Non vuole più saperne della compagna e dei figli, minaccia di ucciderli

E' stato allontanato dalla casa familiare con il divieto di comunicare con la compagna e figli

Non vuole più saperne della compagna e figli, minaccia di ucciderli

Non vuole più saperne della compagna e dei figli, minaccia di ucciderli

Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Perugia, nei giorni scorsi, hanno eseguito un allontanamento dalla famiglia a tutela di una giovane madre, e dei suoi figli di 6 e 9 anni, a carico del capofamiglia, un perugino di 44 anni, divenuto negli anni sempre più minaccioso e violento.

Il protagonista di questa triste vicenda è apparentemente una persona tranquilla, incensurato, con una casa, una famiglia ed un lavoro normali, nonché con diversi hobby e passioni, ma capace, dietro le mura domestiche, di porre in essere comportamenti minacciosi e, verosimilmente, anche di metterle in atto, nei confronti della famiglia.

L’uomo ha conosciuto la sua compagna, straniera, in una vacanza più di 10 anni fa e le propone di venire a vivere a Perugia con lui.

I primi screzi con la donna si manifestano quando lei, ben 9 anni fa, mette alla luce il loro primogenito: il ragazzo non si sente “pronto” per diventare padre, in quanto troppo preso dalle sue varie attività sportive e dal lavoro, ai quali dedica quasi la totalità del suo tempo, trascurando la sua famiglia.

La situazione si aggrava quando la coppia ha un altro figlio, questa volta una bambina: l’uomo è sempre più assente da casa, non vuole saperne dei propri figli, che in alcune occasioni abbandona quando si trova solo con loro, costringendo la compagna a lasciare il suo lavoro ed attuando seri propositi di minaccia e di violenza.

Il padre “immaturo” minaccia, anche con un biglietto dattiloscritto e lasciato nella tasca di una giacca della donna, di essere disposto, in un ipotetico raptus di follia, ad ucciderla, ad uccidere i loro figli, ed eventualmente a suicidarsi per evitare le conseguenze della giustizia.

Nella circostanza, simula addirittura, per ingenerare ancor più spavento nella sua vittima, una macchia di sangue sui suoi indumenti, facendo riferimento anche alle modalità dell’esecuzione dei suoi propositi assassini: le coltellate; le minacce sono accompagnate da fatti di violenza e preoccupazione progressiva: in alcune occasioni, scagliandosi contro la compagna, le prende il collo tra le mani e prova a strangolarla.

L’uomo, per un certo periodo, è affidato alle cure mediche di uno specialista psichiatrico il quale individua nei suoi comportamenti i segni di un vero e proprio squilibrio e gli somministra dei farmaci che, almeno provvisoriamente, lo tranquillizzano, ma lui in seguito, arbitrariamente, decide di interrompere la cura e gli episodi di violenza si verificano di nuovo e sempre con maggiore pericolosità per la donna e per i bambini: la stessa famiglia dell’uomo, alla quale la giovane mamma si rivolge per una disperata richiesta di aiuto, sembrano minimizzare i fatti negandone la gravità.

A questo punto la donna prende i bambini e abbandona il compagno violento e la loro casa, prendendo la drastica decisione di rivolgersi alle Forze dell’Ordine per denunciarlo e per chiedere aiuto: la Sezione “Reati contro la Persona” della Squadra Mobile di Perugia ha tempestivamente investito l’Autorità Giudiziaria competente che altrettanto tempestivamente ha posto in essere il provvedimento per evitare il peggio.

Il GIP di Perugia, esaminato il lavoro di ricostruzione, ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare del padre violento, nonché il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo con la compagna e con i figli.

In caso di violazione delle prescrizioni imposte, lo stesso andrebbe incontro a conseguenze più severe.

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