Rapporto Mediacom043, comuni umbri in ripresa e quelli in crisi, ecco quali

Tra i comuni più grandi i peggio messi sono Spoleto, Umbertide, Foligno, Bastia Umbra e Gubbio. Assisi e Gualdo Tadino invece in netto recupero

Rapporto Mediacom043, comuni umbri in ripresa e quelli in crisi, ecco quali

 

1) Redditi complessivi 2015-2016 di professionisti e imprenditori di ditte individuali, i comuni umbri in ripresa e quelli ancora nel pieno della crisi: tra i municipi con più di 2mila abitanti 39 in ripresa e 19 ancora in piena crisi. Ecco quali. Ma tra i municipi più grandi, con più di 10mila abitanti, solo 5 su 18 sono in ripresa,  il che spiega perché, a livello regionale, anche nell’ultimo anno il reddito di professionisti e imprenditori di ditte individuali ha continuato a scendere (-1,3%).  Tra i comuni più grandi i peggio messi sono Spoleto, Umbertide, Foligno, Bastia Umbra e Gubbio. Assisi e Gualdo Tadino invece in netto recupero.

Il rapporto analizza le dichiarazioni dei redditi Irpef dal 2013 (anno di imposta 2012) al 2016 (anno di imposta 2015) dei lavoratori autonomi (in grandissima parte professionisti) e degli imprenditori di ditte individuali, sia a livello regionale che in ciascun comune umbro sopra i 2mila abitanti.

Ecco alcuni flash, oltre a quello dei comuni che appaiono in ripresa e di quelli che, sempre relativamente a questi redditi, appaiono ancora nel pieno della crisi.

2) Aggregato professionisti + imprenditori di ditte individuali, chi cala di più e chi di meno nei comuni umbri nel periodo 2016-2013. Segno più solo a Trevi, tra i comuni sopra 10mila abitanti il migliore è Assisi, il peggiore Todi. Male Spoleto. La media regionale dei redditi complessivi dichiarati da professionisti e imprenditori di ditte individuali tra il 2013 e il 2016 è -8,7% (da 948,5 a 865,9 milioni di euro in termini reali, -82,6 milioni).

3) Redditi complessivi dei soli professionisti comune per comune 2013-2016. Sorprese, ci sono 11 segni più. Ma tra i comuni con più di 10mila abitanti segno più solo a Castiglione del Lago, mentre Todi è ultimo anche in questa categoria professionale e Spoleto va giù. La media regionale è -8,1%. I redditi Irpef complessivi reali dichiarati in Umbria dai professionisti tra il 2013 e il 2016 sono infatti scesi da 458,7 a 421,6 milioni di euro, con una riduzione reale di 37,04 milioni.

4) Redditi complessivi dei soli imprenditori di ditte individuali dichiarati nei comuni umbri dal 2013 al 2016. Anche qui Trevi mostra il dsegno più, si aggiunge Deruta. Tutti gli altri in rosso, tra i municipi con più di 10mila abitanti bene Assisi e Bastia Umbra, ko Gualdo Tadino, Umbertide e Narni. In totale, in Umbria tra le dichiarazioni presentate nel 2013 e quelle del 2016 gli imprenditori di ditte individuali hanno perso il 9,3% del reddito complessivo reale, passando da 489,8 a 444,3 milioni di euro (-45,6 milioni).

5) Reddito medio aggregato professionisti + imprenditori di ditte individuali, qui la musica cambia: +4,3%. In corso una selezione darwiniana, crolla il numero degli operatori economici, ma chi è rimasto in media guadagna di più ed è più forte. Redditi medi in volo a Fossato di Vico e Deruta, tra i comuni sopra 10mila abitanti segni meno solo a Todi e Umbertide.

Dopo aver fornito, nell’ultimo Rapporto di Mediacom043 l’andamento del fatturato delle Partite Iva (comprese le imprese) in tutte le regioni italiane nel periodo 2016-2009 (anno di imposta 2015-2008), ecco invece il quadro dei redditi Irpef di lavoratori autonomi (nella stragrande maggioranza si tratta di professionisti) e imprenditori di ditte individuali in tutti i comuni umbri sopra i 2mila abitanti.

