Licenziata ingiustamente, donna protesta davanti sede Inail di Perugia

Nel luglio 2011 è stata ingiustamente licenziata dopo 4 mesi di malattia

Licenziata ingiustamente, donna protesta davanti sede Inail di Perugia. “Aiutatemi!!! Per queste due lettere Inail, retroattive di 3 mesi circa, sono senza lavoro e nel tunnel della giustizia da 5 anni!!!” E’ quanto scritto in un cartello dalla signora Nadia Ribelli che stamani si è piazzata davanti la sede Inail di Perugia chiedendo giustizia. Lo farà fino a quando non gli daranno udienza. La signora Nadia, che ora ha 61 anni, nel luglio 2011 è stata ingiustamente licenziata dopo 4 mesi di malattia (febbraio 2011-giugno 2011), dalla cooperativa che l’aveva assunta. Da più di 5 anni sta lottando per avere giustizia. Nel cartello che tiene in mano ha attaccato due lettere ricevute dall’istituto.

Ricapitolando: La donna si è infortunata sul posto lavoro. La sua malattia si è protratta oltre il periodo stabilito e senza alcun preavviso è stata licenziata. La lavoratrice (che si era fatta davvero molto male aveva la necessità di stare a riposo, così come le aveva a sua volta certificato l’Inail), dopo essere stata sbattuta fuori ha querelato la cooperativa. Il tutto finisce nelle mani del giudice. In primo grado vince e viene ripagata con 52 mila euro per ingiusto licenziamento e come risarcimento degli stipendi persi nei 4 anni di lavoro. La cooperativa successivamente fa ricorso vincendo all’appello e quindi la signora si trova costretta non solo a restituite i 52 mila ricevuti, ma a questi si sommano le spese legali, sia del primo grado, sia dell’appello, che diventato 67 mila.

La signora Ribelli dopo il primo grado è stata reintegrata sul posto di lavoro nel febbraio 2015, ma per via dell’appello è stata nuovamente sbattuta fuori, chiedendole la restituzione dei soldi. La signora, che da un anno e mezzo è senza lavoro, adesso ha querelato anche l’Inail, per non averle dato alcuna possibilità di tutelare il suo posto di lavoro, ma la sua richiesta risulta inaccettabile. «Io chiedo che l’Inail si assuma tutte le sue responsabilità, voglio tutto il risarcimento, voglio il posto di lavoro con tutti i contributi persi, perché per me sono molto importanti. Sono in mezzo a una strada per colpa di quelle lettere retroattive che, quando le ho ricevute, ho avuto il tempo di 20 giorni, prima che la cooperativa mi licenziasse. Non ha fatto niente. Io avevo il dovere di saperlo prima e non dopo, perché il posto di lavoro così non l’ho potuto tutelare». La sua protesta davanti la sede dell’Ente continuerà anche nei giorni prossimi.

 

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