Perugia, 10 febbraio, il Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’esodo Giuliano Dalmata FOTO E VIDEO

Il velo del silenzio è stato tolto e molto è stato fatto per ricordare

Perugia, 10 febbraio, il Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’esodo Giuliano Dalmata PERUGIA – “In questo Giorno del ricordo siamo chiamati a celebrare due tragedie strettamente connesse tra di loro, come l’eccidio delle Foibe e l’esodo di nostri connazionali dalle zone dell’Istria, della Dalmazia e da Fiume, che per troppo tempo sono state silenziate e fuori dai libri di storia. Ora, il velo del silenzio è stato tolto e molto è stato fatto per ricordare, benché restino ancora sacche di ostruzionismo e riduzionismo di quegli eventi. ” Con queste parole, il presidente del Consiglio comunale Leonardo Varasano ha aperto questa mattina l’incontro dedicato alle Foibe e all’esodo dei cittadini di lingua italiana dall’area Giuliano-Dalmata, che si è tenuto alla Sala dei Notari.

Rivolto quindi ai ragazzi presenti, Varasano ha anche spiegato che il significato di questa giornata, istituita per legge nel 2004 ha un doppio significato: “da un lato, didattico, per saper accogliere queste tragedie come parte integrante della storia del nostro paese, dall’altro, umano, perché sempre di più si difenda la dignità umana sempre.” All’incontro sono intervenuti anche il Prefetto di Perugia Cannizzaro e l’Assessore alla Cultura del Comune Maria Teresa Severini. “Non potevo non essere qui oggi –ha detto il Prefetto di Perugia, Cannizzaro- perché voglio lanciara a questi ragazzi un messaggio ben preciso, ovvero che i fatti drammatici come questo, non hanno ideologia o colore, sono, piuttosto, distorsioni della politica che accomunano molti popoli anche oggi. A voi –ha proseguito il Prefetto rivolgendosi ai giovani- dico che dovete avete la cultura dei fatti, dovete comprendere per poter apprestare difese forti, basate sulla condivisione.”

Nel racconto e nella spiegazione di quei drammatici fatti sono poi entrati gli esperti -il Prof. Giovanni Stelli della Società Studi Fiumani, Franco Papei dell’Associazione Venezia Giulia Dalmazia e Raffaella Rinaldi, in rappresentanza del Comitato 10 febbraio- che hanno aperto una finestra storica, ma anche sociale e culturale su quella triste pagina di storia italiana.

L’esodo di italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia sotto lo spettro della pulizia etnica delle milizie jugoslave e lo spettro delle foibe, avviata già durante la guerra e proseguita dopo la firma del Trattato di Parigi, il 10 febbraio 1947, ha riguardato il 90% della popolazione, con un significativo cambiamento dell’identità culturale di quelle terre, dove –come ha ricordato il Prof. Stelli- fino all’800 hanno convissuto etnie e popoli diversi, ma l’italianità linguistica e culturale era prevalente. La società di Studi Fiumani, sorta nel 1960 a Roma, ad opera di esuli fiumani, svolge oggi un’intensa attività di ricerca e promozione culturale e di dialogo con la città di origine,  Fiume, il cui nome croato è attualmente Rijeka, dove tuttora vivono numerosi abitanti di lingua italiana.

L’Associazione Giuliano Dalmata risale, invece, al 1947 e, oggi, conta il maggior numero di italiani fuggiti durante la guerra e nell’immediato dopoguerra. L’Associazione si è molto battuta per l’istituzione, nel 2004, del Giorno del Ricordo ogni 10 febbraio, data della firma del Trattato di pace che impose all’Italia la cessione di parte della Venezia Giulia e della Dalmazia alla Jugoslavia, per non dimenticare quei dolorosi eventi, ma anche per favorire ulteriori occasioni di confronto e di riflessione. Infine, il Comitato 10 febbraio affianca le associazioni degli esuli per raccontare quello che oggi è il confine orientale e la cultura italiana di quelle terre che si affacciano sull’altra sponda dell’Adriatico.

A far da cornice all’evento due dipinti del pittore Lorenzo Fonda, perugino di origini istriane, che ha voluto con essi rendere omaggio al nonno Giusto, capo di Vigili Urbani di Pirano d’Istria, vittima delle foibe. Allo stesso Fonda, nel 2015 era stata riconosciuta dallo stato la medaglia in ricordo delle vittime delle Foibe alla memoria del nonno e il Premio Dignità Giuliano Dalmata nel mondo.

Nel corso dell’evento, Laura Pierantoni e Claudio Carini hanno dato vita ad una lettura scenica scritta dalla stessa Pierantonio (Video di Antonello Belli, musiche di Angelo Benedei Regia del suono Alessia Damiani e Francesco Di Maggio Regia di Laura Pierantoni) dal titolo Foibe Damnatio Memoriae, realizzata in collaborazione con la classe di Musica Elettronica del Conservatorio di Musica “F. Morlacchi” di Perugia. Nel pomeriggio, quindi, lo stesso Presidente Varasano, insieme ad altre autotità locali, si è recato al Parco dedicato alle Vittime delle Foibe di Madonna Alta per apporre una corona d’alloro in loro memoria.

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