I dati, come i precedenti relativi al fatturato, sono stati forniti dal ministero dell’Economia e delle Finanze, ma a differenza di quelli del fatturato riguardano le dichiarazioni dei redditi presentate tra il 2016 (relative all’anno di imposta 2015) e il 2013 (anno di imposta 2012). Il periodo temporale di analisi più breve rispetto a quello dei fatturati deriva dal fatto che il Ministero, prima delle dichiarazioni presentate nel 2013, non suddivideva i redditi per categorie professionali, ma forniva solo quelli complessivi per scaglioni.

Note

Da segnalare, al fine di una corretta lettura delle 12 tabelle allegate (di cui le più importanti sono le prime tre), alcuni elementi.

Il primo è che vengono analizzati gli andamenti dei redditi di lavoratori autonomi e partite Iva nei comuni umbri sopra 2mila abitanti. La decisione di eliminare i comuni sotto i 2mila abitanti è stata presa dai datajournalis di Mediacom043 perché, in comuni troppo piccoli, le variazioni dei redditi complessivi e di quelli medi sono poco significativi, sia al rialzo che al ribasso, per l’esiguità della base del numero di operatori economici e quindi del reddito complessivo, che può dare origini a maxi rialzi o maxi ribassi che sono tuttavia poco indicativi. In generale, quindi, anche per i comuni sopra 2mila abitanti, che più è basso il numero della popolazione, e quindi di attività economica, meno significativo è il dato.

Il secondo, in riferimento al Rapporto precedente sui fatturati, è che in questo caso la platea è più piccola, perché parliamo di redditi Irpef imputabili a lavoratori autonomi e imprenditori di ditte individuali escludendo quindi le altre imprese il cui regime fiscale, essendo sottoposte all’Ires, è assai più complesso di quello delle ditte individuali e per le quali l’esame del reddito Irpef imputabile all’imprenditore è poco significativo (facendo apparire l’imprenditore assai più povero di quello che in realtà è), cosa che invece non accade per gli imprenditori di ditte individuali.

Il terzo è che, benché nelle tabelle vengano forniti i dati relativi ai comuni umbri sopra i 2mila abitanti, il dato totale regione contiene anche i dati di queste realtà più piccole e quindi rappresenta effettivamente il totale regionale.

Le chiavi di lettura del Rapporto

  1. A) Quello che, in estrema sintesi, emerge dal rapporto è che l’aggregato complessivo (lavoratori autonomi, in grandissima parte come detto professionisti, e imprenditori di ditte individuali) presenta in Umbria un grosso calo del reddito reale (ossia depurato dall’inflazione) tra le dichiarazioni presentate nel 2016 (anno di imposta 2015) e quelle presentate nel 2013 relative all’anno di imposta 2012). Il reddito complessivo di lavoratori autonomi (che da questo momento, visto che i professionisti rappresentano la gran parte dei lavoratori autonomi, chiameremo per maggiore chiarezza professionisti) e imprenditori di ditte individuali è infatti sceso del 14,2%, passando dai 948,5 milioni di euro dichiarati nel 2016 agli 865,9 milioni del 2016, lasciando quindi sul campo ben 82,6 milioni di euro.
  2. B) Ma se si guarda all’importo medio delle dichiarazioni dei redditi si scopre che questo è invece aumentato, sempre in termini reali, da 21mila 702 euro nel 2013 a 22mila 645 euro nel 2016 +942mila euro), con un incremento del 4,3%. Questo perché, nel frattempo, il numero di professionisti e imprenditori di ditte individuali è sceso da da 43mila 706 operatori del 2013 a 8mila 239 del 2016, co un calo di 5mila 467 operatori (-12,5%). Questo, seppure come vedremo in misura diversa, vale sia per i professionisti che per gli imprenditori di ditte individuali.

