‘Ndrangheta Perugia, “Quarto Passo”, in 57 rinviati a giudizio

Ad essere condannato a 4 anni di reclusione Scilanga Saverio che ha scelto la via del patteggiamento

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‘Ndrangheta Perugia, “Quarto Passo”, in 57 rinviati a giudizio

L’inchiesta Quarto Passo torna in aula. Oggi, dopo una lunga camera di consiglio il gup Carla Giangamboni ha rinviato a giudizio 57 persone. L’unico ad essere assolto da ogni accusa è stato William Placido, difeso dagli avvocati Panzarola e Giorni.

Ad essere condannato a 4 anni di reclusione Scilanga Saverio che ha scelto la via del patteggiamento insieme a Pellegrino Salvatore (3 anni e 4 mesi) e Papagliani (2 anni). L’unica ad avere patteggiato un anno e otto mesi è stata Michela Cavalieri.

L’Operazione ribattezzata “Quarto Passo” era riuscita a svelare in che modo le mani della ‘Ndrangheta avessero tessuto una stretta rete su tutta la provincia di Perugia, incoronando però il capoluogo umbro quartier generale del clan. Affiliati, fiancheggiatori e veri e propri boss, secondo l’Accusa, avevano messo radici a Ponte san Giovanni.

Secondo infatti la Procura il clan si rese responsabile di atti intimidatori nei confronti di commercianti e imprenditori. Ma c’è anche dell’altro. Stando sempre alle indagini, cani uccisi e teste di agnello vennero inviate a coloro che non si volevano sottomettere. Dopo verifiche più approfondite i carabinieri ammisero che il clan presente a Ponte San Giovanni altro non era che una filiale in Umbria delle famiglie di Cirò e Cirò Marina, La cosca aveva messo le mani su 39 imprese, 106 immobili, 129 veicoli, 28 contratti assicurativi, oltre 300 rapporti bancari e di credito.

Natalino Paletta è il boss del clan ‘ndranghetista istituito a Perugia, ma con forti legami con le famiglie criminali di Cirò. Paletta ha messo in piedi un sodalizio criminale che ha mosso i suoi primi passi, secondo i Ros, sei anni fa proprio a Perugia e aveva iniziato a prendere possesso anche in provincia di Perugia.

Gli arresti contro le infiltrazioni mafiose sono stati eseguiti nelle province di Perugia, Roma, Crotone, Cosenza, Arezzo, Siena, Ancona, Macerata, Viterbo, Caserta, Bologna e Varese, nonché in Germania.

Lo scorso 28 gennaio il tribunale del Riesame aveva disposto la scarcerazione per dieci degli imputati rimasti coinvolti nell’inchiesta Quarto Passo, nonostante il pm Duchini avesse chiesto una proroga della misura cautelare carceraria per una più approfondita indagine sulle prove raccolte. Il tribunale del Riesame, presieduto dal presidente Narducci, ha però accolto la richiesta dei legali.

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