Lega Nord sferra attacco su stato ricostruzione, burocrazia blocca tutto

A CAMPI DI NORCIA I CITTADINI DANNO IL VIA A "BACK TO CAMPI"

Lega Nord sferra attacco sulla ricostruzione, non funziona niente

Lega Nord sferra attacco sulla ricostruzione, non funziona niente

Alla conferenza stampa di questa mattina erano presenti il vicecoordinatore Lega Nord per l’Umbria, Virginio Caparvi e i consiglieri regionali Lega Nord Umbria Emanuele Fiorini e Valerio Mancini.

Si è svolta stamani, a Palazzo Cesaroni, la conferenza stampa della Lega Nord Umbria sulla situazione in Valnerina a un anno di distanza dal sisma: “La popolazione delle zone colpite dal terremoto – hanno detto – sta vivendo da un anno in mezzo a disagi enormi, che vanno dall’esiguo numero di casette installate, solo 137 su 783, alle difficoltà burocratiche, perfino più pesanti di quelle connesse al processo ricostruttivo in sé, che testimoniano l’incapacità di gestire la situazione da parte del partito di governo regionale e nazionale, il Pd, culminate con le dimissioni del commissario straordinario alla ricostruzione”.

“La popolazione delle zone colpite dal terremoto sta vivendo da un anno in mezzo a disagi enormi, che vanno dall’esiguo numero di casette installate, solo 137 su 783, alle difficoltà burocratiche, perfino più pesanti di quelle connesse al processo ricostruttivo in sé, che testimoniano l’incapacità di gestire la situazione da parte del partito di governo regionale e nazionale, il Pd, culminate con le dimissioni del commissario straordinario alla ricostruzione”: lo hanno detto, nella conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo Cesaroni, i consiglieri regionali della Lega Nord, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, unitamente al vicesegretario umbro del partito, Virginio Caparvi (anche vicesindaco di Nocera).

È evidente la netta differenza di gestione del dopo sisma rispetto a quanto avvenne nel ’97 – è stato detto – quando dopo soltanto una settimana già era stato messo a disposizione delle popolazioni colpite praticamente tutto l’indispensabile. Gli abitanti di Norcia, invece, hanno dovuto attrezzarsi da soli, anche comprando a proprie spese gli impianti di riscaldamento per affrontare l’inverno. A distanza di un anno i cittadini di Preci, Cascia e Norcia vivono disagi incredibili, che abbiamo riscontrato nel corso di più sopralluoghi e confronti con gli abitanti della Valnerina (sono state proiettate nella sala immagini dei luoghi e delle macerie a un anno dal terremoto)”.

“Grandi sono anche le difficoltà provocate dalle lungaggini burocratiche – è stato sottolineato – con cittadini a cui manca tutto, a cominciare dalla casa, e che si trovano alle prese con carte, bolli e timbri, mentre servirebbe una celerità ben maggiore, sia pure nel rispetto di leggi e regolamenti vigenti. Vi sono imprese che hanno ottenuto l’appalto per ricostruire dieci mesi fa e si sono potute mettere al lavoro solo nelle ultime settimane, con quarantadue gradi di temperatura e la minaccia di dover concludere in un mese e mezzo.

La gente con cui abbiamo parlato si sente abbandonata, non trova chi la ascolti. E si sono dovuti organizzare da soli, rialzando la testa e facendo quello che potevano fare, anche iniziative eccellenti come quella di Campi (‘Back to Campi’). Adesso tocca a chi governa darsi da fare, non solo per far rientrare le persone nelle case, ma anche agevolando ragionevolmente questa parte di popolazione che è alle prese con problemi seri: in alcune zone manca l’acqua, non c’è la rete internet, i collegamenti stradali sono quanto di più lontano si possa immaginare per la ripresa economica e turistica della zona, occorrendo ore per percorrere qualche decina di chilometri.

Ma i cittadini devono comunque pagare le tasse, i libri di scuola per i figli, e scontare tutte le difficoltà legate alla delocalizzazione delle attività commerciali.

Vanno troppo a rilento anche gli interventi sugli edifici con inagibilità di tipo B, dove basterebbe poco per farvi rientrare i legittimi proprietari”. “Le proposte della Lega nord – hanno aggiunto gli esponenti del Carroccio – sono state sistematicamente respinte, sia dal governo nazionale che dall’Assemblea legislativa dell’Umbria. E pensare che avevamo detto già un anno fa che istituire un commissario straordinario avrebbe complicato e rallentato le operazioni legate alla ricostruzione, come poi è divenuto evidente.