In sostanza, quindi, la perdita del reddito complessivo è stata molto forte – e decisamente superiore alla media nazionale, come già visto per il fatturato – ma le realtà economiche rimaste appaiono più robuste, come appunto dimostra l’aumento del reddito medio. Uno tsunami che da un lato ha certamente impoverito la regione, ma che dall’altro fa emergere una maggiore robustezza di chi è sopravvissuto. Una selezione darwiniana dura, insomma, sulla quale andrebbe aperto un dibattito pubblico – che in Umbria purtroppo appare quasi inesistente – per cercare di capire ciò che è accaduto e quindi, alla luce di ciò che è accaduto, dove deve indirizzarsi la programmazione economica regionale e se sia il caso di pensare a una nuova programmazione o se invece non sia meglio continuare a lasciare fare al mercato i cui criteri spontanei di selezione, come visto, sono durissimi.

  1. C) Va anche detto che, a ben guardare, su questo aspetto cruciale si rileva un andamento diverso, nell’entità ma non nella direzione dei fenomeni, tra professionisti e imprenditori di ditte individuali. Il calo del numero di operatori, come si può osservare nelle tabelle da 10 a 12, tra il 2013 e il 2016 è molto più forte per le ditte individuali (-14,2%) che per i professionisti (-9%) e di conseguenza il calo del reddito complessivo è più forte per le ditte individuali (-9,3%) che per i professionisti (-8,7%). Questa diversità nella forza della selezione darwiniana fa sì che il reddito medio Irpef in termini reali aumenti per gli imprenditori di ditte individuali (+5,8%) e scenda per i professionisti (-3,1%). Ciò potrebbe far temere che la selezione darwiniana per i professionisti sia destinata ad essere più lunga, nei prossimi anni, rispetto a quella delle ditte individuali.
  2. D) Infine, sempre in sintesi, va colto un altro elemento guardando all’ultimo anno disponibile, quello intercorrente tra le dichiarazioni Irpef presentate nel 2016 e quelle presentate nel 2015 (tabelle 7, 8 e 9 per i redditi e tabelle 10, 11 e 12 per il numero di operatori). Qui si evidenzia che il reddito reale complessivo continua a scendere (-1,3%, con una piccolissima differenza tra professionisti e imprenditori di ditte individuali), come continua e anzi si accelera la diminuzione degli operatori (in un anno ne sono scomparsi bel 3mila 676, pari a -8,8% di quelli totali, di cui -4,7% per i professionisti e -9,1% per le ditte individuali) e quindi il reddito Irpef medio reale per operatore continua ad aumentare in modo significativo, almeno per gli imprenditori di ditte individuali rimasti in campo. Insomma, la selezione darwiniana non solo non accenna ad essere terminata, ma ani accelera: molto meno realtà economiche, ma più robuste. E, come detto, la selezione dei professionisti potrebbe proseguire di più rispetto a quella delle ditte individuali.
  3. E) I dati dell’ultimo anno considerato (vedere tabelle da 7 a 9) fanno anche capire in quali comuni umbri il reddito Irpef complessivo di professionisti e imprenditori di ditte individuali sia in ripresa e in quali invece la crisi continua a bruciare reddito di queste categorie. Va detto subito che, tra i 58 municipi umbri con più di 2mila abitanti, 39 appaiono in ripresa e 19 ancora in piena crisi. Da rilevare che, tra i 18 comuni umbri con più di 10mila abitanti, solo 5 appaiono in ripresa per quanto riguarda i redditi di professionisti e imprenditori di ditte individuali. Un dato che determina il calo dei redditi di queste due categorie anche nell’ultimo anno (-1,3%).

Ad esempio, segnali interessanti di ripresa arrivano da Fossato di Vico, Campello sul Clitunno, Trevi, Deruta, Panicale, Amelia, Assisi, Gualdo Tadino. Crisi quasi terminata a Perugia, Orvieto, Magione, mentre prosegue molto forte a Cannara, Spello, San Gemini, Norcia (il dato non risente del colpo del terremoto, perché riguarda le dichiarazioni 2016 relative ai redditi percepiti nel 2015, quindi pre-sisma), Spoleto, Città della Pieve e così via. Interessante, per ogni comune, è vedere l’andamento separato dei redditi complessivi dei professionisti e degli imprenditori di ditte individuali. In alcuni comuni, ad esempio, il reddito complessivo dei primi scende e dei secondi cala, o viceversa.

