Terremoto, M5s su casette di legno, i cittadini tutti attendono aiuti concreti

Con l'aiuto cruciale dell'Esercito, che venne mobilitato in forze, nel 1979 le tende giunsero in pochissime ore e i container poco dopo, pure nelle frazioni...

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Terremoto, M5s su casette di legno, i cittadini tutti attendono aiuti concreti. Da Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari – M5S Regione Umbria – La parola è d’argento, ma il silenzio è d’oro. Dalla Giunta Marini avremmo gradito soltanto i fatti dinanzi all’eloquente servizio di ieri su Italia 1 sullo stato di abbandono del patrimonio immobiliare pubblico, realizzato a seguito dell’emergenza legata al sisma del 1997. Avremmo desiderato una concretezza rispettosa della sofferenza di migliaia e migliaia di conterranei sfollati. Avremmo voluto una presa di coscienza autentica e tangibile sulle tante anomalie reiteratamente denunciate dai residenti.

Sin dal 24 agosto, uno tra gli auspici più ripetuti in Aula, a Perugia, è stato: mettiamo queste preziose casette di legno immediatamente a disposizione delle popolazioni colpite. Cosa è accaduto, invece? Da allora si sta procedendo con non-soluzioni, addirittura velando -finché è stato possibile- le grandissime difficoltà già all’epoca esistenti con l’impresentabile pretesto del rilancio turistico -pur a eventi sismici in corso.

Dopo il catastrofico terremoto del 30 ottobre, l’organizzazione dell’emergenza -già in crisi- è completamente saltata: lo abbiamo verificato sul campo anche ieri. Coloro che sono rimasti si stanno arrangiando come possono.
La Protezione Civile regionale è infatti allo stremo e i volontari non bastano, nonostante il servizio venga erogato per una comunità locale oggi molto ‘piccola’, giacché ampiamente svuotata di centinaia e centinaia di famiglie, riallocate anche molto lontano, con enormi problemi per la continuità operativa delle imprese e dei servizi pubblici. I lavoratori sono infatti costretti a un estenuante, quotidiano, pericoloso pendolarismo: altro che “si sta meglio in hotel!”. Certe affermazioni sono fuori dalla realtà.

La tragedia è grande, ma a maggior ragione adesso occorrono umiltà e memoria storica. Con l’aiuto cruciale dell’Esercito, che venne mobilitato in forze, nel 1979 le tende giunsero in pochissime ore e i container poco dopo, pure nelle frazioni e addirittura anche tramite gli elicotteri, visto che allora, come oggi, le strade erano quasi tutti interdette e pressoché non transitabili per i TIR: le comunità, dunque, possono e devono restare in loco o nelle vicinanze, senza sradicamenti e senza altri traumi. Bisogna soltanto che la politica lo voglia e organizzi il dispositivo tecnico necessario. Come e meglio di 40 anni fa.

Dal Governo e dalla Regione i cittadini tutti attendono aiuti concreti in favore delle popolazioni terremotate. La pazienza sta finendo e sterili polemiche contro i giornalisti non portano da alcuna feconda parte.

Rivolgiamo infine un pensiero carico di sentimento a tutte le persone colpite. E il nostro ‘grazie’ sarà sempre troppo poco per coloro, per i tanti, che, in totale silenzio e spesso sopra le forze, stanno continuando a prestare da oltre due mesi il proprio rilevantissimo contributo in favore dei nostri fratelli più sfortunati.

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