Sanità: liste di attesa; Marini: “Un piano per rispondere alla salute dei cittadini”

FILEdalMEDICOPERUGIA – “Sappiamo che è una sfida molto importante, ma vogliano provare a cogliere l’obiettivo di contribuire a dare agli umbri una migliore risposta ai bisogni di salute, abbattendo drasticamente i tempi delle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie di specialistica e diagnostica programmate”. E’ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, durante l’incontro con i giornalisti, convocato questa mattina a Perugia, a Palazzo Donini, nel corso del quale è stato illustrato il Piano straordinario per i tempi d’attesa, adottato proprio questa mattina dalla Giunta regionale. “In Umbria – ha affermato la presidente – abbiamo un modello di governance della sanità che per efficienza, qualità e sostenibilità economica rappresenta una eccellenza nel Paese, come conferma ancora oggi uno studio pubblicato dal Sole 24 Ore, dal quale emerge come la Regione Umbria sia l’unica in Italia a non aver mai registrato, dal 2007, alcun disavanzo in sanità”.

“E’ pur vero che anche in Umbria – ha affermato la presidente -, come anche in moltissime altre regioni italiane, c’è una criticità relativa ai tempi di attesa eccessivi per alcune prestazioni sanitarie, soprattutto quelle diagnostiche e di specialistica. Con il Piano intendiamo abbattere questi tempi al fine di offrire, anche in questo settore, un servizio più coerente con i bisogni di salute dei cittadini che in ogni caso hanno comunque un elevatissimo livello di fiducia nella qualità e affidabilità complessiva della sanità regionale. Con questo piano – ha aggiunto la presidente – intendiamo mettere a punto un nostro ‘modello’, una sperimentazione su scala regionale che potrebbe rappresentare anche una buona pratica per le altre regioni. Tra gli obiettivi che ci siamo posti anche quello di ricondurre entro il limite massimo di 30 giorni il tempo di attesa per il primo accesso alle  prestazioni”.

Il piano prevede l’allungamento dell’orario di utilizzo delle strutture diagnostiche; operatività delle stesse strutture estesa anche al sabato ed alla domenica; il “recalling” automatico dei cittadini che hanno effettuato una prenotazione sia come occasione per ricordare l’appuntamento fissato, sia eventualmente per il suo annullamento; un numero telefonico unico per le disdette; maggiore coinvolgimento ed utilizzo delle strutture private – nell’esclusivo ambito regionale –  convenzionate con il servizio sanitario pubblico, mentre è già operativo l’accordo con Poste Italiane per il pagamento on-line di tutte le tariffe per prestazioni prenotate tramite CUP.

La presidente Marini ha quindi riferito che entro il prossimo 10 settembre i direttori generali delle aziende sanitarie ospedaliere e delle aziende sanitarie locali dovranno predisporre i relativi piani aziendali, così che già dal prossimo autunno il piano possa essere completamente operativo.

Il Piano Straordinario per il contenimento delle liste di attesa che la Regione Umbria ha approvato, in accordo con le Aziende sanitarie e le organizzazioni sindacali di categoria, definisce le modalità operative per governare la crescente domanda di prestazioni sanitarie che porta all’aumento di liste e tempi di attesa. Obiettivo del Piano è individuare il reale bisogno di salute riducendo l’inappropriatezza, così da garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA) a tutti gli assistiti, in tempi adeguati. La Regione Umbria ha attivato negli anni progetti o programmi finalizzati  alla gestione delle liste di attesa per le prestazioni di specialistica ambulatoriale in coerenza con le indicazioni formulate a livello nazionale. Le Aziende USL ed Ospedaliere della Regione dovranno produrre in attuazione del piano approvato dalla Regione entro il 10 settembre prossimo i propri Piani attuativi aziendali, delineando specifiche azioni di intervento nell’ambito di quattro specifiche aree relative alla domanda di prestazioni sanitarie, identificando i reali bisogni di salute; all’offerta di prestazioni sanitarie, rispondendo ai bisogni di salute; ai sistemi di monitoraggio, controllo e valutazione  e alla informazione e comunicazione ai cittadini e agli operatori del servizio sanitario regionale.

In particolare, per quanto riguarda:

1) la domanda di prestazioni sanitarie, identificando i reali bisogni di salute:

è rafforzata l’applicazione dei Raggruppamenti di Attesa Omogenei – RAO alle prestazioni di primo accesso, garantendo l’esecuzione tempestiva delle prestazioni obiettivamente prioritarie per importanza ed urgenza, in base al bisogno clinico rilevato, già applicata in passato per alcune prestazioni critiche.

Le classi di priorità d’accesso previste nella nostra Regione sono: priorità “U” (urgenza differibile prestazione da erogare entro i 3 gg), priorità “B” (prestazione da erogare entro i 10 gg) priorità “D” (prestazione da erogare entro i 30/60 gg), priorità “P” (prestazione programmata).