1) Redditi complessivi 2015-2016 di professionisti e imprenditori di ditte individuali, i comuni umbri in ripresa e quelli ancora nel pieno della crisi: tra i municipi con più di 2mila abitanti 39 in ripresa e 19 ancora in piena crisi. Ma tra i municipi più grandi, con più di 10mila abitanti, solo 5 su 18 sono in ripresa. Ecco quali, i peggio messi sono Spoleto, Umbertide, Foligno, Bastia Umbra e Gubbio. Assisi e Gualdo Tadino invece in neto recupero

Dei 58 comuni umbri considerati (quelli sopra i 2mila abitanti) dal rapporto di Mediacom043,in termini di redditi complessivi dell’aggregato professionisti + imprenditori di ditte individuali ne appaiono in ripresa 39 e ancora in piena crisi 19. Ma quelli ancora in crisi sono la maggioranza tra i municipi oltre 10mila abitanti, il che spiega perché, a livello regionale, anche nell’ultimo anno il reddito di professionisti e imprenditori di ditte individuali ha continuato a scendere (-1,3%).

I redditi (tabelle da 7 a 9) volano a Fossato di Vico (16,6%), Castel Giorgio (+11,2%), Campello sul Clitunno (+10,7%), Avigliano Umbro (+7,6%), Trevi (+7%), Deruta (+6,4%) e così via (tabella 7). I comuni in cui la crisi ancora ‘morde’ di più sono invece Collazzone (-17,9%), San Gemini (-12,8%), Citerna (-11,5%), Piegaro (-9,7%), Spello (-8,8%), Cascia (-7,6%), Norcia (-6,9%) e così via.

Tra i municipi umbri con più di 10mila abitanti chi è ancora più in crisi è Spoleto (-5,1%), quindi Umbertide (-3,7%), Foligno (-3,6%), Bastia Umbra (-3,6%), Gubbio (-3,5%), Castiglione del Lago (-3,1%), Corciano (-2,7%), Todi (-2,3%), San Giustino (-2,1%), Terni (-1,6%), Narni (-1,2%), Magione (-0,5%) e Perugia (-0,1%). A Orvieto il reddito reale di professionisti e imprenditori di aziende individuali non cala né cresce, mentre segnalano ripresa di questi redditi Assisi (+3,5%), Gualdo Tadino (+3,3%), Marsciano (+1,5%) e Città di Castello (+0,8%).

Per quanto riguarda l’intera Umbria, il segno è ancora meno (-1,3%), con 1,7 milioni i reddito Irpef di queste due categorie persi tra le dichiarazioni presentate nel 2015 e quelle del 2016.

2) Aggregato professionisti + imprenditori di ditte individuali, chi cala di più e chi di meno nei comuni umbri nel periodo 2016-2013. Segno più solo a Trevi, tra i comuni sopra 10mila abitanti il migliore è Assisi, il peggiore Todi. Male Spoleto

Come si può vedere nella tabella 1, l’unico comune in cui il reddito complessivo reale di professionisti e imprenditori di ditte individuali è aumentato tra le dichiarazioni presentate nel 2013 e quelle del 2016 è Trevi (+3,3%). Tutti gli altri comuni mostrano il segno meno, ma di intensità molto diversa: alle spalle di Trevi i dieci comuni migliori, anche se con il segno meno, sono Deruta (-1,7% di reddito reale), Campello sul Clitunno (-1,9%), Fossato di Vico (-2,9%), Assisi (-3,3%), Torgiano (-3,6%), Amelia (-3,9%), Arrone (-4,2%), Bettona (-4,2%, Passignano (-5,7%)e Giano dell’Umbria (-5,7%).

