La prima neve a Norcia e Castelluccio, arriva il gelo sui terremotati

Il grande freddo arriva sui terremotati con temperature fino a -20 gradi

La prima neve a Norcia e Castelluccio, arriva il gelo sui terremotati

La prima neve a Norcia e Castelluccio, arriva il gelo sui terremotati PERUGIA – Se a Perugia è stata grandine, a Norcia e Castelluccio è neve, ma non è la solita nevicata. Le cose quest’anno sono molto diverse. Il grande gelo arriva sui terremotati con temperature fino a -20 gradi, rendendo la situazione molto difficile, soprattutto durante gli spostamenti.

Le previsioni non sono affatto confortanti per le zone terremotate purtroppo, è freddo, anzi no freddissimo. Il freddo record è atteso a Castelluccio. Quanto alla neve, Umbria Meteo spiega che «tra il pomeriggio e la serata di oggi e sui settori settentrionali della regione e lungo l’Appennino ci saranno precipitazioni nevose fin sui fondovalle, intermittenti ma anche a carattere di bufera».

E su Facebook c’è lo sfogo di una donna che nel gruppo ‘Sei di Preci se…’: “Vivendo a Todiano, con le strade chiuse da due mesi ad Abeto e Piedivalle – mi dicono i vigili del fuoco perché il comune non ha inoltrato una richiesta di urgenza, ma ha appaltato il lavoro – per andare a Preci devi passare da Campi, Norcia, Borgo Cerreto, Triponzo (chiusa fino a qualche giorno fa), oppure passare per “via più breve” da Campi, Forca d’Ancarano, Fiano d’Abeto, Montebufo, a meno che, come oggi, non si trovino 10 cm di neve già ai Casali. Ogni giorno, per aver scelto di non abbandonare la propria casa (essendo ancora agibile) e di non pesare sulla comunità andando in albergo in zone più comode e meglio servite, devo pagare questo scotto per andare al lavoro, dal dottore, in farmacia, ma la cosa più grave è che avendo genitori ultra ottantenni, cardiopatici, con bombola di ossigeno h24, devo pregare di non avere un’emergenza perché l’ambulanza impiegherebbe troppo ad arrivare. Questa è la situazione – a due mesi dal sisma maggiore – di Todiano, una frazione in cui risiedono solo 4 famiglie (tutte paganti tasse come le decine di altre che non risiedono), ma che ospita una delle maggiori realtà produttive della Valnerina e impiega decine di operai, anche loro costretti a questa triste transumanza”.

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