tutte le procedure, nessuna esclusa. Basiliche, chiese e beni culturali devono avere adeguate attenzioni, progettuali e procedurali, ma per le abitazioni e le attività qualora ricostruite o ristrutturare, mantenendo invariate caratteristiche e finiture esterne, si deve poter iniziare i lavori subito con la sola presentazione del progetto. E per i danni lievi anche prima del progetto.

Per la quanto attiene alle Soprintendenze, riconoscendone meriti e valore, devono poter agire con norme speciali a cantiere aperto e in modo solo propositivo e con tempi di decisione definiti”.

“San Francesco, San Benedetto e i Santi dell’Umbria – conclude Ricci – sono un valore culturale fondamento dell’identità europea ma anche un elemento essenziale di attrattiva turistica e opportunità di sviluppo dei luoghi. La prospettiva storica di questo momento non deve sfuggire a nessuno per non essere distratti dai quindici minuti di notorietà utili solo agli ascolti televisivi”

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