Omicidio Sonia Marra, ieri una lunghissima arringa, si torna in aula il 23 febbraio

Si è parlato di diversi riferimenti, tra questi anche una telefonata tra due religiosi

Perugia, caso Sonia Marra, corte chiede acquisizione puntate di “Chi l’ha visto?”

Omicidio Sonia Marra, ieri una lunghissima arringa, si torna in aula il 23 febbraio PERUGIA – Si tornerà in aula per le repliche il prossimo 23 febbraio, poi la sentenza. Umberto Bindella è l’imputato accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Per l’omicidio di Sonia Marra ieri una lunghissima arringa in aula. Si è parlato di diversi riferimenti, tra questi anche una telefonata tra due religiosi, già emersa in passato nel corso del procedimento, e nella quale i due religiosi intercettati avrebbero indicato «riferimenti precisi».

Questo secondo i legali di Bindella, Silvia Egidi e Daniela Paccoi, ai motivi della scomparsa di Sonia Marra. E tra i riferimenti, sempre secondo le due avvocatesse, mancherebbe proprio Bindella. La difesa ha condotto ieri in aula un’analisi molto dettagliata volta a evidenziare quelle che vengono definite «contraddizioni evidenti» nelle varie testimonianze rese da Giorgio D’Ambrosio, il poliziotto amico di Bindella.

Per le avvocatesse Egidi e Paccoi, invece, l’attendibilità di D’Ambrosio sarebbe assolutamente da mettere in dubbio. Punto per punto, la difesa sottolinea le «contraddizioni» in cui sarebbe caduto D’Ambrosio nel corso delle varie deposizioni in questi anni. Inoltre «Ci sono dei dipendenti di una ditta che dicono di aver visto Sonia Marra tra il 10 e il 15 dicembre del 2006 in un albergo di Pracchia, in provincia di Pistoia. Uno di loro ha detto che la ragazza gli disse di chiamarsi Sonia Marra e di aver bisogno di soldi». Questa e un’altra segnalazione, quella della signora Lorenza, titolare del ristorante, arrivarono alla procura di Perugia in seguito alla scomparsa di Sonia.

Inoltre l’avvocato ha puntato il dito contro l’ex fidanzato di Sonia, quel Michele Iannaccone che, richiamato in aula anche recentemente, ha ribadito che era stato a trovare Sonia anche per «Eurochocolate» e che aveva avuto dei momenti di intimità con lei. Quest’ultimo aveva 5 utenze cellulari, non sono mai state controllate, come non è stato controllato il suo alibi. E poi ancora, «Sonia venne aggredita due volte poco prima della sua scomparsa, neanche questo dettaglio è stato approfondito. E badate bene non poteva essere Bindella, perché se avesse avuto un approccio con lei, Sonia ne sarebbe stata felice». Sono tutti elementi che, per la difesa, sono molto più consistenti di quelli che la procura ha contro Umberto Bindella.

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