“Sbarre”, l’ultimo lavoro di Daniele Segre,  al carcere di Capanne a Perugia

da Leonardo Mala
PERUGIA – Toccante e intensa giornata, all’interno del carcere di Capanne, per il PerSo Film festival, la rassegna di film documentari che domenica chiuderà la sua edizione numero zero. I detenuti del penitenziario hanno potuto vedere in anteprima nazionale (c’è stata un’unica proiezione al carcere di Foggia, ma in forma ancora più privata) “Sbarre”, l’ultimo lavoro di Daniele Segre, tra gli autori più affermati nella cinematografia del sociale e protagonista della prima retrospettiva del Perugia Social Film Festival. Una fama che i detenuti di Capanne hanno legittimato, apprezzando con lunghi applausi la verità e l’onestà intellettuale del lavoro di  Segre.

Oltre alla proiezione, i detenuti hanno ascoltato la commovente e incisiva testimonianza di Salvatore Striano, detenuto per dieci anni e libero da otto, diventato un attore professionista dopo i successi ottenuti con i fratelli Taviani e il loro “Cesare deve morire”, Orso d’Oro a Berlino, e con “Gomorra” di Matteo Garrone.

Applausi e qualche lacrima dai carcerati per l’incoraggiamento ricevuto da Striano, scevro da toni retorici e desideroso di comunicare quanti miracoli possa fare un libro e la cultura in genere dentro un carcere e di come sia necessario incoraggiare i detenuti verso questa attività, per riempire non solo di spazio ma anche di senso le lunghe ore di detenzione e i grandi disagi che si vivono nelle carceri italiane.

Assolutamente apprezzabile e coraggiosa la scelta della direttrice dell’istituto penitenziario di Capanne, Bernardina Di Mario, che si è detta disponibile ad accogliere le richieste del PerSo di coinvolgere i detenuti nella selezione e nella commissione di giuria della prossima edizione del Festival, finalmente nella sua veste di premio e concorso.

Oggi il festival si chiude con il conegno di Libera sulle ludopatie, preceduto dalla proiezione del cortometraggio “All in” di Marco Valerio Carrara, quindi un’altra opera di Segre, “Vecchie”  (ore 15) e di seguito il corto di Silvia Cutrera “Vite indegne” (17,15), l’applauditissimo “Il libraio di Belfast” di Alessandra Celesia (18,00), Excim Teaser  di Andrea e Ivan Frenguelli sulle controculture perugine e gran finale con una delle opere più dense di Stefano Rulli, direttore artistico del Festival, e il suo “Un silenzio particolare”, proiettato a Venezia quattro anni fa e considerato un piccolo caposaldo nell’ambito della cinematografia sociale.

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