La foresta amazzonica di Perugia, ecco gli spazi verdi abbandonati

Non curare questi mini-spazi significherebbe solo considerare i cittadini residenti di una categoria inferiore

La foresta amazzonica di Perugia, ecco gli spazi verdi abbandonati. Da Giampiero Tamburi (Perugia Social City) – No, non è la foresta amazzonica vicesindaco Urbano Barelli! È solamente un piccolo spazio verde in via G. Vico. Uno dei tantissimi piccoli spazi verdi figli di un Dio minore, abbandonati a se stessi in nome di quel risparmio, a tutti i costi, messo in atto dalla vostra Giunta nel quale Lei ha la delega specifica per la gestione del verde pubblico.

Un risparmio che, fatto in nome di una logica di buona gestione, risulta, in definitiva, dannoso per la città e, al momento del chiedere il voto, anche a chi gestisce ora la situazione. Non si affanni chi vede in tutto questo una strumentalizzazione e una presa di posizione contro i partiti che hanno la maggioranza in Comune perché, almeno da parte nostra, non abbiamo nessuna fazione politica da difendere ne altre da contrastare.

Noi guardiamo i risultati e chi non risolve i problemi! Sarebbe stata la medesima cosa se, al posto suo, ci sarebbe ancora come vice sindaco il Signor Nilo Arcudi: per noi non cambierebbe nulla perché siamo “apartitici”, pronti solo a denunciare i fatti che non vanno, da qualsiasi parte essi vengano.

Certo, lo spazio di cui si parla, non è i giardini Carducci, neanche pian di Massiano o, tanto meno, il parco di Lacugnana o chi più ne ha più ne metta di verde blasonato, ma Lei non crede che chi abita vicino al verde di questi “spazietti di seconda categoria” abbia ugualmente diritto di vedere i medesimi possibilmente adatti ad essere vissuti nel migliore dei modi?

Non curare questi mini-spazi significherebbe solo considerare i cittadini residenti di una categoria inferiore rispetto a chi vive in centro o in luoghi di maggior prestigio e, per favore, non aspettate che a risolvere il problema siano i medesimi cittadini che, prese scope e secchielli, facciano il lavoro che spetta a voi organizzarlo, farlo fare e pagarlo perché il “cavare i ragni dai buchi con le altrui dita” non mi sembra una buona tattica politica.

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