Piccolo Carro: dopo la conferenza stampa del M5S arriva la diffida della Regione [VIDEO]

Che gli organi di controllo non sapessero, il M5S non ci crede

Gestione impianti sportivi Perugia, continua malcostume vecchia politica

Piccolo Carro: dopo la conferenza stampa del M5S arriva la diffida della Regione. La vicenda del Piccolo Carro tiene ancora banco e dopo la denuncia del M5S sulla grave inerzia degli organi di controllo, la Regione mette nero su bianco la diffida rivolta alla società cooperativa dallo svolgere “qualsivoglia attività sanitaria in quanto non autorizzata”, ai sensi della normativa regionale. La Regione, dopo avere nicchiato per mesi, è costretta anche a constatare, in premessa, che la società cooperativa autorizzata dal Comune di Perugia per lo svolgimento di attività socio-assistenziali in realtà svolge anche attività sanitaria direttamente, con proprio personale.

E ciò come denunciato dal M5S nella nostra regione non si può fare. La diffida riguarda, per quanto è a nostra conoscenza, le strutture site nel Comune Perugia, che sono il Gruppo appartamento “La Tribù” e la comunità educativa “L’Isola che non c’è”, entrambe site in località Ripa. Nonostante la diffida della Regione, a cui attendiamo che segua quella del Comune, che è l’ente deputato al rilascio delle autorizzazioni, quindi, al controllo e alla revoca, in caso di accertate difformità dell’attività svolta, il M5S continua a sostenere che le azioni degli enti competenti, Regione, in primis, e Comune siano tardivi. Risulta, infatti, che il Gruppo tecnico di controllo, già da luglio 2015, avesse segnalato che “le strutture gestite dalla cooperativa il Piccolo Carro…presentano una spiccata connotazione sanitaria accanto a quella socio-educativa…tale da travalicare le competenze attribuite …dal R.R. n. 8/2005″ e chiedevano l’intervento di Comuni e Asl. Perché a fronte di questa chiara segnalazione, gli enti di controllo si sono mossi solamente a marzo del 2016?

La cooperativa il Piccolo Carro, da molto tempo, accoglie ragazzi con problematiche di tipo sanitario, come i tragici fatti di cronaca dimostrano, e per il M5S la Regione non ignorava tale stato di cose, tanto che da una nota della Regione del maggio 2013 risulta letteralmente quanto segue: “…Si attesta che il Piccolo carro …è stato inserito nel Gruppo di lavoro n. 3 promosso dalla Regione Umbria – Giunta Regionale Direzione Salute, Coesione sociale e Società di conoscenza, in quanto soggetto titolare e gestore di comunità educativa a valenza terapeutica – a carattere residenziale per minori – al fine di individuare i profili di qualità dei servizi sociali e socio-sanitari per la definizione del percorso di accreditamento”. Si parla a chiare lettere di servizi socio-sanitari. E perché un privato viene inserito in un gruppo di lavoro dell’ente che deve disciplinare e controllare?

Che gli organi di controllo non sapessero, il M5S non ci crede. E se così fosse, la responsabilità sarebbe doppia, per avere strutturato sistemi di controllo inefficaci, di fronte a soggetti fragili: minori, bisognosi di assistenza sociale e sanitaria, che richiedevano invece la massima attenzione. In questo quadro, noto da tempo e su cui sono da tempo accesi i riflettori nazionali con la trasmissione Chi l’ha Visto, e locali, con plurimi articoli della stampa locale, il Sindaco Romizi, ad inizio giugno, si reca in visita alla comunità di Perugia, spendendosi in elogi, anziché chiedere la massima sollecitudine ai propri uffici perché si facesse chiarezza sulla vicenda.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*