In coda, un disastro Castel Ritaldi (-28,2%), Collazzone (-23,5%), Bevagna (-21,5%), Sigillo (-19,%), Citerna (-18,1%), Cannara (-17,6%), Montefalco (-17,6%), Acquasparta (-16%), San Venanzo (-15,9%) e Nocera Umbra (-14,6%).

Tra i comuni con più di 10mila abitanti l’andamento migliore ad Assisi (come visto, -3,3%), quindi Bastia Umbra (-6%), Perugia (-7,1%), Marsciano (-7,1%), Gubbio (-7,2%), Castiglione del Lago (-7,2%), Corciano (-7,5%), Orvieto (-7,6%). In linea con la flessione media regionale Foligno (-8,7%), mentre sotto la media ci sono tra gli altri Terni (-8,9%), Spoleto (-10%), Città di Castello (-11%), San Giustino (-11,7%), Umbertide (-12,5%), Gualdo Tadino (-12,6%). Peggior risultatoi tra i i comuni sopra 10mila abitanti è quello di Todi (.13,3%).

Come detto, la media regionale dei redditi complessivi dichiarati da professionisti e imprenditori di ditte individuali tra il 2013 e il 2016 è -8,7% (da 948,5 a 865,9 milioni di euro in termini reali, -82,6 milioni).

3) Redditi complessivi dei soli professionisti comune per comune 2013-2016. Sorprese, ci sono 11 segni più. Ma tra i comuni con più di 10mila abitanti segno più solo a Castiglione del Lago, mentre Todi è ultimo anche in questa categoria professionale e Spoleto va giù.

Per quanto i redditi Irpef dei soli professionisti, tra le dichiarazioni 2013 e quelle 2016 (vedere tabella 2) mostrano il segno più Castel Viscardo (+17,2%), Bettona (+12,4%), Fossato di Vico (+10,9%), Fabro (+10,7%), Citerna (+10,3%). Gualdo Cattaneo (+8,7%), Pietralunga (+8,5%), Trevi (+6,4%), Valfabbrica (+2,2%), Castiglione del Lago (+1,3%) e Campello sul Clitunno (+0,6%).

In coda, un pianto a San Venanzo (-38,5%), Collazzone (-31%), Bevagna (-26,%), Cannara (-25%), Sigillo (-21,7%), Caste Giorgio (-20,1%), Panicale (-20,1%), Panicale (-20,1%), Castel Ritaldi (-19,2%), Todi (-17,7%), Cascia (-15,7%), Acquasparta (-15,6%) e Citt della Pieve (-15,5%).

Tra i comuni sopra i 10mila abitanti,  dopo Castiglione del Lago (l’unico con il segno più) ci sono Marsciano (-4,9%), Gualdo Tadino (-5,4%), Narni (-5,7%), Perugia (-5,8%), Foligno (-7,1%), Terni (-7,4%), Assisi (-7,5%). Sotto la media regionale (pari a -8,1%) Umbertide (-9,2%), Gubbio (-10,3%), Citt di Castello (-10,5%), Orvieto (-10,8%), Corciano (-11,1%), Magione (-11,1%), San Giustino (-11,8%), Bastia Umbra (-13,2%), Spoleto (-13,3%). Ultimo Todi (-17,7%).

La media regionale come detto è -8,1%. I redditi Irpef complessivi reali dichiarati in Umbria dai professionisti tra il 2013 e il 2016 sono infatti scesi da 458,7 a 421,6 milioni di euro, con una riduzione reale di 37,04 milioni.

4) Redditi complessivi dei soli imprenditori di ditte individuali dichiarati nei comuni umbri dal 2013 al 2016. Anche qui Trevi mostra il dsegno più, si aggiunge Deruta. Tutti gli altri in rosso, tra i municipi con più di 10mila abitanti bene Assisi e Bastia Umbra, ko Gualdo Tadino, Umbertide e Narni.

