Terremoto Centro Italia, la situazione a Norcia il giorno dopo

La situazione è molto complessa: a Norcia, per fortuna, non ci sono vittime ma ci sono crolli, danni gravi agli immobili, ai beni culturali

Terremoto Centro Italia, la situazione a Norcia il giorno dopo. Notte relativamente tranquilla a Norcia ma resta la preoccupazione per lo sciame sismico che segue la forte scossa di terremoto di magnitudo 6 che alle 3:36 di ieri ha colpito, oltre ad Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto, ance la città di San Benedetto e altri comuni della Valnerina.

Norcia, dopo la costituzione immediata del C.O.C. (Centro Operativo Comunale) nei pressi dell’immobile e del parcheggio di porta Romana (Sala Polvalente – Piazzale Rosa Marucci), diventerà da questa mattina C.O.M., un Centro Operativo Misto di protezione civile per garantire processi decisionali collaborativi tra le varie funzioni (sanità, sociale, volontariato, telecomunicazioni…) ancora più immediati e rispondenti alle esigenze manifestate.

In questo modo sarà possibile ridefinire le “zone rosse”, le zone più colpite dal sisma che saranno presidiate di giorno e notte per impedire l’accesso nelle aree considerate pericolose per la pubblica incolumità in alcune vie del capoluogo, a Castelluccio e San Pellegrino, le due frazioni più colpite dal sisma.

A questo proposito il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, per evitare inutili pericoli, invita tutti i cittadini che devono recuperare nelle abitazioni lesionate effetti personali ed elementi di prima necessità a segnalare questa esigenza al Centro Operativo Comunale perchè saranno accompagnati dai Vigili del fuoco e potranno effettuare questa operazione in piena sicurezza.

La situazione è molto complessa: a Norcia, per fortuna, non ci sono vittime ma ci sono crolli, danni gravi agli immobili, ai beni culturali come la basilica di San Benedetto, la Cattedrale di Santa Maria, la chiesa della Madonna Addolorata, le chiese di San Pellegrino, Castelluccio e Frascaro.
In ogni caso è a tutti evidente che se non si piangono vittime questo è dovuto alla ricostruzione post-sisma del 1979 e del 1997 che ha fatto sì che le case non siano crollate sulla testa delle persone ma abbiano permesso loro di mettersi in salvo. Sono gli esperti a dire che “non è il terremoto ad uccidere, ma il crollo dei fabbricati”. Insomma, la ricostruzione effettuata a Norcia e in Valnerina dopo il terremoto del 1979 e quello che colpì l’Umbria e le Marche nel 1997 è una lezione da prendere in considerazione nella ennesima ricostruzione che questo territorio dovrà affrontare.

Nella prima riunione odierna del C.O.M. è stato fatto il punto della situazione evidenziando le criticità presenti a Castelluccio dove in questa prima fase di emergenza verranno utilizzate tende per coloro che sono rimasti nella frazione nella piena consapevolezza che nei prossimi giorni dovranno essere individuate soluzioni alternative per far fronte alla prossima stagione invernale. Altra criticità è presente a San Pellegrino dove, in questa prima fase è stata allestita una cucina da campo e una tendopoli per 70 posti letto. A Norcia oltre al centro di accoglienza di 140 posti letto allestito al palazzetto del tennis e dotato di cucina da campo si sta creando un secondo punto di accoglienza presso la palestra B1 della scuola media.

Nella fase dell’emergenza è stata trovata una soluzione anche per gli anziani ospiti dell’Istituto Lombrici con l’allestimento di tre tende, servizi igienici e un presidio medico. Sono state trovate soluzioni anche per 18 disabili gravi e anziani in difficoltà. In ogni caso presso il C.O.M. è sempre attiva una fnzione di supporto per la sanità, l’assistenza sociale e l’assistenza alla popolazione.

La Regione Umbria e il comune di Norcia, in questa primissima fase dell’emergenza, hanno deciso di non richiedere l’intervento della Protezione Civile Nazionale e stanno cercando di operare con le proprie forze al fine di non gravare sulla macchina nazionale dei soccorsi data la drammatica situazione che gli abitanti di Arquata del Tronto, Accumuli ed Amatrice stanno vivendo. Un encomiabile esempio di solidarietà.

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