Primi d'Italia

Terni, vertice sugli inceneritori, si profila un documento unitario

LUNEDÌ 20 MARZO PROPOSTA NUOVA AUDIZIONE IN SECONDA COMMISSIONE CON ASSESSORE E TECNICI DELLA GIUNTA

Terni, vertice sugli inceneritori, si profila un documento unitario

Terni, vertice sugli inceneritori, si profila un documento unitario TERNI – La Seconda Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Eros Brega, si è riunita oggi a Terni presso il Palazzo della Provincia per ascoltare in audizione i rappresentanti di Arpa Umbria, Usl Umbria 2 e il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo sulla situazione degli inceneritori di Terni e in particolare quella relativa all’autorizzazione dell’impianto di ‘Terni Biomassa’. Dalla riunione è emersa, anche da parte dei consiglieri presenti, la necessità, di uno studio epidemiologico approfondito sullo stato di salute della Conca ternana dal punto di vista ambientale e sanitario. Solo in questo modo, è stato sottolineato in molti interventi, si potrebbe dare una base solida alle istituzioni e alla politica per poter prendere decisioni utili alla salvaguardia del territorio.

Per quanto riguarda la procedura di autorizzazione in corso per l’ampliamento dell’impianto di Terni Biomassa, dalle audizioni è emerso che sono stati abbassati i limiti di emissioni di sostanze inquinanti al minimo di quanto consentito dalla legge, a partire dalle polveri le cui emissioni sono state abbassate da 10 a 2,5 nanogrammi per mc. Per quanto riguarda l’eventuale ordinanza di chiusura degli impianti, che potrebbe essere messa in campo dal Comune, il sindaco, sollecitato dagli interventi di alcuni consiglieri, ha spiegato che non è possibile esprimersi per mancanza di dati aggiornati e ha chiarito che gli strumenti di legge a disposizione necessitano di percorsi precisi, con sostenibilità giuridica e correttezza nel percorso degli atti. Alla conclusione dei lavori il presidente Brega ha proposto che lunedì 20 marzo vengano ascoltati nuovamente in Commissione i dirigenti regionali e l’assessore Cecchini per poter arrivare ad una determinazione della commissione su questo tema, in maniera che possa essere portato un atto, auspicabilmente condiviso, alla seduta dell’Assemblea legislativa del 28 marzo.

GLI INTERVENTI
CRISTIANA SIMONCINI,
(dirigente controllo Arpa): “nel procedimento Aia, Arpa fornisce il rapporto istruttorio per l’impianto: analisi degli impianti per valutarne l’appropriatezza tecnica e stabilirne i limiti emissivi. Per Terni Biomassa, per la prima volta ci siamo trovati a valutare un documento tecnico con un doppio profilo: ingegneristico e sanitario. Per quanto ci riguarda abbiamo abbassato tutti i limiti emissivi al minimo della forchetta consentita dalla normativa. Per proseguire sarebbe necessario che le simulazioni degli scenari futuri siano allineate al nuovo quadro emissivo ipotizzato. Gli impianti di incenerimento hanno norme stringenti per i parametri relativi a: diossine, polveri, metalli e altri inquinanti. Nella prima istanza abbiamo dato valori abbassati del venti per cento rispetto allo scenario emissivo attualmente autorizzato. Successivamente abbiamo abbassato i limiti: 0, 05 nanogrammi per le diossine; 2,5 nanogrammi a mc per le polveri. Rispetto a ciò sarebbe opportuno che l’Asl faccia degli approfondimenti per stabilire il nuovo quadro emissivo autorizzato”.

