Tagina, ultima chiamata, le Segreterie Territoriali Regionali dei sindacati, vendere [Foto]

Ieri all’incontro in Regione, alla presenza tra l'altro anche di Confindustria (era ora!), Gepafin, Comune di Gualdo e Sviluppumbria

Tagina, ultima chiamata, le Segreterie Territoriali Regionali dei sindacati [Foto]
Operai Tagina riunione di ieri sera

Tagina, ultima chiamata, le Segreterie Territoriali Regionali dei sindacati, vendere [Foto]

I tempi sono sempre più stretti e l’unica possibilità di rilancio della Tagina passa per una sua cessione, unica possibilità di salvataggio che si deve realizzare nel più breve tempo possibile. L’azienda ancora oggi ha tutte le caratteristiche per essere rilanciata sul mercato nonostante problemi di carattere finanziario che gli istituti di credito non hanno ritenuto tamponare.

Il nuovo Impianto di produzione, la  professionalità dei dipendenti e un buon portafoglio clienti sono un grande biglietto da visita dell’azienda che è appetibile a tanti soggetti del settore ceramico italiano e mondiale;  il suo marchio è noto come marchio di qualità.

Ieri all’incontro in Regione, alla presenza tra l’altro anche di Confindustria (era ora!), Gepafin, Comune di Gualdo e Sviluppumbria, abbiamo constatato la disponibilità da parte della Regione a mettere in campo, ovviamente al verificarsi di determinate condizioni, tutti gli strumenti a favore della ripresa produttiva e quindi dei Lavoratori.  Con l’ultima legge di bilancio, inoltre, ci dovrebbe essere la possibilità di accedere per un buon periodo ad ulteriori ammortizzatori sociali, utili per la ripresa dell’attività ed il mantenimento dei posti di lavoro.

Lo ribadiamo ancora una volta: tutti i tentativi di salvare l’azienda devono essere fatti, a maggior ragione in presenza di un mercato, quale quello ceramico in forte ripresa, a differenza di quello umbro che sconta ancora le note difficoltà

A seguito anche delle considerazioni sopra riportate, a valle dell’incontro di ieri i lavoratori riuniti per circa tre ore in in assemblea serale, insieme ai loro rappresentanti sindacali hanno discusso e concordato a larga maggioranza di mantenere viva l’azienda, consentendo oggi le spedizioni di alcune importanti commesse, fermo restando lo stato di agitazione, in attesa che atti concreti possano garantire futuro e occupazione su questo territorio fortemente provato dalla crisi degli ultimi 10 anni.

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