Per non parlare della nostra proposta relativa al ‘fascicolo di fabbricato’, tornata di attualità in questi giorni dopo che il sisma che ha colpito Ischia ha messo a nudo debolezze e irregolarità delle costruzioni. Avevamo chiesto di cominciare perlomeno dagli edifici scolastici per capire quanti sono realmente agibili in sicurezza e quanti posseggono adeguate certificazioni, ma la sinistra che da sempre amministra questa Regione evidentemente teme che emerga una situazione che dimostrerebbe come nulla sia stato fatto, al di là delle toppe sulle emergenze che si verificano di volta in volta.

E vogliamo augurarci – hanno concluso – che il Pd sappia spiegare perché le tante risorse accantonate, anche quelle provenienti da donazioni e sottoscrizioni, ancora non si siano viste da quelle parti, e soprattutto che la priorità da adesso venga data ai nostri concittadini e non ai richiedenti asilo nel nostro Paese”.

VIRGINIO CAPARVI, VICE SEGRETARIO LEGA NORD UMBRIA

“Ad un anno di distanza dal terremoto del 14 agosto 2016 la politica non può esimersi dall’esercitare il proprio ruolo e sottolineare una gestione post sisma inadeguata ed inefficace. Durante questo anno in Parlamento, in Regione Umbria e nei Comuni, ci siamo occupati del sisma con grande senso di responsabilità. La situazione non è confortante: le promesse sono state tante, ma non si è operato come si sarebbe dovuto. L’evento sismico del 1997 che distrusse Nocera Umbra è stato caratterizzato da una gestione dell’emergenza veloce ed efficiente, mentre nel 2016 a Norcia, un mese dopo il sisma, abbiamo incontrato persone che avevano dovuto comprarsi di tasca propria gli impianti di riscaldamento.

Il Governo e la Regione non hanno fatto a sufficienza e basta recarsi sul posto per verificare lo stato di precarietà di alcune situazioni. Un plauso va a quelle popolazioni che non hanno utilizzato l’arma della commiserazione, ma hanno alzato la testa e si sono date da fare. I cittadini, però, possono arrivare fino ad un certo punto, dopodiché deve intervenire la politica a garantire il ripristino delle strade, adeguate sistemazioni e prospettive future per il tessuto economico. Si può fare sicuramente meglio e il mancato rinnovo dell’incarico al Commissario Errani decreta un fallimento importante della politica di chi governa. L’impegno della Lega Nord continuerà ad essere forte affinché l’Umbria riesca, il prima possibile, a lasciarsi alle spalle l’incubo del terremoto”.

EMANUELE FIORINI, CAPOGRUPPO REGIONALE LEGA NORD UMBRIA

“Abbiamo fatto la cosa più semplice: parlare con la gente. Confrontarci e dialogare con i cittadini, gli allevatori, i commercianti. Vorrei iniziare dall’esigenza più evidente, quella che riguarda la realizzazione delle casette. A Norcia, Cascia e Preci di 783 casette da consegnare, ne sono state assegnate solo 137 ed è passato un anno. In alcune zone hanno costruito solo il basamento, in altre mancano gli allacci, in altre gli interni o gli infissi.

Per non parlare della burocrazia, un altro dei “mali” di questa ricostruzione. Procedure lente, permessi che non arrivano, persone costrette a lottare con carte, bolli, timbri: ci vorrebbero processi più snelli e adeguati all’emergenza. Vergognoso il fatto che, ancora dopo un anno non sia stata fatta la delocalizzazione dei laboratori delle attività produttive; in certi casi gli allacci per le casette di legno sono a carico dei cittadini; i libri di scuola non sono gratuiti per tutti; in alcune frazioni continua a mancare l’acqua. Altra questione molto grave: non sono stati fatti i piccoli interventi di ricostruzione per le abitazioni classificate con agibilità di tipo B. Si tratta cioè di edifici che necessitano di minori interventi di ristrutturazione che avrebbero permesso a molte famiglie di Norcia di rientrare nelle proprie abitazioni.

