Sindaco di Perugia, Romizi: “Un 25 aprile e una festa della Liberazione che ci aiutino a non dimenticare”

di Marcello Migliosi (grazie alla collaborazione di Simona Cortona)
“E’ il mio primo 25 aprile come sindaco ed è una bella emozione”, ha esordito così Andrea Romizi. Il Primo cittadino di Perugia ha ricordato che: “Quest’anno ricorre il centenario della Grande Guerra  e oggi siamo qua insieme a celebrare il settantesimo anniversario della Liberazione”. Nell’arco di pochi anni, in sostanza, il nostro Paese ha subito dolorose perdite e profonde trasformazioni. “Tragedia immani – ha detto – storie da studiare, delle lezioni da imparare ed errori da evitare. Sono anni che per questa Repubblica anno una importanza fondamentale”. Il sindaco ha ricordato che è il 25 aprile è l’occasione per un ricordo, un riconoscimento verso le molteplici componenti che hanno animato il moto di riscatto patriottico e civile.   “Moto che è culminato – ha aggiunto – con la riconquista della libertà.

E’ la storia di uomini e donne che non hanno esitato ad impugnare le armi ed è la storia di formazioni partigiane che si sono costituite nelle città sulle montagne nelle campagne della nostra Italia.

Tutto formazioni – ha detto Romizi – che hanno contribuito in maniera determinante, insieme alle forze alleate, a liberare questo nostro Paese”. Andrea Romizi ha ricordato che si tratta della storia di ragazzi e ragazze tanto giovani che hanno scelto di donare la vita nei loro anni più belli. “E’ la storia di tanti militari – ha ricordato – che ad un certo punto hanno deciso di opporsi al regime nazifascista che occupava in maniera illegittima il nostro Paese. Tanti militari che hanno preferito i campi di concentramento in Germania piuttosto che collaborare con i nazisti. Ed è la storia anche di persone ed i eroi come Salvo D’Acquisto che ha dato la sua vita per salvarne tante altre.

Video di Simona Cortona

Ma è la storia di tanti, anche di noi, ti tanti nostri nonni, di tanti cittadini comuni, tanti eroi sconosciuti che in quegli anni protessero dei cittadini ebrei salvandoli dalle deportazioni e concorsero anche loro alla causa della libertà”.  Il ricordo di quanto accaduto, dei gesti eroici, delle vite perdute e della lotta per la libertà sono secondo il sindaco di Perugia dei grandi insegnamenti che rigettano ogni forma di sopraffazione e violenza.”Il rifiuto – ha detto – dell’indifferenza e dell’ignavia di fronte all’offesa e alla dignità dei popoli. Io credo – ha ribadito – che il 25 aprile per l’Italia sia la Festa della Liberazione, ma non è solo questo.

ll 25 aprile è il giorno in cui l’Italia decide di ricominciare e decide di farlo scegliendo un percorso il più comune e condiviso possibile. Aggregando – ha detto – soggetti e realtà che hanno provenienze diverse, ma con un unico obiettivo: quello di ridare delle prospettive e un futuro ad un Paese martoriato dalla guerra. Ed è quindi, credo, che è in questa direzione che serva  ancora lavorare tanto. Troppe sono ancora le divisioni, troppe le lacerazioni e troppi i momenti in cui noi anteponiamo gli interessi di parte a quelli del nostro Paese”. Il sindaco si è detto convinto che l’Italia meriti il recupero dello spirito di concordia.

“Quello spirito alto e unitario di un Paese – come diceva Ciampi – che non sempre siamo riusciti ad onorare. Dobbiamo quindi portare a compimento la riconciliazione che ne tempo si è avviata e che, però, non è mai stata avviata fino in fondo né portata a compimento”. Il sindaco di Perugia ci ha tenuto a sottolineare che per conciliazione non si intende “Mischiare le carte” e non distinguere chi stava dalla parte buona e chi combatteva, a volte anche in buona fede, dalla parte sbagliata.  “Conciliati – ha sottolineato – vuol dire anche perdonare e ricreare un rapporto di fratellanza e risentirsi di nuovo coesi e fratelli e soprattutto italiani”.

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