Terremoto, Marini ad Agorà, Norcia e Preci i comuni più danneggiati VIDEO

Tanti i danni ai centri abitati, crolli di alcuni beni artistici e culturali

Terremoto, Marini ad Agorà, Norcia e Preci i comuni più danneggiati. Ritorna la paura in Umbria. La gente stava piano piano ritornando alla normalità quando due violente scosse di pari intensità a quella del 24 agosto 2016, hanno fatto ritornare il panico. Ieri,  la prima di magnitudo Richter 5.4, è avvenuta alle ore 19.10, la seconda di magnitudo Richter 5.9, è stata localizzata alle ore 21.18.

Norcia e Preci in Umbria sono i comuni più danneggiati. Tanti i danni ai centri abitati, crolli di alcuni beni artistici e culturali. Si è registrato il crollo completo della Chiesa di San Salvatore a Campi (Norcia) e il crollo frontale parziale della Chiesa della Madonna delle Grazie a Preci. Nell’Abbazia di Sant’Eutizio, con la seconda scossa, il rosone è stato gravemente danneggiato. Ma, fortunatamente, nessun morto e nessun ferito.


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«I feriti e le vittime si evitano anche attraverso un lavoro costante di manutenzione ma anche di adeguamento e di miglioramento sismico. Lo ha detto la presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini, intervistata su Rai Tre, nella trasmissione di Agorà. Rimane il fatto ha aggiunto – che parliamo di centri storici che hanno in alcuni una storia millenaria, quindi di edifici che hanno molti secoli alle spalle. Agire in sicurezza in questi territori significa – ha spiegato Marini – fare molte azioni preventive, ma anche di restauro, di conservazione, di consolidamento, di messa in sicurezza e di interventi strutturali. Nonostante i danni si siano aggravati anche a Norcia e a Preci rispetto al 24 agosto se le persone sono in sicurezza, lo sono perché qui c’è una storia cinquantenaria, dal terremoto del 79, alle regole che l’Umbria si è data, fino alle ricostruzioni del 1997, ma anche all’attività ordinaria, hanno permesso di far sì che i danni e le lesioni agli edifici anche gravissimi non si sono tradotti in ferite e vittime. La popolazione – ha concluso la presidente – ha acquisito tante competenze nella convivenza con il sisma. Il terremoto genera una paura che si scatena subito dopo e ci vuole un lungo periodo che questa venga assorbita. Oggi abbiamo a disposizione tecnologie, ricerca scientifica e metodi che le imprese e i professionisti utilizzano nelle costruzioni, nelle ristrutturazioni e nella gestione quotidiana dei fabbricati che ci permettono di elevare il grado di resistenza alla scossa sismica e quindi di convivenza anche con aree che sono a così alta intensità di rischio sismico, tuttavia per la popolazione non è facile».

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