Omicidio Polizzi, processo, a Perugia, comincia tra tensioni

processo-polizzi (13)L’aula troppo piccola non ha certo favorito, anzi è stata proprio l’elemento  scatenante di una rabbia sorda e compressa. I genitori di Alessandro Polizzi e Valerio e Riccardo Menenti si sono trovati, praticamente, faccia a faccia nel giorno che ha dato il via al processo per l’omicidio di “the warrior”. Hanno inveito contro Riccardo, così come pure gli amici di Alessandro. Gli accusati, come si sa, sono Valerio e Riccardo Menenti, rispettivamente ritenuti mandante ed esecutore materiale dell’omicidio. A poca distanza dalla gabbia degli imputati c’era anche la fidanzatina di allora, Julia Tosti. La giovane, in quella tragica notte tra il 25 e il 26 di marzo 2013 in via Ettore Ricci, restà ferita nell’agguato teso da chi uccise Alessandro. Una vera e propria spedizione punitiva quella che, secondo gli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica incaricato delle indagini, Antonella Duchini, mise a segno Riccardo Menenti. Al giudice,  immediatamente, sono state presentate, da parte dei legali dei Menenti, due eccezioni di nullità riferite ad un capo di imputazione ritenuto generico sul ruolo di Valerio e ad un vizio, cosiddetto, formale del Giudice per le udienze preliminari in occasione del rinvio a giudizio che, secondo la difesa, non si sarebbe configurato come un atto neutro, ma come un vero e proprio atto d’accusa e sentenza di condanna preventiva. 

 

La Corte, presieduta da Gaetano Mautone con giudice a latere Nicla Flavia Restivo, si è riunita per circa un’ora e mezza di camera di consiglio e ha successivamente respinto entrambe le eccezioni. Cattive notizie, poi, per la stampa: nel corso del dibattimento – così ha deciso la Corte – saranno vietate le riprese televisive e scatti fotografici. Si è entrati poi nel vivo dell’udienza con l’esposizione della lista dei circa ottanta testimoni.

Si tratta in maggioranza di ragazzi e ragazze che conoscevano sia Alessandro sia Valerio e sono citati sia dall’accusa sia dalla difesa. Ma anche Tiziana Appuoni, madre di Valerio, è indagata per falsa testimonianza. “Ha reso – ha detto il sostituto procuratore della Repubblica, Antonella Duchini – dichiarazioni che si sono poi rivelate totalmente false proprio al pubblico ministero”. 

LA VICENDA

E’ la mattina del 26 marzo 2013. La polizia è in via Ettore Ricci, si vedono i nastri bianchi e rossi che delimitano la scena del crimine. Gli agenti sono già lì da diverse ore. Perugia che aspetta il verdetto della cassazione sul processo d’appello Meredith Kercher si sveglia di nuovo nel sangue. Nella notte viene ucciso Alessandro Polizzi, 24 anni, dorme con la fidanzata. Qualcuno entra nell’appartamento e gli spara un colpo che lo attraversa e che ferisce anche Julia. La ragazza si salva, Alessandro no, viene finito con un piede di porco. Un omicidio per il quale poco dopo vanno in carcere a Capanne, in via cautelare, Valerio e Riccardo Menenti che si tratta dell’ex ragazzo di Julia e del padre di lui. Dietro la vicenda, secondo la ricostruzione gli investigatori, le tensioni dei due giovani sfociate tra scontri fisici e il desiderio di vendicarsi. Valerio Menenti è finito in ospedale dopo una lite con Polizzi. Le indagini proseguono, interrogatori, perizie, analisi di laboratorio, filmati di telecamere di sorveglianza. Il Gup decide che ci sono elementi per andare a processo. Padre e figlio però non ammettono la ricostruzione della procura. Ora la parola passa ai giudici, chiamati a stabilire come e perché è stato ucciso un ragazzo di 24 anni.

 

httpv://youtu.be/VO77GyT7XNc

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