Per quanto riguarda i redditi reali complessivi 2013-2016 degli imprenditori di ditte individuali (vedere tabella 3) due soli comuni hanno il segno più: il primo è il solito Trevi (1,3%, l’altro è Deruta (+0,7%), che rappresenta una gradita sorpresa. Bene anche Bastia Umbra (-0,2%), Assisi (-0,3%), San Venanzo (-1,4%) e Torgiano (-1,7%). Quindi Campello sul Clitunno (-3,7%), Panicale (-3,8%), Giano dell’Umbria (-4%), Orvieto (-4%) e Corciano (-4,1%).

In coda il peggiore è Castel Ritaldi (-32,8%), quindi Citerna (-26,1%), Castel Viscardo (-23,3%, Fabro (-22,5%), Nocera Umbra (-20,9%), Montefalco (-19,8%), Collazzone (-19,1%) e così via (vedere tabella 3).

Tra i comuni con più di 10mila abitanti questa volta ultimo è Gualdo Tadino (-18%). Dietro la lavagna anche Umbertide (-14,8%), Narni (-14,4%), San Giustino (-11,6%), , Città di Castello (-11,3%), Castiglione del Lago (-11,3%), Terni (-10,7%) e Foligno (-10,5%), tutti sotto la media regionale (-9,3%). Todi (-9,3%) stavolta è in media regionale, Perugia non brilla (-9,1%), meglio fanno Marsciano (-8,6%), Spoleto (-7,8%), Magione (-6%), Gubbio (-4,7%), Corciano (-4,1%), Orvieto (-4%). Dei buoni risultati di Assisi e Bastia Umbra si è già detto.

In totale, in Umbria tra le dichiarazioni presentate nel 2013 e quelle del 2016 gli imprenditori di ditte individuali hanno perso il 9,3% del reddito complessivo reale, passando da 489,8 a 444,3 milioni di euro (-45,6 milioni).

5) Reddito medio aggregato professionisti + imprenditori di ditte individuali, qui la musica cambia: +4,3%. In corso una selezione darwiniana, crolla il numero degli operatori economici, ma chi è rimasto in media guadagna di più ed è più forte. Redditi medi in volo a Fossato di Vico e Deruta, tra i comuni sopra 10mila abitanti segni meno solo a Todi e Umbertide.

Come detto, in questi anni in Umbria c’è stata – ed è ancora in corso – una selezione darwiniana, con il crollo del numero di professionisti e imprenditori di ditte individuali (-12,5% il dato complessivo, -9% i professionisti e -14,2% le ditte individuali, vedere tabelle da 10 a 12), ma con l’aumento del reddito Irpef medio per operatore. Insomma, molti morti, ma chi è sopravvissuto si è irrobustito.

In testa, per aumento del reddito medio 2013-2016 dell’aggregato professionisti + imprenditori di ditte individuali (vedere tabella da 4 a 6), ci sono Fossato di Vico (+20,1%), Deruta (+13,7%), Castel Viscardo (+12,8%), Castel Giorgio (+11,3%), Trevi (+11,2%).

In coda Castel Ritaldi (-15,2%), Pietralunga (-8,7%), Collazzone (-7,6%), Sigillo (-7,3%), Bevagna (-6,9%, Acquasparta (-6,7%) e San Venanzo (-6,3%). Male anche Spello (-4,8%).

Tra i comuni umbri con più di 10mila abitanti ultimo è Todi, dove il reddito medio di professionisti e imprenditori di ditte individuali è sceso del 3,8%. In rosso anche Umbertide (-0,6%) e Città di Castello (-0,1%).

Sempre tra i comuni più grandi, primo per aumento Marsciano (+8,9%), seguito da Assisi (+7,1%), Castiglione del Lago (+6,9%), Narni (+6,9%), Perugia (+6,7%), Terni (+5,5%), Corciano (+5,4%), Orvieto (+4,4%), Foligno (+4,3%), Gubbio (+3,1%), , San Giustino (+2,8%), Magione (+2,6%), Bastia Umbra (+1,4%) e Spoleto (+1,3%).

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