Stalker arrestato a San Giustino, perseguitava ex convivente

L’uomo, dopo continui pedinamenti, tantissimi messaggi e telefonate è arrivato anche a minacciarla

Molestava la sua ex convivente, ai domiciliari 35enne

Stalker arrestato a San Giustino, perseguitava ex convivente. I Carabinieri della Stazione di San Giustino ieri pomeriggio hanno arrestato un 35enne italiano del posto dopo che lo stesso, nonostante fosse già in atto la misura cautelare del divieto di avvicinamento, continuava imperterrito a molestare la sua ex convivente.

L’uomo, dopo continui pedinamenti, tantissimi messaggi e telefonate è arrivato anche a minacciare pesantemente la donna che, presa dalla disperazione, si è rivolta ai militari i quali dopo una serie di accertamenti ed ottenuto i dovuti riscontri hanno richiesto ed ottenuto dal Giudice un provvedimento di arresto mettendo ai domiciliari l’uomo riportando così un po’ di serenità alla donna che ha anche una figlia in tenera età avuta dalla relazione con lo stalker.

Il nostro codice penale prevede il reato di stalking (dal termine inglese “to stalk” = fare la posta, braccare la preda); con esso si intendono tutte le condotte persecutorie (es.: comportamenti invadenti, di intromissione, con pretesa di controllo, minacciando costantemente la vittima con telefonate, messaggi, appostamenti, ossessivi pedinamenti) verso una persona e che interferiscono nella vita privata della stessa.


Lo stalking è un reato per tutelare i soggetti che subiscono una serie di atteggiamenti e comportamenti da parte di un individuo (cosiddetto stalker) che si  manifestano in persecuzioni e provocano uno stato d’ansia e paura compromettendo, in tal modo, il normale svolgimento della vita quotidiana.

Tutela delle donne (femminicidio)Torna su 

Di recente sono state introdotte nuove misure per il contrasto della violenza che prevedono una maggiore tutela delle donne, ma anche misure di prevenzione.
Sono stati introdotti tre nuovi tipi di cd. aggravanti (ossia specifiche circostanze nella commissione del fatto e che incidono sulla determinazione della pena):

  1. quando il fatto è consumato ai danni del coniuge, anche divorziato o separato o del partner pure se non convivente;
  2. per chi commette maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori su donne incinte;
  3. per la violenza commessa alla presenza di minori di 18 anni.

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