  • Per le prestazioni specialistiche critiche e con alto impatto economico in termini di risorse impiegate, vanno introdotte (oltre ai RAO) indicazioni prioritarie;
  • Per la Diagnostica per immagini, nelle TC e RM vanno previste condizioni di erogabilità;
  • Va previsto una graduale eliminazione dalle agende della classe di priorità “P” considerato che dai monitoraggi si rileva che in questa fascia si riscontrano per il 90% prestazioni di secondo accesso e follow up;

Va infine ridefinito il percorso dell’emergenza/urgenza e dell’urgenza differibile per i pazienti esterni per ridurre gli accessi impropri nei Pronto Soccorsi e nei servizi ambulatoriali.

In merito a

2)l’offerta di prestazioni sanitarie, rispondendo ai bisogni di salute

Anche dal punto di vista dell’offerta è necessario assicurare l’appropriatezza nell’utilizzo delle risorse, umane e strumentali, messe a disposizione dalle Aziende per l’erogazione dei livelli essenziali e appropriati di assistenza.

  • Vanno garantiti i percorsi diagnostico-terapeutici e riabilitativi (anche pediatrici) per la presa in carico del paziente, realizzando l’integrazione tra i professionisti e i livelli di cura, la continuità degli interventi e l’ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse.  Tale modalità organizzativa si rende necessaria, in particolare, per i malati cronici che rappresentano il 70% degli assistiti presenti nelle liste di attesa.
  • Va prevista la razionalizzazione/ottimizzazione dell’offerta delle prestazioni da parte delle Aziende Sanitarie tenendo conto sia delle effettive necessità assistenziali del territorio (bisogno) sia della domanda rilevata.
  • Laddove si riscontri un’offerta non adeguata, le Aziende dovranno:

–       prevedere l’apertura degli ambulatori specialistici, con lista di attesa più numerosa, i pomeriggi con orario prolungato fino alle 22, il sabato e la domenica;

–       prevedere turni di massimo utilizzo della strumentazione programmando una apertura di 12h/die con professionisti a turno provenienti anche da altre aziende sanitarie (integrazione ospedali-territorio, equipe multidisciplinari e multiprofessionali);

–       prevedere contratti a tempo determinato per giovani medici specialisti inoccupati/disoccupati;

–       rimodulare i budget con le strutture private accreditate;

–       prevedere in tutte le agende il riutilizzo dei posti nel caso si presentino annullamenti di prenotazioni garantendo una rassegnazione delle disponibilità alle priorità con più alta domanda per quella tipologia di agenda/prestazione (disponibilità in overbooking).

 Va inoltre riconosciuto il CUP integrato regionale come un servizio di fondamentale importanza nelle Aziende Sanitarie non solo per la sua visibilità e la funzione di “front office” che svolge nei confronti dell’utenza, ma anche per il ruolo che ora gli viene attribuito nel governo del sistema delle liste-tempi di attesa e nella partecipazione attiva ai controlli di appropriatezza delle prescrizioni e delle modalità di erogazione delle prestazioni. Punto cardine dell’incontro tra la domanda e l’offerta di prestazioni sanitarie è il back-office CUP che insieme ai responsabili aziendali della specialistica ambulatoriale assumono un ruolo chiave per il controllo e monitoraggio delle agende di prenotazione.

  • Vanno previsti percorsi di accoglienza e di garanzia di accesso alle prestazioni nel rispetto dei tempi massimi, attuando la presa in carico dell’utente qualora il sistema non offra disponibilità in base alla richiesta e snellendo alcune procedure amministrative.
  • Va previsto un numero telefonico UNICO REGIONALE per facilitare gli annullamenti e va esteso sul territorio regionale il servizio di recalling automatizzato che ricorda con un risponditore automatico gli appuntamenti e permette l’eventuale l’annullamento al momento del contatto.

Relativamente ai

3)sistemi di monitoraggio, controllo, valutazione

  • Va prevista l’omogeneizzazione del linguaggio prescrittivo;
  • Va ridefinito il processo prescrittivo-prenotativo-erogativo con formazione del personale del SSR e standardizzazione dei flussi di comunicazione interna ed esterna;
  • Va istituito un Nucleo Operativo Regionale di controllo sull’intera attività di specialistica ambulatoriale;
  • Vanno implementate revisioni periodiche dell’attività prescrittiva e delle erogazioni attraverso i flussi informativi regionali e nazionali.

Per quanto riguarda

4)l’informazione e comunicazione ai cittadini e agli operatori del SSR

Va condiviso e predisposto un Piano di Comunicazione Regionale sulle Liste di Attesa che standardizzi e renda efficace la comunicazione e l’informazione sia per i cittadini che per gli operatori.

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