IMOLO FIASCHINI (direttore generale Asl 2): “Esprimo soddisfazione per il lavoro comune tra Asl e Arpa, che ha portato a risultati di livello assoluto. Terni-Biomassa ha presentato un quadro emissivo, ma occorre fare un nuovo quadro epidemiologico relativo ai nuovi limiti fissati. È stato fatto un percorso autorizzativo conseguente alla normativa modificata. Non vedo quale altro quadro tecnico bisogna dare per decidere, comunque siamo a disposizione, nell’ambito delle procedure di legge. Noi diamo pareri tecnici e dopo si fanno i controlli, ma non ci si muove dalla normativa. Disponibili ad approfondire. Non abbiamo avuto ancora alcuna comunicazione dalla Giunta, ma se arrivasse l’input per uno studio epidemiologico più ampio ne saremmo sicuramente contenti poiché lo sollecitiamo da tempo. Non sono sicuro che i tempi previsti consentano di impattare sulla procedura in corso. Lo studio che viene richiesto inoltre è talmente ampio che servirà un supporto a livello nazionale. A un organo tecnico non si può chiedere di esprimersi con si o un no all’inceneritore, ma solo se i parametri sono all’interno dei limiti stabiliti dalla legge”.

LEOPOLDO DI GIROLAMO (Sindaco di Terni) ha spiegato che “al sindaco spetta la valutazione dell’impatto sulla salute della propria popolazione che possono determinare impianti di questo tipo. Se si verifica il superamento di certi livelli di emissioni può anche essere disposta la temporanea chiusura. Nello specifico stiamo parlando della modifica di una autorizzazione già concessa. Arpa, sulla base del report stilato dalla Asl, ha richiesto un abbassamento dei limiti previsti per le emissioni. In assenza di uno studio epidemiologico sulla Conca ternana non si può procedere con altri atti, considerato anche che lo studio ‘Sentieri’ fa riferimento ad anni fa, in un periodo quando la situazione ambientale era molto diversa. Per approfondire le condizioni attuali ci sono due proposte: lo studio dell’Università di Perugia sull’incidenza dei fattori ambientali nell’incremento delle malattie neoplastiche, e quello della Usl che dovrebbe coinvolgere vari soggetti interessati. L’assenza di dati recenti viene sottolineata nella stessa domanda presentata da ‘Terni Biomassa’ e solo quando li avremo potremo intraprendere percorsi di miglioramento, con atti certi e giuridicamente validi, del carico ambientale sulla Conca. E senza un approfondimento scientifico che dimostri la correlazione tra emissioni e malattie non si può procedere ed agire sulle fonti emissive. Con gli elementi attualmente disponibili non è possibile emettere alcuna ordinanza”. Molteplici le domande ed i chiarimenti richiesti dai commissari presenti sulla situazione ambientale della Conca ternana.

Andrea LIBERATI (M5S) dopo aver auspicato, tra l’altro, “approfondimenti sulle procedure in corso”, ha detto che “Terni ha perso il futuro. E mentre si parla sempre più di un Industria 4.0 da noi si continua a parlare di incenerimento. Basta con questo teatrino infinito. Annuncio forme di disobbedienza civile se non ci sarà rispetto vero per la nostra comunità”.

Per Raffaele NEVI (FI) “è stato perso troppo tempo per dare vita ad uno studio epidemiologico più approfondito e più serio. Non c’è più tempo da perdere. Tutti gli attori impegnati su questo tema devono mettersi insieme per capire cosa fare nel presente e nel futuro”.

Emanuele FIORINI (Ln) ha puntato il dito su “una situazione paradossale dove si assiste ad continuo rovesciamento delle responsabilità. È arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, ognuno deve apportare un contributo per salvaguardare l’ambiente e la salute ed il sindaco deve essere il primo a imporsi e a pretendere studi seri”.

Andrea SMACCHI (Pd) ha ribadito che “come Regione abbiamo sempre ribadito il no a nuovi inceneritori. La questione ambientale è una cosa è seria. Serve rispetto per la comunità e per il territorio ed in questo Regione e Comune, insieme agli soggetti interessati devono fare gioco di squadra”.

Claudio RICCI (Rp) ha detto che serve “una cabina di regia che possa lavorare su una situazione aggiornata rispetto ai dati attuali. Servono nuovi strumenti per misurare in maniera più precisa i nuovi parametri ambientali. Servono ovviamente risorse e professionalità ben definite”.

In conclusione il presidente BREGA ha rimarcato, tra l’altro, che “gli alibi sono ormai finiti per tutti. In questo territorio è suonata la campanella”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*