Omicidio del Bellocchio, ecco il risultato della perizia su Rosi

Incidente probatorio sull'agente immobiliare, in carcere per l'omicidio della moglie

Omicidio Presta, condannato a trent’anni Francesco Rosi

Omicidio del Bellocchio, ecco il risultato della perizia su Rosi. Affetto da un “io fragile” ma capace di intendere e di volere e quindi in grado di partecipare al processo. Sono queste le conclusioni di Giovanni Battista Traverso e David Lazzari, i periti del gip incaricati di valutare la situazione psichica di Francesco Rosi, l’agente immobiliare che ha ucciso la moglie Raffaella Presta. I due tecnici sono stati ascoltati come incidente probatorio. Secondo Traverso e Lazzari, Rosi, al momento dell’omicidio della moglie, “soffriva di una patologia psichica inquadrabile in un disturbo dell’adattamento con ansia e umore depresso misti, tendente alla cronicizzazione, patologia che comunque non rappresentava una infermità mentale di tale grado da scemare grandemente la sua capacità di intendere e di volere”.

“Un quadro molto diverso rispetto a quello descritto dopo l’omicidio”, ha commentato Laura Modena, avvocato della difesa. Intanto le carte tornano al sostituto procuratore per la conclusione delle indagini.

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