Ci risulta che il costo di realizzazione delle casette sarebbe stato in certi casi di 2300 euro a metro quadro. Una cifra spropositata e, se confermata, si tratterebbe di uno spreco di denaro di cui qualcuno dovrà rispondere. L’ultima riguarda il servizio mensa per moduli cumulativi: sembra che nell’appalto di assegnazione del servizio non siano state coinvolte il maggior numero di imprese del territorio e che a beneficiarne siano stati in pochi. Stiamo verificando il bando.

In un paese normale, in una regione normale tutto questo non sarebbe accaduto, soprattutto se guardiamo quanti milioni di euro si spendono per gli immigrati. Noi diciamo prima gli Italiani, prima gli Umbri, prima i terremotati. Concludo facendo i complimenti alla comunità di Campi, al presidente della pro-loco e al presidente della comunanza agraria per quello che hanno realizzato: una struttura che si è rivelata fondamentale per quella comunità e che deve essere un esempio per tutti. “Back to Campi” è il nome del nuovo progetto che vuole far ripartire il turismo e riavvicinare i cittadini. E’ nostro dovere sostenere questo progetto, così come quello della comunità di Ancarano”.

VALERIO MANCINI, CONSIGLIERE REGIONALE LEGA NORD UMBRIA

“Il roboante Renzi pre-referendum e il super Commissario Errani, sembravano avere la soluzione in mano e invece, a distanza di un anno, ancora ci sono situazioni in alto mare ed è notizia di questi giorni il mancato rinnovo dell’incarico al Commissario e la decisione di assegnare maggiori poteri alle regioni in attesa, forse, di un altro super uomo o super donna del Pd. Ricordo che il 7 settembre 2016 a Norcia dissi che il Commissario era solo una figura che allungava la catena di comando: tutti pensarono fosse solo polemica politica e ora, invece, mi danno ragione. Come avevo previsto non è stato un anno di Errani, ma un anno di errori: 35 decreti molti dei quali andavano a modificare il precedente, con aggravio dei tempi e confusione nelle procedure.

Ha fallito il sistema di ricostruzione voluto da Renzi, finalizzato molto più al controllo sulla ricostruzione che alla sua effettiva realizzazione. In questi mesi abbiamo assistito alle infinite passerelle di politici tra borghi e macerie lungo le strade, nonché l’immancabile visita di sostegno del Commissario europeo Corina Cretu e del presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani che hanno fatto sentire la loro vicinanza alla comunità umbra. Tuttavia, alle quattro regioni colpite dal sisma, l’Europa ha fatto arrivare più immigrati che soldi.

A Castelluccio, un posto che vale 2,8 milioni di presenze in Umbria, non ci sono casette di legno. Gli abitanti e i commercianti devono fare chilometri di strada e sopportare tante interruzioni per tornare a Norcia tutte le sere. Manca un progetto per il futuro del borgo e un “deltaplano” può essere solo una soluzione temporanea ed accompagnare la ricostruzione del paese, ma non può diventare una sistemazione definitiva. Non dimentichiamoci, poi, di quando, mossi dalle insistenti proteste a Roma, hanno scortato i trattori degli agricoltori di Castelluccio per la semina della lenticchia, visto che a mesi di distanza dal sisma non si era provveduto a ripristinare la viabilità come a tutt’oggi.

In Parlamento la Lega Nord, grazie al senatore Candiani, così come in Regione e nei Comuni, ha sviluppato una serie di proposte come il “fascicolo del fabbricato” iniziando dagli edifici scolastici e il “riconoscimento del danno indiretto” con l’eliminazione di tasse locali per le imprese, ma il Pd ci ha respinto ogni iniziativa in merito.

Cifre ridicole sono state spese per la microzonazione, effettuata con forte ritardo considerando che l’Umbria è da sempre zona a rischio simico e che tale procedimento poteva essere già stato avviato da anni, in modo da programmare i lavori di ricostruzione con largo anticipo. Triste apprendere che nelle frazioni della Valnerina umbra non siano mai state previste aree preurbanizzate con strutture fognarie, rete elettrica e idrica, già predisposte per eventi sismici che ormai in Umbria non sono più un fatto straordinario.

Infine un plauso alla comunità di Campi, esempio di protezione economico-sociale per la sua gente: copiare il metodo di lavoro utilizzato da Pro Loco e Comunanza agraria, farebbe risparmiare milioni di euro e dare futuro alle tante frazioni terremotate, ma questa politica ha perso ormai la capacità di ascoltare e vedere i buoni esempi”.

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