Pat Metheny e Ron Carter ad Umbria Jazz, come a Detroit

E il festival jazz si avvia verso la conclusione con gli Steps Ahead, Marcus Miller, Bollani, Alexander e Corea

Pat Methehey e Ron Carter ad Umbria Jazz, come a Detroit

Di Marcello Migliosi (foto Morena Zingales)
Pat Metheny e Ron Carter ad Umbria Jazz, come a Detroit. Due pilastri della scena jazz mondiale hanno condiviso il palcoscenico dell’Arena Santa Giuliana. Sono Pat Metheny e Ron Carter, punti di riferimento nella musica jazz e non solo, per il chitarrismo e il contrabbassismo mondiali. Come nel felice esordio di Detroit anche ad Umbria Jazz il repertorio è stato in parte originale e in parte basato su magistrali arrangiamenti di brani della tradizione.

Gli assoli di Metheny, sempre lucidi e determinati – così come vengono definiti dalla critica specializzata – sono di una lucentezza straordinaria. Il suono del grande chitarrista del Missouri, sempre ricercato e raffinato, è stato portato alla esaltazione da quello di Ron Carter.

Il suo contrabbasso ha dato al concerto possanza ed eleganza, con echi tra il blues e funky. Il dubblebass man, maestro di tutti i contrabbassisti jazz del mondo, è stato definito dallo stesso Pat Metheney come un vero e proprio eroe. «Ho letteralmente deciso di diventare musicista ascoltando ‘Four and More‘ del quintetto di Miles Davis con Ron Carter – ha detto Methney in una intervista -, trovarmi oggi a suonare con lui è uno dei più grandi privilegi della mia vita di musicista».

Umbria Jazz sta per calare il poker d”assi per il week end conclusivo. Sabato il programma dell”arena Santa Giuliana prevede gli Steps Ahead di Mike Mainieri, una delle band più amate del jazz moderno che a più di 35 anni dalla nascita ritorna sulla scena per un Reunion tour, e poi Marcus Miller che presenta dal vivo Afrodeezia, un viaggio musicale lungo le rotte dolorose e drammatiche della schiavitu” alla riscoperta di ritmi e melodie che gli schiavi africani portarono nel nuovo mondo e che sono alla base del jazz, blues, gospel, generi caraibici e brasiliani, r&b, soul, hip hop, funk.

Domenica toccherà a Stefano Bollani e al suo Napoli Trip, la personale visione di un immenso patrimonio culturale che continua ad affascinare anche gli uomini del jazz, e infine a Chick Corea che festeggia il settantacinquesimo compleanno regalandosi un quintetto di star. Ma c’è anche un fuori programma dell”ultimo momento: tra Bollani e Corea si inserira” Joey Alexander, il ragazzino (13 anni) indonesiano che sta impressionando il mondo del jazz.

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